giovedì 12 febbraio 2026

BABY GANG A LARGO LA LOGGIA

 


Ieri sera uscito alle 22:00 dal mio studio di Largo La Loggia ho visto cinque o sei ragazzini di età dai 12 ai 15 anni che stavano litigando con un ragazzo di 40 anni con la barba. 


Sono subito intervenuto per capire cosa stesse succedendo e questo ragazzo mi ha detto che questi ragazzini, in pratica, una baby gang, stavano praticamente torturando la clochard che da venti giorni dorme alla fermata dell'autobus. 


Questa povera disgraziata, chiaramente traumatizzata, ha detto che non la facevano dormire, le tiravano l'acqua, la spingevano. 


Ho provato a fare da paciere e, forte della mia età e del fatto fossi avvocato, ho provato a spiegare loro che quello che stavano facendo fosse un reato e che tanti genitori di ragazzi come loro fossero costretti a pagare gli avvocati per difenderli nei tribunali.


La loro reazione strafottente mi ha sconvolto. 


Il più piccolo che avrà ha avuto forse dodici anni, con un maglione arancione, davanti a me ha iniziato a dare fastidio alla clochard e tutti gli altri mi sono venuti un po' troppo vicini. Troppo 


In realtà, è stato forte il mio desiderio di dargli uno sganassone a ognuno di loro, se non peggio, e per fortuna Il ragazzo con la barba è tornato in mio soccorso. E gli ho dovuto dare ragione.


A questo punto, davanti a loro, abbiamo chiamato i carabinieri e hanno iniziato a comportarsi quasi da delinquenti incalliti, a dire che loro stavano ad aspettare l'autobus. 


Dopo qualche interminabile minuto mentre io stavo al telefono con il 112, hanno detto tra loro di andare alla Nino Rota e dopo un po' si sono messi a correre 


È stata veramente un'esperienza scioccante, traumatizzante. Quello che questi poco più che bambini riescono a diventare quando sono tra di loro, in branco, e come si accaniscano contro i più deboli e indifesi. 


Gli ho chiesto: .- Ma non vi fa pena questa persona sfortunata. Non vi viene voglia di aiutarla?


La reazione è stata quella di torturarla davanti a me. 


Ieri sera ho capito abbiamo sbagliato tutto

Vittorio Marinelli

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