La "kayfabe", ovvero l'arte nel wrestling di creare l'illusione del combattimento vero, tenendo all'oscuro i fan della disciplina sulla predeterminazione del risultato, è oggi ormai un segreto sfatato.
Ma negli anni 80, quando impazzava la "rock 'n' wrestling" connection, era ancora bella forte e bastava veramente poco, un susseguirsi di eventi, per generare un caso mediatico.
Nel Novembre del 1985 lo scontro tra il lottatore più odiato negli Stati Uniti d'America, "Rowdy" Roddy Piper, ed il veterano Rick McGraw, causò un terremoto a causa di una triste coincidenza.
McGraw era uno dei "babyface" più simpatici del periodo ed era entrato in conflitto diretto con Hot Rod.
Durante la puntata del 26 Ottobre 1985 di "WWF Championship Wrestling", Piper aveva invitato nel suo "Piper's Pit" McGraw, che l'aveva accusato di essere un personaggio indegno e che l'aveva sfidato la settimana seguente ad un incontro uno contro uno.
Le registrazioni del match videro Piper accanirsi in maniera violenta sul suo avversario, lanciandolo fuori dal ring, pestandolo e buttandolo sulle transenne, concludendo il tutto con uno swinging neckbreaker fuori dal quadrato che lasciò McGraw esanime, con l'arbitro costretto ad interrompere il match in quanto Rick era privo di coscienza.
L'incontro, però, ebbe una drammatica svolta: il giorno prima dellq messa in onda, McGraw fu trovato morto nella poltrona di casa sua. Aveva 30 anni e si parlò di un infarto, probabilmente dovuto all'uso smodato di Placidyl che faceva l'atleta.
Ma per i fan di wrestling di quel periodo, la verità non poteva che essere una: Piper aveva inflitto così tanti danni al wrestler da causarne il decesso, ed in molti si riversarono indignati contro la World Wrestling Federation per non aver preso le giuste misure di sicurezza contro un malvivente qual era Roddy Piper.
Nella realtà, dietro le quinte, Piper era un buon amico di McGraw, e rimase sconvolto dalla notizia. Il 16 Dicembre, infatti, fu presa la decisione di fare uno show commemorativo in suo onore, con i proventi dati alla sua famiglia.
Per quella serata di onorificenza, Hot Rod non ebbe dubbi: doveva esserci anche lui, per decretare l'ultimo saluto all'amico e cercare in qualche modo di diradare la nebbia della "kayfabe".
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