Nel cuore della storia siciliana, il re Kokalos e i Sicani si posizionano al confine tra mito e storia, intersecandosi con i Siculi, che diedero il nome all'isola. Le fonti, filtrate dalla ricerca, rivelano una Sicilia preellenica popolata da genti diverse. Su questo sfondo arcaico si innesta l'eco egeo di Dedalo e Minosse, legata alla fortezza inespugnabile di Kamikos. Kokalos, dunque, emerge come sovrano dei Sicani in Sicilia occidentale, la sua sovranitΓ arcaica messa a confronto con la lontana potenza di Creta.
Gli antichi scrittori concordano: i Sicani furono il piΓΉ antico popolo di Sicilia, precedendo Siculi ed Elimi. Alcuni (Antioco di Siracusa, Diodoro Siculo) li ritenevano autoctoni, nati dalla terra siciliana; altri (Tucidide, Filisto) ne ipotizzavano un’origine iberica, fuggiti dalla penisola. In ogni caso, la tradizione li colloca prevalentemente nell'ovest, dove furono gradualmente soppiantati dai Siculi, genti italiche giunte da oriente dopo la caduta di Ilio. Questo intreccio di culture, confermato dall'archeologia (ceramica e culture materiali), fa da sfondo al regno di Kokalos, sovrano e simbolo della massima organizzazione politica dei Sicani.
Kokalos Γ¨ indissolubilmente legato a Kamikos, una fortezza-cittadella sicana talmente inespugnabile da restare non identificata (forse Sant’Angelo Muxaro, Agrigento). Si narra che Dedalo, l'architetto fuggiasco da Creta, la costruΓ¬ o perfezionΓ² per il re, ponendo la roccaforte su un'altura scoscesa. Qui erano custoditi vertici politici e tesoro, protetti da difese ingegnose. Questo legame tra sovrano sicano e artefice egeo, secondo studiosi come Pietro Griffo, riflette i primi contatti culturali e commerciali tra la Sicilia preellenica e il mondo pregreco, filtrati dal mito.
— —
Le piΓΉ belle vedute romane stampate su carta di Amalfi. Acquista subito
https://trizioeditore.it/collections/arte-e-vedute-romane
— —
La storia di Kokalos si intreccia con la fuga di Dedalo dal labirinto cretese. Dopo la morte di Icaro, Dedalo trova rifugio e onori presso il re sicano. Minosse, in cerca del fuggitivo, giunge in Sicilia con la sua flotta e un enigma: una conchiglia da infilare. Quando la soluzione, opera del genio di Dedalo, arriva a Minosse, il sovrano comprende di averlo scovato. Ne esige la consegna, certo della vittoria.
Qui il mito si fa trappola e violenza. Il re sicano Kokalos simula l'assenso all'ospite, invitandolo alla reggia. D'accordo con Dedalo, ne ordisce la morte. Nelle versioni piΓΉ note, Minosse muore durante un bagno rituale: le figlie di Kokalos, su ordine del padre o suggerimento dell'artista, lo scottano a morte in acqua bollente. Un omicidio non in battaglia, ma domestico, per mano femminile, tradendo l'ospitalitΓ . Questo avvolge Kokalos di ambiguitΓ : sovrano astuto, difensore del regno, ma anche autore di un sacrilegio. I compagni superstiti di Minosse, fuggiti dopo il disastro, avrebbero fondato Minoa in Sicilia, testimonianza tangibile della spedizione fallita.
Gli autori antichi accettavano la tradizione di Dedalo, Kokalos e Kamikos, usandola talvolta per spiegare gli influssi egei in Sicilia prima della colonizzazione greca dell’VIII secolo. Per l’archeologia, il mito di re, architetti e conchiglie riflette reali migrazioni di uomini, tecniche e saperi, filtrati dalla memoria dei Sicani e narrati dai Greci. Il regno di Kokalos, dunque, Γ¨ un crocevia di culture, dove gli antichi abitanti dell'isola incontrano nuove forme politiche e artistiche, in una dinamica di potere che il mito interpreta come colpa, ospitalitΓ e ingegno.
NOVITA’ STORICHE NELLA TUA MAIL.
ISCRIVITI GRATIS ALLA NEWSLETTER DI SCRIPTA MANENT
https://scriptamanentitalia.it/newsletter/

Nessun commento:
Posta un commento