giovedì 2 ottobre 2014

Roma, sui bus ormai serve il coprifuoco


Ormai serve il coprifuoco. Dal tramonto in poi,viaggiare sui pullman Atac di Roma è pericoloso. Anzi, per il gentil sesso, è praticamente impossibile. Il rischio è quello di essere minacciate, rapinate, seguite e molestate. Nella capitale italiana, dove tutto dovrebbe ipoteticamente funzionare alla meraviglia, girare con i mezzi pubblici è un pericolo. Un'autentica minaccia alla propria incolumità morale e fisica.

Dal calar del sole alla fine del servizio, siamo inpresenza di bande di cittadini stranieri che girano per la periferia ed assaltano gli autobus. Le linee più a rischio, dalle 21 a mezzanotte, girano scortate da una pattuglia di Vigili pronti ad intervenire a suon di manganellate nel caso in cui a bordo o per strada si verificassero episodi di violenza. Ne sono stati oggetto i mezzi stessi, presi a sassate e a sprangate, e le autiste che stavano facendo il loro lavoro. Ma non è tutto. Dopo che lo scandalo è esploso, la violenza non è calata. L'altra notte è stata sventata un'autentica tragedia sulla linea 64. Una di quelle più martoriate.

Il colpevole, ancora una volta, un cittadino straniero. Forse connazionale dei 40 immigrati che la scorsa settimana hanno messo in atto una sassaiola contro un pullman probabilmente fra una bevuta e l'altra. Un passatempo. Ma Roma è stanca. Come detto, due giorni fa è accaduto l'ennesimo brutto episodio. Un ventenne ivoriano ha infatti rivolto pesanti molestie sessuali ai danni di una ragazza in presenza del fidanzato che, reagendo, si è visto puntare un coltello su un fianco.

E questa è ancora caput mundi? E non val la pena che i nostri politici riflettessero sulla necessità di delineare pene aspre per chi gira per strada armato fino ai denti, pronto ad uccidere per una reazione naturale di difesa della propria compagna? Per fortuna, almeno stavolta, l'epilogo non registra ricoveri in ospedale. Ma c'è mancato poco. Un soffio. L'intervento dell'autista non ha fatto altro che aumentare la tensione del giovane, forse ubriaco o drogato.

Stavolta, l'avvenimento del fatto in una zona centrale e frequentata (di fronte alla Stazione Termini) ha favorito la chiamata e il provvidenziale pronto intervento delle forze dell'ordine. Spesso non è così. Perchè spesso queste azioni violente avvengono sui vialoni di periferia, nei quartieri più difficili, dove la gente è più propensa a chiudere gli occhi e farsi i fatti propri pur di evitare qualunque genere di conseguenze.

Non è questione di omertà, più semplicemente di paura. Terrore. "Se la stessa violenza si fosse perpetrata in una delle tante periferie isolate, come la scorsa volta, l'epilogo sarebbe stato diverso - spiega in una nota Konsumer Italia - è in crescendo il senso di insicurezza crescente nelle grandi città. L'arretramento della convivenza civile è la conseguenza di una crescente distanza tra italiani e immigrati, che porta alla luce l'assenza di un reale progetto di integrazione sociale". Perchè la globalizzazione farà anche parte del nostro tempo, ma i coltelli alla gola sono qualcosa al di fuori della civile convivenza...

Scritto da Alberto

http://www.italianosveglia.com/roma_sui_bus_ormai_serve_il_coprifuoco-b-72850.html

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