Ciao Fakir Abderrahim,
questo non me lo dovevi proprio fare. Ora vivrò di rimorsi o di rimpianti. Ci eravamo visti in studio pochi giorni fa, eri felice che tra pochi mesi finalmente si sarebbe concluso il procedimento, avresti avuto il permesso ed avresti potuto viaggiare e cercare nuove commesse per tenere in piedi la tua azienda e far lavorare i tuoi dipendenti. Avrò il rimorso di non esserci riuscita in tempo. Avevi paura dell'entrata in vigore del nuovo Patto Europeo per l'immigrazione, mi dicevi avvocata qui diventiamo come l'America, mandano via tutti, anche quelli come me che il paese di cui sono cittadini l'hanno visto solo qualche volta in vacanza e sono nati e cresciuti qui. Io ci scherzavo su, ti rassicuravo che avevi il permesso del giudice per restare in Italia e il permesso provvisorio in tasca, e qui la polizia rispetta le leggi, siamo un paese democratico, nessuno ti porta via se hai diritto a restare. Tu non eri troppo convinto. Ora questo ricordo non mi lascia dormire. Sono rientrata dal presidio e ti sentivo lì a dirmi "hai visto avvocata?", con la gentilezza che ti contraddistingueva.
Avevi una paura ingiustificata di essere deportato dalla polizia, e invece nello loro mani ci sei morto. Mannaggia a te Fakir. Ora quali parole potranno più uscire dalla mia bocca quando qualcuno mi dirà "ho paura"? Ogni volta penserò a te prima di rispondere, non riuscirò più a rincuorare, a spiegare, dovrò ricacciare in gola "e forse hai ragione ad avere paura, non si sa mai come può andare a finire". La tua voce mi risuona nelle orecchie, mi sento morire.
Basta processare Fakir, chi era, cosa faceva.
Era un lavoratore, era gentile. Era rammaricato di aver dovuto licenziare alcuni dipendenti per il calo di lavoro.
Si chiede a una donna stuprata come era vestita quando è stata aggredita, o cosa ha fatto per provocare lo stupratore? NO.
Non chiedetevi chi era Fakir. Chiedetevi perchè è morto mentre era nelle mani di chi aveva il dovere istituzionale di tutelare la sua vita, perchè era nella loro custodia...
{ Avvocata Barbara Spinelli,
Avvocata del Signor Fakir Abderrahim, persona uc*isa ieri a Bologna nel mentre era nelle mani dello Stato }
Ciao Fakir Abderrahim,
questo non me lo dovevi proprio fare. Ora vivrò di rimorsi o di rimpianti. Ci eravamo visti in studio pochi giorni fa, eri felice che tra pochi mesi finalmente si sarebbe concluso il procedimento, avresti avuto il permesso ed avresti potuto viaggiare e cercare nuove commesse per tenere in piedi la tua azienda e far lavorare i tuoi dipendenti. Avrò il rimorso di non esserci riuscita in tempo. Avevi paura dell'entrata in vigore del nuovo Patto Europeo per l'immigrazione, mi dicevi avvocata qui diventiamo come l'America, mandano via tutti, anche quelli come me che il paese di cui sono cittadini l'hanno visto solo qualche volta in vacanza e sono nati e cresciuti qui. Io ci scherzavo su, ti rassicuravo che avevi il permesso del giudice per restare in Italia e il permesso provvisorio in tasca, e qui la polizia rispetta le leggi, siamo un paese democratico, nessuno ti porta via se hai diritto a restare. Tu non eri troppo convinto. Ora questo ricordo non mi lascia dormire. Sono rientrata dal presidio e ti sentivo lì a dirmi "hai visto avvocata?", con la gentilezza che ti contraddistingueva.
Avevi una paura ingiustificata di essere deportato dalla polizia, e invece nello loro mani ci sei morto. Mannaggia a te Fakir. Ora quali parole potranno più uscire dalla mia bocca quando qualcuno mi dirà "ho paura"? Ogni volta penserò a te prima di rispondere, non riuscirò più a rincuorare, a spiegare, dovrò ricacciare in gola "e forse hai ragione ad avere paura, non si sa mai come può andare a finire". La tua voce mi risuona nelle orecchie, mi sento morire.
Basta processare Fakir, chi era, cosa faceva.
Era un lavoratore, era gentile. Era rammaricato di aver dovuto licenziare alcuni dipendenti per il calo di lavoro.
Si chiede a una donna stuprata come era vestita quando è stata aggredita, o cosa ha fatto per provocare lo stupratore? NO.
Non chiedetevi chi era Fakir. Chiedetevi perchè è morto mentre era nelle mani di chi aveva il dovere istituzionale di tutelare la sua vita, perchè era nella loro custodia...
{ Avvocata Barbara Spinelli,
Avvocata del Signor Fakir Abderrahim, persona uc*isa ieri a Bologna nel mentre era nelle mani dello Stato }
"La Direttiva n. 1168/483-1-1993 del 30 gennaio 2014, emanata dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri. Il documento è nato per fornire linee guida precise agli operatori durante il fermo di soggetti in stato di forte agitazione psicofisica (spesso dovuta ad abuso di alcol o droghe).La direttiva ha messo al bando le "immobilizzazioni protratte, specie se a terra in posizione prona" (a pancia in giù). I punti chiave della circolare includono: Asfissia posturale: Il testo evidenzia che mantenere una persona distesa a pancia in giù, specialmente se ammanettata dietro la schiena, comporta una compressione toracica che può impedire la respirazione e causare la morte per asfissia. Posizione corretta: Si raccomanda di trattenere il soggetto, per quanto possibile, in posizione eretta (in piedi). Intervento sanitario: Viene prescritta la collaborazione con il personale medico (chiamando subito il 118) per gestire in sicurezza la persona in stato di agitazione.Evitare la violenza: L'uso della forza è limitato ai casi estremi ed è volto unicamente a neutralizzare minacce, evitando a tutti i costi posture che compromettano le funzioni vitali.Queste direttive interne sono state al centro di importanti casi di cronaca giudiziaria, come quello relativo alla morte di Riccardo Magherini."
Carmine De Vivo
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