Mentre la Presidente del Consiglio Meloni tuona contro l’auto-esclusione di Pucci dal Festival di Sanremo, una consigliera di Fratelli d’Italia di Calenzano (Firenze), Monica Castro, se ne esce direttamente in Consiglio comunale con un abominio che ricorda da vicino la supremazia della razza nazista.
In aula si sta parlando del possibile gemellaggio tra Calenzano e la città di Jenin, in Cisgiordania.
L’intervento di Castro è spaventoso:
“Perché noi dobbiamo andare da quelli poveretti, quelli stor**, tutti ridotti male, senza casa, senza nulla, non riconosciuti?”.
E ancora, forse persino più grave.
“Non so nemmeno di che si parla, sarò ignorante io. Non vado nei posti dove soffrono, preferisco andare dove ci si diverte”.
Basta? Direte voi. Nient’affatto perché la consigliera meloniana rincara la dose:
“Non si poteva fare un gemellaggio con l’Austria, dove sono ricchi? Venivano qui, ci portavano anche qualche risorsa. Faccio per ironizzare, alle otto di sera mi tocca parlare di Palestina e so a malapena dov’è”.
Sì, consigliera, lei è, tra le altre cose, evidentemente ignorante. E non è un alibi, è un’aggravante.
Non solo la consigliera in questione dovrebbe dimettersi ed essere radiata da ogni incarico pubblico presente e futuro.
Ma la Presidente del Consiglio Meloni?
Invece di occuparsi di Pucci, non ha nulla da dire su queste parole infami e fasciste, pronunciate da una eletta del suo partito?
In fondo è semplice.
Se una così non verrà espulsa dal partito, allora significa che quelle parole rappresentano anche il partito, il suo partito, Presidente Meloni.
E anche lei.
Mi auguro di no.

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