LUNEDÌ 9 FEBBRAIO 2026
LA PAZIENZA CHE NON ASPETTA NULLA
Resistere non è aspettare
「待てば海路の日和あり」
Mateba kairo no hiyori ari.
"Se aspetti, verrà il giorno buono per la navigazione."
— Antico proverbio giapponese, citato da Miyamoto Musashi nel Go Rin no Sho (Il Libro dei Cinque Anelli), 1645
Il 9 febbraio, in Giappone, è il Niku no Hi (肉の日) — il "Giorno della Carne". Una ricorrenza moderna nata dal gioco di parole tra i numeri 2 (ni) e 9 (ku), che insieme formano niku, carne. Le catene di ristoranti offrono sconti, le famiglie si riuniscono attorno a grigliate, e per un giorno la pazienza del mondo antico sembra cedere all'immediatezza del gusto.
Ma c'è un paradosso che ci riguarda: la pazienza giapponese non è mai stata passività. Non è l'attesa del premio, la rassegnazione al destino, la sopportazione del dolore. È qualcosa di più inquietante e più attivo: è la capacità di resistere senza che il desiderio ti consumi.
Miyamoto Musashi lo sapeva bene. Nel suo duello più famoso, contro Sasaki Kojirō sull'isola di Funa-jima nel 1612, fece aspettare l'avversario per ore. Non per crudeltà, ma per strategia: togliere la pazienza all'altro significa dargli la propria impazienza. Quando Kojirō, infuriato, gettò il fodero della spada nell'acqua — gesto di chi non prevede di aver bisogno di riporre l'arma — Musashi sapeva che aveva già vinto. Il bokken di legno, ricavato dal remo della barca, colpì prima che la katana potesse sguainarsi.
Ma la lezione non è nella vittoria. È nel gaman (我慢) — la sopportazione attiva, la pazienza che lavora mentre aspetta. Il samurai coltiva il gaman non sedendo inerte, ma affinando la spada, studiando il terreno, ascoltando il respiro. La pazienza è movimento impercettibile, non immobilità.
Per noi, oggi, questa è una rivoluzione. Confondiamo la pazienza con l'attesa passiva del notifiche, con la sospensione della vita in attesa di risposte. La saggezza di Musashi ci dice il contrario: aspettare il momento giusto significa prepararsi a non aver bisogno del momento. La pazienza che non aspetta nulla è quella che, nel frattempo, diventa invincibile.
💡 Tre spunti da portare con te oggi:
1. Prepara il bokken mentre aspetti — C'è qualcosa che stai aspettando? Una risposta, una decisione, una svolta? Non consumare quel tempo in ansia. Usalo per rendere superflua l'attesa. Quando arriva ciò che aspetti, sarai già oltre.
2. Osserva dove metti il fodero — Kojirō gettò il fodero perché era sicuro di vincere. Dove nella tua giornata stai anticipando la vittoria, dimenticando che potresti aver bisogno di difesa? La pazienza include la prudenza.
3. Pratica il gaman attivo — Scegli un'attesa di oggi — la fila, il traffico, il silenzio di qualcuno. Non sopportarla: usala. Respira, osserva, prepara il prossimo gesto. La pazienza è muscolo, non armatura.
閑さや 岩にしみ入る 蝉の声
Shizukasa ya iwa ni shimiiru semi no koe.
"Silenzio... la voce della cicala penetra nella roccia."
— Matsuo Bashō (1644–1694)
BONUS — La carne e il ferro
Curioso che il "Giorno della Carne" cada proprio mentre parliamo di pazienza. In Giappone, la carne di manzo fu proibita per secoli, dal 675 d.C. fino al XIX secolo, per editti buddhisti e shintoisti. Mangiare carne era pazienza trasgressiva, attesa millenaria. Quando nel 1872 l'imperatore Meiji stesso ne mangiò pubblicamente, fu un atto di modernizzazione — ma anche di pazienza che matura nel momento propizio.
Musashi, nel suo ritiro finale nella grotta di Reigandō, scrisse: "Non pensare al vincere, pensare a non perdere." La pazienza non aspetta la vittoria. Costruisce l'invincibilità.
Che il tuo lunedì abbia la fermezza del remo che diventa spada. Che la tua attesa sia già azione. 🗡️🌸⛩️
Buon giorno, stratega del silenzio.
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