martedì 1 aprile 2014

Mussolini non è più cittadino onorario

Torino, Comune approva revoca riconoscimento. Bagarre Sala Rossa


(foto: ANSA)

Bandiera e inno comunista in Consiglio comunale, a Torino: finisce in bagarre la discussione della mozione per revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Ad attuare la protesta i consiglieri della Lega Nord. "Ci sono questioni più urgenti per i cittadini", ha detto il capogruppo Fabrizio Ricca, che ha ricordato come Torino ancora oggi dedichi uno dei suoi corsi all'Unione Sovietica. Il consigliere radicale Silvio Viale ha replicato esibendo sul petto un stella di David.
Alla fine dell'acceso dibattito comunque Mussolini non è più cittadino onorario di Torino. La mozione di revoca della massima onorificenza cittadina è passata con 29 voti a favore, 3 contrari e 5 astenuti. Si sono espressi contro la mozione i consiglieri di Fratelli d'Italia e Angelo d'Amico (Forza Italia). Si sono astenuti gli esponenti di Ncd e della Lega Nord.

(ANSA)

A MALI ESTREMI, ESTREMI SELFIE - A TUCSON GLI STUDENTI DELUSI PER UNA SCONFITTA A BASKET SI RIVERSANO IN STRADA UBRIACHI E SI FANNO AUTOSCATTI DURANTE I TAFFERUGLI CON LA POLIZIA 

La squadra dell’Università dell’Arizona sabato, per un punto, ha perso contro il Wisconsin. I tifosi hanno creato disordini, la polizia è intervenuta con spray al peperoncino e manganelli e ha arrestato 15 persone…



da www.dailymail.co.uk

VIDEO http://www.youtube.com/watch?v=8SuNHGE16Vk
Tifoso deluso della University Of ArizonaTIFOSO DELUSO DELLA UNIVERSITY OF ARIZONA
Gli autoscatti in genere immortalano momenti felici. Non è il caso dei tifosi della squadra di basket dell'Università dell'Arizona che sabato, per un punto, ha perso contro il Wisconsin.
Centinaia di delusi sono usciti dai bar e dai ristoranti (molti ubriachi) e hanno invaso le strade di Tucson, creando disordini. La polizia è intervenuta con spray al peperoncino e manganelli, i ragazzi hanno risposto lanciando bottiglie di birra e mortaretti. In tutto sono state arrestate 15 persone.
La rivolta ripresa dai selfieLA RIVOLTA RIPRESA DAI SELFIE
Secondo le testimonianze, l'umore era alterato ma non dava adito a pericoli, così gli studenti hanno scattato selfie in mezzo al caos, poi degenerato non appena è giunta la polizia.


La polizia disperde i tifosi delusiLA POLIZIA DISPERDE I TIFOSI DELUSI
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/a-mali-estremi-estremi-selfie-a-tucson-gli-studenti-delusi-per-una-sconfitta-a-74622.htm

Unipol, reato prescritto per Silvio e Paolo Berlusconi

Per la vicenda della telefonata Fassino-Consorte. Confermato risarcimento di 80mila euro a Fassino


Silvio Berlusconi (foto: ANSA)

Prescrizione del reato contestato a Silvio e Paolo Berlusconi e risarcimento di 80 mila euro all'ex segretario dei Ds Piero Fassino. Si è concluso con la conferma della responsabilità penale dell'ex Presidente del Consiglio e del fratello pur con la dichiarazione del "non luogo a procedere", il processo di secondo grado per la vicenda dell'intercettazione Fassino-Consorte legata al caso Unipol. Lo ha deciso oggi la seconda Corte d'Appello di Milano, presieduta da Fabio Paparella, dopo due ore di Camera di consiglio e un processo durato lo spazio di qualche ora. I giudici, che depositeranno le loro motivazioni entro 30 giorni, hanno accolto in sostanza la richiesta del sostituto procuratore generale Daniela Meliota.
Il pg, infatti, nonostante la prescrizione del reato di rivelazione del segreto d'ufficio, ha parlato di "un non senso giuridico dire che c'è l'evidenza della conclamata innocenza dei due imputati", condannati in primo grado, il 7 marzo dell'anno scorso, a un anno e due anni e tre mesi di carcere. Con la sentenza, poi è stata respinta sia la proposta del prof. Carlo Federico Grosso, legale dell'ex segretario dei Democratici di Sinistra e attuale sindaco di Torino, sia la richiesta di assoluzione nel merito da parte delle difese. Infatti nessuna "revisione" al rialzo del risarcimento di 80 mila euro già disposto dal Tribunale di Milano, come aveva chiesto il legale di Fassino.
E nemmeno l'assoluzione con formula piena per il leader di Forza Italia e il fratello, come avrebbero voluto gli avvocati Niccolò Ghedini, Piero Longo e Federico Cecconi. "Prendiamo atto di questa decisione e attendiamo di leggere le motivazioni", hanno dichiarato Cecconi e Longo. Ghedini, invece, questa mattina, oltre ad aver ribadito la mancanza di prove sulla responsabilità dell'ex premier, a proposito della condanna inflitta dal Tribunale per concorso morale in rivelazione del segreto d'ufficio ha affermato: "Non ho mai visto una cosa del genere in trent'anni di professione". Al centro del processo c'è l'ormai famosa intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte ai tempi della scalata alla Bnl da parte di Unipol, nell'estate del 2005.
Intercettazione in cui l'allora segretario dei Ds chiedeva al suo interlocutore, all'epoca numero uno della compagnia di via Stalingrado, "allora abbiamo una banca?" e che, ancora coperta dal segreto istruttorio e copiata su una pen drive, alla vigilia di Natale di quell'anno sarebbe stata ascoltata dal leader di Fi ad Arcore e poi qualche giorno dopo, alla fine di dicembre, pubblicata su 'Il Giornale', quotidiano di famiglia. E come, è scritto nelle motivazioni dei giudici di primo grado, quella conversazione, di cui era nota "la natura segreta" e il cui contenuto venne "sfruttato politicamente" - erano vicine le elezioni poi vinte con un leggero vantaggio dal centrosinistra -, non sarebbe stata resa pubblica senza l'"apporto" dell'ex premier e senza il suo "benestare" come "capo della parte politica avversa" a quella dell'ex segretario Ds.

(ANSA)

SORGENIA DELLE BANCHE - MENTRE LA UTILITY DELLA FAMIGLIA DE BENEDETTI TENTA DI TROVARE LIQUIDITA' (IL TEMPO SCADE OGGI), LE BANCHE FINANZIATRICI CERCANO DI SALVARLA DA SOLE SENZA LA CIR...

Sorgenia sarebbe pronta a mettere in campo una serie di iniziative per allungare l’autonomia finanziaria, che si sarebbe dovuta esaurire a fine marzo. Nell'ultima comunicazione con i De Benedetti, gli istituti avevano ventilato una ristrutturazione del debito che prescindeva dal contributo della stessa Cir.


Cheo Condina per il "Sole 24 Ore"
Sorgenia sarebbe pronta a mettere in campo una serie di iniziative per allungare la propria autonomia finanziaria, che stando alle ultime indicazioni fornite al mercato poteva esaurirsi alla fine di marzo. Questo tema avrebbe rappresentato uno dei punti chiave del consiglio di amministrazione del gruppo energetico tenutosi giovedì scorso che, secondo quanto risulta, avrebbe anche convenuto sulla necessità di sollecitare al più presto un confronto con gli istituti di credito per ripristinare l'operatività bancaria.
sorgenia LOGOSORGENIA LOGO
Quest'ultima, infatti, viene considerata un elemento cruciale per garantire una efficiente conduzione del business, a maggior ragione per un'azienda del settore energetico, che comunque, negli ultimi tre mesi e mezzo, ha proseguito in autonomia la propria attività a dispetto della pressoché completa chiusura dei rubinetti bancari, sia a livello di linee di credito che di fideiussioni.
Il nodo della liquidità, e di conseguenza dell'autonomia finanziaria di Sorgenia, nelle ultime settimane è diventato sempre più critico alla luce dello stallo nel negoziato con le banche per la ristrutturazione del debito da 1,9 miliardi. Tuttavia, il management - a partire dall'amministratore delegato Andrea Mangoni - ha messo in cantiere varie operazioni che dovrebbero permettere di evitare la rottura di cassa.
RODOLFO DE BENEDETTI ALLA PRESENTAZIONE DEL MESSAGGERO FOTO OLYCOMRODOLFO DE BENEDETTI ALLA PRESENTAZIONE DEL MESSAGGERO FOTO OLYCOM
In particolare, i proventi della vendita del fotovoltaico (ceduto per un enterprise value di 20 milioni al gruppo americano ContourGlobal) dovrebbero entrare effettivamente tra circa un mese: un periodo nel quale la società energetica dovrebbe comunque restare sopra la linea di galleggiamento grazie a un'ottimizzazione del circolante e al factoring da 15 milioni di euro siglato con Bnp e liquidato qualche giorno fa. In realtà, è molto ben avviata anche la vendita di alcune autorizzazioni per impianti eolici in Francia: un deal che potrebbe essere chiuso a breve e vedere un ulteriore ingresso di cassa tra qualche settimana.
Insomma, le premesse per tamponare la crisi di liquidità ci sarebbero tutte, ma è altrettanto vero che per un'azienda energetica operare senza fideiussioni è quasi proibitivo e, soprattutto, sostenibile solo nel breve periodo.
CARLO DE BENEDETTI E CORRADO PASSERACARLO DE BENEDETTI E CORRADO PASSERA
Di qui, la decisione del cda di Sorgenia di sollecitare un incontro - che potrebbe anche avvenire a livello di advisor - con i principali istituti creditori, a partire dai sei maggiormente esposti sulla capogruppo (Mps, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi, Banco Popolare e Bpm), per ripristinare l'operatività bancaria, cosa che gli istituti stessi avevano fin qui vincolato a un accordo con Cir. Il confronto potrebbe tenersi già nella prima metà della settimana, anche se al momento non risulterebbe fissato ancora alcun appuntamento.
Intanto, il numero uno del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, ha dichiarato che sulla ristrutturazione del debito Sorgenia «il pallino sta a Cir» e che «le banche stanno aspettando una sua decisione». In realtà, nell'ultima comunicazione intercorsa con la holding della famiglia De Benedetti, gli istituti si erano riservati di inviare al cda di Sorgenia una proposta di ristrutturazione del debito che prescindeva dal contributo della stessa Cir.
SILVIO BERLUSCONI CARLO DE BENEDETTISILVIO BERLUSCONI CARLO DE BENEDETTI
Una proposta che non è mai arrivata e che, secondo indiscrezioni, potrebbe vedere la conversione del debito in eccesso di 600 milioni per una parte leggermente più alta in azioni e per quella restante in strumenti ibridi. Ma le parole di Saviotti, forse, fanno intuire che il sistema creditizio non è così convinto di rilevare il controllo del gruppo energetico e che si tenterà un ulteriore negoziato con Cir.
tirreno power centrale di vado ligureTIRRENO POWER CENTRALE DI VADO LIGURE













http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/sorgenia-delle-banche-mentre-la-utility-della-famiglia-de-benedetti-tenta-di-trovare-liquidita-74621.htm

QUAL È IL FILO ROSSO CHE COLLEGA LA MORTE DI ROBERTO CALVI ALLO IOR DI BERTONE? I MISTERIOSI “CONTI MISTI”, SU CUI OPERAVANO CLIENTI ITALIANI - L’INCHIESTA DI MARIA ANTONIETTA CALABRÒ NEL LIBRO “LE MANI DELLA MAFIA”

Questi conti, dopo la vicenda Calvi, sono “sopravvissuti” per trent’anni senza che nessuno ne parlasse più - Dietro il sequestro dei 23 milioni di euro dello Ior e il rinvio a giudizio dell’ex Dg Cipriani e del suo vice Tulli, dietro il blocco dei bancomat, dietro gli arresti di monsignor Scarano e di don Palumbo, c’è la vicenda di questi conti...

Ignazio Ingrao per "Panorama"
Ancora acque agitate nello Ior. Nominata la nuova commissione cardinalizia di vigilanza, presieduta dal cardinale Santos Abril y Castelló, si attende di conoscere la sorte del consiglio di sovrintendenza: l'organismo laico, guidato dal presidente Ernst von Freyberg che concretamente tiene in mano le redini della banca vaticana, vera cartina al tornasole dei rapporti di forza in seno all'istituto.
MANI DELLA MAFIAMANI DELLA MAFIA
E' molto probabile che gli attuali membri vengano in tutto o in parte sostituiti. Von Freyberg dovrebbe rimanere al suo posto. Ma è difficile fare previsioni anche perché nel frattempo, l'archiviazione definitiva del procedimento penale a carico del predecessore, Ettore Gotti Tedeschi ha riportato le lancette dell'orologio indietro di due anni, all'epoca della defenestrazione del presidente dello Ior, ad opera dell'attuale consiglio di sovrintendenza. Un'azione avvenuta, forse non a caso, all'indomani dell'uscita in libreria del volume di Gianluigi Nuzzi, «Sua Santità», con le carte segrete del Papa, trafugate dal maggiordomo Paolo Gabriele, che ha dato il via allo scandalo Vatileaks.
Solo una coincidenza? Quando si tratta di finanze vaticane le coincidenze spesso svelano trame segrete e intrecci impensabili come sa bene la giornalista del Corriere della sera, Maria Antonietta Calabrò che ha deciso di ripubblicare un suo famoso volume del 1991, «Le mani della mafia», sulla vicenda del crack del Banco ambrosiano e le sue connessioni con il Vaticano, arricchito da un ampio e articolata prima parte dedicata alle vicende degli ultimi anni.
ROBERTO CALVI E MOGLIE CON PAOLO VIROBERTO CALVI E MOGLIE CON PAOLO VI
Mai come in questo caso l'esergo è rivelatore dello spirito con il quale il libro è stato scritto. Calabrò ha scelto una frase del giornalista Horacio Verbitsky: «Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia. Il resto è propaganda». Sì, proprio lui: Verbitsky, «la bestia nera» di Papa Francesco, il giornalista argentino, esponente del movimento per la difesa dei diritti umani, che ha accusato l'ex arcivescovo di Buenos Aires di compiacenza con il regime di Videla per l'arresto e la sparizione degli oppositori, compresi alcuni confratelli gesuiti del futuro pontefice.
Chi conosce Calabrò sa che non la si può annoverare tra i nemici di questo Papa e neppure tacciare di anticlericalismo. Piuttosto la scelta di questa frase esprime la libertà e il rigore con il quale ha analizzato i fascicoli giudiziari, le dichiarazioni dei pentiti di mafia e i documenti inediti di cui è venuta in possesso dai tempi del processo per la morte di Roberto Calvi ai giorni nostri. Il merito di questa nuova edizione aggiornata del libro è proprio quello di riallacciare i fili rossi lasciati interrotti nel 1991.
Roberto CalviROBERTO CALVI
Tra questi fili rossi ci sono i «conti misti» dello Ior, o cosiddetti «Conti R», conti esclusivamente in lire sui quali figuravano transazioni con clienti esclusivamente italiani. Erano conti dello Ior, spiega Calabrò, ma gli amministratori della banca vaticana «vi operavano "in gestione confusa", cioè senza rivelare i nomi dei clienti per cui compivano le operazioni».
MARIA ANTONIETTA CALABRO TOBIAS PILLERMARIA ANTONIETTA CALABRO TOBIAS PILLER
Questi conti, dopo la vicenda Calvi, sono «sopravvissuti» per oltre trent'anni senza che nessuno ne parlasse più. Per riemergere in qualche modo ai giorni nostri. Dietro il sequestro dei 23 milioni di euro dello Ior, deciso dalla Procura di Roma, e il rinvio a giudizio dell'ex direttore generale Paolo Cipriani e del suo vice Massimo Tulli, dietro il blocco dei bancomat dentro le mura leonine, dietro gli arresti di monsignor Nunzio Scarano e di don Salvatore Palumbo, c'è infatti, ancora una volta, la vicenda di questi conti, finiti nel mirino della magistratura e delle autorità di vigilanza bancaria perché spesso, proprio questi conti, sono stati utilizzati per attività di riciclaggio come testimoniano le carte processuali.
Oggi, nonostante le folcloristiche notizie sull'arresto di aspiranti truffatori all'ingresso della Città del Vaticano, che cercavano di depositare titoli falsi presso lo Ior, e i proclami sulla volontà di trasparenza da parte delle autorità vaticane, in realtà il braccio di ferro con le autorità italiane rimane ancora molto forte.
VESPA BERTONEVESPA BERTONEIORIOR
Restano congelati presso gli istituti di credito italiani diverse decine di milioni di euro dello Ior su conti riguardo ai quali le nostre autorità chiedono al Vaticano che faccia chiarezza su chi sia l'effettivo titolare delle transazioni compiute. Inoltre come conseguenza della chiusura di circa 1300 conti presso lo Ior, su istanza delle autorità di controllo finanziario vaticano, molti di quei depositi hanno preso o stanno tuttora prendendo il volo verso la Germania (più favorevole per la normativa antiriciclaggio) o addirittura verso paradisi fiscali. Senza un minimo scambio di informazioni con le autorità italiane al riguardo.
Gianluigi Nuzzi cover Sua SantitàGIANLUIGI NUZZI COVER SUA SANTITÀ
Per analizzare questi fatti di cronaca è utile la lettura del libro di Calabrò che induce un'amara riflessione: la storia alle volte non sembra essere maestra di vita. Infatti, nonostante l'omicidio di Calvi, il versamento di 250 milioni di dollari a titolo transattivo da parte del Vaticano, lo scandalo seguito a quelle vicende, purtroppo certe pratiche, certi silenzi, omertà e connivenze sopravvivono tuttora e ostacolano la necessaria opera di pulizia e trasparenza che proprio il conclave ha affidato a Papa Francesco.
IOR istituto per le opere di religioneIOR ISTITUTO PER LE OPERE DI RELIGIONEINCONTRO FRA OBAMA E PAPA FRANCESCOINCONTRO FRA OBAMA E PAPA FRANCESCO


ERNST VON FREYBERGERNST VON FREYBERG


http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/qual-il-filo-rosso-che-collega-la-morte-di-roberto-calvi-allo-ior-di-74620.htm

BARRA A DRITTA! - DOPO LE LAUREE HONORIS CAUSA A VALENTINO ROSSI, IVANA SPAGNA E A VASCO ROSSI, FINALMENTE UN PEZZO DI CARTA DATO CON CRITERIO AL GRANDE PEPPE BARRA - PAOLO ISOTTA: “È UNO DEI PUNTI FERMI DELLA NOSTRA CULTURA NAZIONALE”

“Il conferimento della laurea a Barra è stato un avvenimento di grande importanza nel mondo della cultura tutta, non solo in quello teatrale: quest’attore-cantante rappresenta ormai uno dei punti fermi della nostra cultura nazionale. Il suo dedicarsi a Napoli e alla lingua napoletana travalica i confini locali”… - -


Paolo Isotta per ‘Il Corriere della Sera'
Lunedì, nella splendida chiesa dei Santi Marcellino e Festo, che viene aperta dall'Università solo in occasioni particolari, è stata consegnata la laurea ad honorem in letteratura, scrittura e critica teatrale a Peppe Barra, a opera della Federico II, una delle più antiche università del mondo. Qualche mese fa l'università Orientale aveva attribuito a Riccardo Muti l'ennesimo di lui diploma honoris causa: nell'appena riaperto San Giovanni Maggiore; ed era stata cerimonia lunga e macchinosa.
Peppe BarraPEPPE BARRA
In questa, invece, il Magnifico Massimo Marrelli, e i professori (simpaticissimi) Arturo De Vivo e Pasquale Sabbatino sono stati di una concisione eccezionale; e lo stesso Peppe lo è stato nel tenere la sua lectio magistralis. Questa è stata costituita dal racconto della favola di Amore e Psiche da Apuleio, dalla recitazione della novella ‘A vecchia scurtecata («La vecchia scorticata») dal Pentamerone di Giovan Battista Basile, e dall'interpretazione di alcune canzoni classiche napoletane: alle undici e un quarto la cerimonia aveva avuto inizio e all'una meno un quarto eravamo fuori in una piovosissima giornata.
Il conferimento della laurea a Barra è stato un avvenimento di grande importanza nel mondo della cultura tutta, non solo in quello teatrale: giacché quest'attore-cantante rappresenta ormai uno dei punti fermi della nostra cultura nazionale. E tento di spiegarlo; giacché il suo dedicarsi a Napoli e alla lingua napoletana travalica i confini locali: essa città e lingua sono patrimonio nostro e poi dell'umanità.
Egli è figlio d'arte: nasce a Roma a via dei Crociferi nel 1944 perché i genitori recitavano; e sale sul palcoscenico per la prima volta a quattro anni. Il padre è napoletano, la mamma Concetta procidana: così che Peppe a Procida s'è formato e leggende popolari della sua isola ha introdotto nel suo repertorio. Concetta è stata una delle più grandi attrici che in vita mia abbia viste; col figlio formava una coppia straordinaria; e, come tutti i grandi, lo era nel comico quanto nel tragico. Scomparve improvvisamente.
Peppe BarraPEPPE BARRA
Peppe divenne famoso quando con Roberto De Simone costituì la napoletana Nuova Compagnia di Canto Popolare: essa diede vita a una ricerca «sul campo» che portò alla rinascita di pezzi medioevali e addirittura pre-cristiani: a dimostrazione di quanto ininterrotta sia la catena giungente alla canzone sei- e settecentesca. Si trattava d'antropologia oltre che di arte.
paolo isottaPAOLO ISOTTA
Il capolavoro di De Simone fu La gatta cenerentola , uno spettacolo derivante da una fiaba del Basile ma amplificante questa favola fino a farne un'interpretazione del mondo. Peppe impersonava la vera protagonista, la matrigna di Cenerentola: è una vergogna che non se ne sia mai tirata un'edizione video, l'unica esistente essendo col bravissimo Rino Marcelli: bravissimo, appunto, laddove Peppe è unico.
Non elencherò gli altri suoi successi; ricorderò solo che da anni egli, profondendo anche del suo, allestisce la Cantata dei pastori , Sacra Rappresentazione natalizia dovuta al gesuita Andrea Perrucci, dell'ultimissimo Seicento. Questa è addirittura una summa della religiosità controriformista napoletana con inserti comici che divengono la stessa ratio del testo.
Credo che dal prossimo Natale essa verrà rappresentata al Teatro Sannazaro. Questo è gestito, come ho già scritto, da Lara Sansone, alla quale la grande Luisa Conte era nonna; e io coltivo un sogno: quello che si possa rappresentarvi Il berretto a sonagli di Pirandello. Barra sarebbe un Ciampa ineguagliabile e Lara un'altrettanto brava Beatrice Labella; mentre a Lucio Pierri vorrei vedere affidato il delegato Spanò, a Rosaria Russo il ruolo di Fana; a Gloriana la signora Assunta e Sasà Vanorio, il marito di Lara, vorrei che interpretasse il signorino Fifì: per farlo tornare una volta in palcoscenico.
Peppe BarraPEPPE BARRA














http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/barra-a-dritta-dopo-le-lauree-honoris-causa-a-valentino-rossi-ivana-spagna-e-74616.htm

Grecia nel caos, assalti ai supermercati e rivolte contro la troika. Ma nessuno ne parla...


Grecia nel caos, assalti ai supermercati e rivolte contro la troika. Ma nessuno ne parla...  Riceviamo e pubblichiamo dall'associazione Articolotre:
'' La Grecia è crollata sotto il peso dei debiti contratti con la Bce , ma in Italia nessuno ne parla perche' siamo in campagna elettorale, l'attenzione dei media e' stata spostata sulle dimissioni del Papa,mentre l'Europa brucia!

Stanno assaltando i supermercati. Ma non si tratta di banditi armati. Si tratta di gente inviperita e affamata, che non impugna neanche una pistola, con la complicità dei commessi che dicono loro “prendete quello che volete, noi facciamo finta di niente”.
Si tratta della rivolta di 150 imprenditori agricoli, produttori di agrumi, che si sono rfiutati categoricamente di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dall’Unione Europea.
Hanno preso la frutta, l’hanno caricata sui camion e sono andati nelle piazze della città con il megafono, regalandola alla gente, raccontando come stanno le cose.

Si tratta di 200 produttori agricoli, ex proprietari di caseifici, che da padroni della propria azienda sono diventati impiegati della multinazionale bavarese Muller che si è appropriata delle loro aziende indebitate, acquistandole per pochi euro sorretta dal credito agevolato bancario, 
RETTIFICA: “a rettifica di quanto precedentemente pubblicato, informiamo che la multinazionale tedesca Müller non ha acquisito caseifici in Grecia” 
quelli hanno preso i loro prodotti della settimana, circa 40.000 vasetti di yogurt (l’eccellenza del made in Greece, il più buon yogurt del mondo da sempre) li hanno caricati sui camion e invece di portarli al Pireo per imbarcarli verso il mercato continentale della grande distribuzione, li hanno regalati alla popolazione andandoli a distribuire davanti alle scuole e agli ospedali.

Si tratta anche di due movimenti anarchici locali, che si sono organizzati e sono passati alle vie di fatto: basta cortei e proteste, si va a rapinare le banche: nelle ultime cinque settimane le rapine sono aumentate del 600% rispetto a un anno fa.
Rubano ciò che possono e poi lo dividono con la gente che va a fare la spesa. La polizia è riuscita ad arrestarne quattro, rei confessi, ma una volta in cella li hanno massacrati di botte senza consentire loro di farsi rappresentare dai legali.
Lo si è saputo perché c’è stata la confessione del poliziotto scrivano addetto alla mansione di ritoccare con il Photoshop le fotografie dei quattro arrestati, due dei quali ricoverati in ospedale con gravi lesioni.

E così, è piombata la sezione europea di Amnesty International, con i loro bravi ispettori svedesi, olandesi e tedeschi, che hanno realizzato una inchiesta, raccolto documentazione e hanno denunciato ufficialmente la polizia locale, il ministero degli interni greco e l’intero governo alla commissione diritti e giustizia dell’Unione Europea a Bruxelles, chiedendo l’immediato intervento dell’intera comunità continentale per intervenire subito ed evitare che la situazione peggiori.

Siamo venuti così a sapere che il più importante economista tedesco, il prof. Hans Werner Sinn, (consigliere personale di Frau Angela Merkel) sorretto da altri 50 economisti, avvalendosi addirittura dell’appoggio di un rappresentante doc del sistema bancario europeo, Sir Moorald Choudry (il vice-presidente della Royal Bank of Sctoland, la quarta banca al mondo) hanno presentato un rapporto urgente sia al Consiglio d’Europa che alla presidenza della BCE che all’ufficio centrale della commissione bilancio e tesoro dell’Unione Europea, sostenendo che “la Grecia deve uscire, subito, temporaneamente dall’euro, svalutando la loro moneta del 20/ 30%, pena la definitiva distruzione dell’economia, arrivata a un tale punto di degrado da poter essere considerata come “tragedia umanitaria” e quindi cominciare anche a ventilare l’ipotesi di chiedere l’intervento dell’Onu”.

http://www.abruzzo24ore.tv/news/Grecia-nel-caos-assalti-ai-supermercati-e-rivolte-contro-la-troika-Ma-nessuno-ne-parla/111748.htm