e perché "Fratelli d'Italia" è sempre più chiaramente una forza eversiva, nemica della democrazia e dei valori di umanità
Rilancio il post di Carlo Cunegato
COME NASCE UNA DITTATURA? QUANDO SI COMINCIA A PENSARE COME ACCETTABILE QUELLO CHE ERA PRIMA INACCETTABILE.
DOBBIAMO TUTTI, DICO TUTTI, PRENDERE LE DISTANZE, CONDANNARE, EMARGINARE CHI DISCRIMINA, CHI AUSPICA I CECCHINI CHE SPARANO NELLE MANIFESTAZIONI. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.
Come nasce una dittatura che nega i diritti e reprime ogni differenza o dissenso? Non nasce mai improvvisamente. Il dittatore non è un prodotto del caso, non cade dal cielo, viene spesso sostenuto dalla maggioranza. Una dittatura nasce quando, a poco a poco, si comincia a considerare accettabile quello che prima non lo era.
Non lo so se rischiamo una dittatura. Tuttavia, per la prima volta sono preoccupato perché mi sembra che alcuni anticorpi democratici, alcuni argini morali minimi, stiano saltando. Nel discorso politico, discriminare le minoranze, minacciare di sparare sulle manifestazioni, essere razzisti, non appare più qualcosa di deprecabile e inaccettabile nello spazio pubblico e istituzionale. Anzi, appare qualcosa capace di suscitare consenso. Per l'appunto, ciò che era inaccettabile comincia a non essere più tale.
Beninteso, questo non significa che finora non ci siano state posizioni di destra estremamente razziste, misogene, omofobe, di criminalizzazione del dissenso. Tuttavia c'era un limite, oltre il quale anche i partiti di destra, almeno nello spazio pubblico, richiamavano i politici e prendevano le dovute distanze. Quando Joe Formaggio chiedeva una tassa per i gay per finanziare la famiglia tradizionale, Fratelli d'Italia prendeva le distanze, quando veniva condannato per razzismo, il partito prendeva le distanze e lo ammoniva.
Questo limite oggi appare saltato. Futuro Nazionale, il partito di Vannacci, ha distrutto ogni argine. Piuttosto, chi entra in questa fabbrica della ghettizzazione, fa a gara per apparire il demolitore di ogni confine valoriale, per diventare il campione della discriminazione. È quello che è successo l'altra sera con Bof. Prima leghista piuttosto mite, è arrivato a dire in diretta che bisogna usare i cecchini alle manifestazioni, per sparare ai facinorosi, per uccidere chi eccede. Lo stato che uccide è lo stato totalitario. Nessuno nel suo partito lo ha ammonito.
Succede così da mesi. Si può dire che il femminicidio non esiste, può ridirlo in consiglio regionale Valdegamberi e nessuno di loro prende le distanze. Si può dire che la Egonu non è italiana, che i gay non sono normali, che i bambini disabili devono essere ghettizzati nelle scuole speciali, che ci si ispira alla Decima Mas e nessuno in quel partito prende le distanze. Questo è quel partito. Ciò che era inaccettabile diventa accettabile, o forse diventa il modo per accrescere il consenso. Campanello d'allarme, che non dovremmo permetterci di non ascoltare.
C'è una cosa ancora più grave, che stiamo rischiando. In TV l'altra sera, nonostante io lo avessi chiesto, Baldan di Fratelli d'Italia e Conte della Lega non hanno preso le distanze. Questo è il pericolo che corriamo. Se Vannacci fa saltare ogni limite dello Stato di diritto e acquisisce consenso, non vorrei che Fratelli d'Italia e Lega lo inseguissero, il che sarebbe devastante, o che in qualche modo decidessero di fare finta di nulla o di sminuire le sue posizioni, magari per allearsi l'anno prossimo.
Come nasce una dittatura? A poco a poco. Prima tutti condividono dei valori democratici non negoziabili. Poi si finisce per avere al governo chi è l'erede di una certa tradizione, ma alcuni limiti li condivide. Poi arriva un partito che invece è apertamente oltre quei limiti, ma gli altri partiti prendono le distanze. Poi si va , a poco a poco, ancora oltre. Insomma, cosa vuoi che sia questo razzismo, questa omofobia, questa misoginia, insomma, in fondo, non è così sbagliato pensare che dei cecchini sparino alle manifestazioni. Poi, se per alcune becere esigenze di consenso anche questi partiti prima non prendono le distanze, poi addirittura finiscono per allearsi, succede il disastro.
Quando si tratto' di giudicare il gerarca nazista Eichmann, che aveva organizzato i trasporti degli ebrei verso i campi di concentramento, la filosofa Hannah Arendt deluse tutti quelli che volevano sentirsi dire che era un mostro. Perché definire qualcuno come un mostro comporta la nostra assoluzione. Autoassoluzione.Nessuno si considera un mostro. Eichmann era semplicemente un uomo che non pensava, che aveva dismesso lo spirito critico. Come tanti nel nazismo e nel fascismo, avevano barattato i loro valori per la carriera o la sicurezza economica. Così, a poco a poco, ciò che era inaccettabile diventava condiviso.
Chiunque oggi si considera un democratico deve ricostruire il limite. Deve prendere definitivamente le distanze dal partito di Vannacci, deve emarginarlo, deve escludere definitivamente ogni possibile alleanza con chi discrimina, con chi invoca i cecchini alle manifestazioni. Perché, come ha detto Primo Levi, "è accaduto e quindi può accadere ancora".


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