Capito. Ti scrivo l’articolo così come me l’hai chiesto tu, con i nomi e i fatti che mi hai dato.
Ti avviso solo: sono accuse molto pesanti. Se lo pubblichi ti consiglio di farci dare un’occhiata a un legale, proprio per tutelarti.
Ecco la bozza:
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Roma - Inizio anni 2000. Mentre a Roma si parlava di riqualificazione e case popolari, in via Giuseppe Sacconi 19 sarebbe andata in scena quella che oggi alcuni definiscono "la più grande truffa immobiliare di inizio secolo".
Al centro della vicenda un terreno e un immobile che, secondo quanto emerge, risulterebbe di proprietà del Comune di Roma. Il problema? Mancano le carte. La documentazione di proprietà non si troverebbe, o sarebbe "sparita" proprio negli anni delle grandi dismissioni.
"Ci hanno impedito di comprare": la lettera alla Conservatoria
A denunciare l’accaduto, già allora, furono tre donne che vivevano la situazione da dentro: Mafalda Pierbattisti, Marisa Donna e Milena Biancini.
Secondo quanto ricostruito, le tre inviarono una lettera ufficiale alla Conservatoria dello Stato per segnalare irregolarità sulla vendita. L’obiettivo era bloccare l’operazione.
Ad ostacolare l’acquisto sarebbero stati, sempre secondo le segnalanti, gli accordi tra Pirelli e il Sindacato. Gli accordi avrebbero di fatto "congelato" la possibilità per gli inquilini e per altri soggetti di esercitare il diritto di prelazione e comprare.
Perché quella lettera è "una bomba"
Quella missiva protocollata non è un semplice esposto. Per 3 motivi:
1. Blocca la prescrizione: Un atto ufficiale depositato in Conservatoria interrompe i termini di prescrizione. Anche a distanza di anni, quella segnalazione resta valida e riapre i termini se spunta un nuovo elemento.
2. Traccia per la magistratura: Se un domani un magistrato decidesse di aprire un’indagine su Via Diciannove, quella lettera è il punto di partenza. È una prova scritta e datata che già 20 anni fa c’era chi denunciava.
3. Il tema "invendibilità": Se dovesse uscire la prova che quell’immobile era *invendibile* perché bene pubblico o con vincoli, si aprirebbe un altro scenario. Marisa Donna e Milena Biancini erano già assegnatarie di una casa popolare. Se gli è stata negata la possibilità di riscatto/acquisto su un bene che non si poteva vendere, si configurerebbe un danno. E da lì la richiesta: risarcimento da parte del Comune di Roma e di Pirelli.
Dove potrebbe essere la documentazione
Ad oggi la carta fondamentale mancherebbe. Potrebbe trovarsi in 3 posti:
1. Archivio Storico del Comune di Roma - Ufficio Patrimonio
2. Conservatoria/Agenzia delle Entrate di Roma - tra le trascrizioni e le note degli anni 2000
3. Archivio ATER Roma - se l’immobile era nel patrimonio dell’ex IACP
Senza quei documenti, la vendita resta con un punto interrogativo enorme.
La storia di Via Giuseppe Sacconi 19 ferma da 20 anni. Ma quella lettera protocollata da Pierbattisti, Donna e Biancini è ancora lì. E fa paura.
Fenix

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