Jobs act, Bersani: leale nel voto finale, so cos’è la ditta
all’interno interviste di Claudio Tucci e Giorgio Pogliotti
Bersani: lealtà nel voto finale, so cosa è la ditta
Dopo la spaccatura in direzione Pd sul Jobs act, con la minoranza divisa tra astenuti e contrari, l’ex segretario Bersani assicura oggi che nel voto finale sulla delega lavoro «certamente non mancherà la lealtà verso il partito e il governo». E aggiunge:
«Che sia ben chiaro che quando voto non ho bisogno di farmi spiegare dai neofiti cosa è una “ditta”». Poi spiega: «Mi aspetto che il governo presenti l'emendamento» al Jobs act «e che poi a seconda del testo si presenteranno dei subemendamenti».
Dopo la spaccatura in direzione Pd sul Jobs act, con la minoranza divisa tra astenuti e contrari, l’ex segretario Bersani assicura oggi che nel voto finale sulla delega lavoro «certamente non mancherà la lealtà verso il partito e il governo». E aggiunge:
«Che sia ben chiaro che quando voto non ho bisogno di farmi spiegare dai neofiti cosa è una “ditta”». Poi spiega: «Mi aspetto che il governo presenti l'emendamento» al Jobs act «e che poi a seconda del testo si presenteranno dei subemendamenti».
Taddei: non ancora chiaro se arriverà un emendamento
Il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, ha sottolineato ai microfoni di Radio Montecarlo che «non è ancora chiaro» se ci sarà un nuovo emendamento del Governo sulla delega. «La cosa importante però è che oggi la riforma del mercato del lavoro è più vicina, una riforma più complessiva che coinvolge gli ammortizzatori sociali, la formazione, i contratti. Insomma, tutto quello di cui c'è bisogno».
Il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, ha sottolineato ai microfoni di Radio Montecarlo che «non è ancora chiaro» se ci sarà un nuovo emendamento del Governo sulla delega. «La cosa importante però è che oggi la riforma del mercato del lavoro è più vicina, una riforma più complessiva che coinvolge gli ammortizzatori sociali, la formazione, i contratti. Insomma, tutto quello di cui c'è bisogno».
Poletti: «Stiamo ragionando. Ancora nessuna decisione»
«Stiamo ancora ragionando su quello che c'è da fare. Ascoltiamo la discussione e poi decideremo», aveva detto stamane anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al termine dei lavori dell'Aula del Senato di questa mattina.Renzi si è detto ottimista che alla fine dei conti non ci saranno «franchi tiratori» del Pd e non si aprirà una questione di tenuta della maggioranza, e le parole di Bersani sembrano dargli ragione. Ma la richiesta ai senatori di uniformarsi alla decisione della schiacciante maggioranza direzione da sola, spiegano a Palazzo Madama, potrebbe non bastare. Cruciale sarà il testo dell'emendamento o dell’impegno che il governo si appresterebbe a presentare, in linea con il documento approvato in direzione. Sulla base di quel testo la minoranza dem deciderà se ritirare le proprie proposte di modifica e soprattutto i singoli senatori decideranno come votare.
«Stiamo ancora ragionando su quello che c'è da fare. Ascoltiamo la discussione e poi decideremo», aveva detto stamane anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al termine dei lavori dell'Aula del Senato di questa mattina.Renzi si è detto ottimista che alla fine dei conti non ci saranno «franchi tiratori» del Pd e non si aprirà una questione di tenuta della maggioranza, e le parole di Bersani sembrano dargli ragione. Ma la richiesta ai senatori di uniformarsi alla decisione della schiacciante maggioranza direzione da sola, spiegano a Palazzo Madama, potrebbe non bastare. Cruciale sarà il testo dell'emendamento o dell’impegno che il governo si appresterebbe a presentare, in linea con il documento approvato in direzione. Sulla base di quel testo la minoranza dem deciderà se ritirare le proprie proposte di modifica e soprattutto i singoli senatori decideranno come votare.
Bellanova: si valuta se emendamento o odg su reinegra
Qualche elemento in più sulla strategia del Governo lo ha fornito il sottosegretario Bellanova che ha illustrato così le opzioni alle quali sta lavorando il Governo: «Si sta valutando se presentare un emendamento o affrontare un altro percorso: un ordine del giorno o una dichiarazione rispetto al lavoro successivo». E ha spiegato: «Nell'ordine del giorno approvato in direzione dal Pd non è prevista la reintegra per tutti i licenziamenti disciplinari ma per alcune fattispecie. Se ci sono fatti gravissimi perché insussistenti è una questione di civiltà giuridica garantire anche la reintegra».
Qualche elemento in più sulla strategia del Governo lo ha fornito il sottosegretario Bellanova che ha illustrato così le opzioni alle quali sta lavorando il Governo: «Si sta valutando se presentare un emendamento o affrontare un altro percorso: un ordine del giorno o una dichiarazione rispetto al lavoro successivo». E ha spiegato: «Nell'ordine del giorno approvato in direzione dal Pd non è prevista la reintegra per tutti i licenziamenti disciplinari ma per alcune fattispecie. Se ci sono fatti gravissimi perché insussistenti è una questione di civiltà giuridica garantire anche la reintegra».
Lupi (Ncd): no a mediazioni al ribassso
Intanto però Ncd promette battaglia. «La cosa che farà Ncd è di non arretrare: per tanti anni l'Italia ha detto che avrebbe fatto la riforma del Lavoro e dell'articolo 18 ma poi le mediazioni al ribasso hanno portato a fare dei danni. L'unica cosa che qui non si farà sono le mediazioni al ribasso», ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Mentre il relatore al ddl delega sul Jobs act Maurizio Sacconi, al termine dei lavori dell'Aula di questa mattina, ha precisato: «Non è detto che l'emendamento del governo sul Jobs act venga presentato, perché la delega contiene criteri precisi ma anche sufficientemente ampi per cui si potrà dettagliare in seguito».
Intanto però Ncd promette battaglia. «La cosa che farà Ncd è di non arretrare: per tanti anni l'Italia ha detto che avrebbe fatto la riforma del Lavoro e dell'articolo 18 ma poi le mediazioni al ribasso hanno portato a fare dei danni. L'unica cosa che qui non si farà sono le mediazioni al ribasso», ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Mentre il relatore al ddl delega sul Jobs act Maurizio Sacconi, al termine dei lavori dell'Aula di questa mattina, ha precisato: «Non è detto che l'emendamento del governo sul Jobs act venga presentato, perché la delega contiene criteri precisi ma anche sufficientemente ampi per cui si potrà dettagliare in seguito».
Brunetta (Fi): se confermata retromarcia Renzi, Fi vota no
Attacca anche Forza Italia. «Noi avevamo detto ok a Renzi rispetto alle sue affermazioni di superamento dell'art. 18, ma se Renzi, per tenere insieme il suo partito, fa marcia indietro noi non potremo fare altro che votare contro e denunciare questo imbroglio» afferma Renato Brunetta a Skytg24, con riferimento all’ordine del giorno approvato in Direzione dal Pd che estende l’ipotesi reintegro anche ai licenziamenti per motivi disciplinari senza giusta causa. E si chiede che cosa farà Ncd: «Sacconi non potrà non dimettersi».
Attacca anche Forza Italia. «Noi avevamo detto ok a Renzi rispetto alle sue affermazioni di superamento dell'art. 18, ma se Renzi, per tenere insieme il suo partito, fa marcia indietro noi non potremo fare altro che votare contro e denunciare questo imbroglio» afferma Renato Brunetta a Skytg24, con riferimento all’ordine del giorno approvato in Direzione dal Pd che estende l’ipotesi reintegro anche ai licenziamenti per motivi disciplinari senza giusta causa. E si chiede che cosa farà Ncd: «Sacconi non potrà non dimettersi».
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-01/jobs-act-via-discussione-generale-il-voto-fiducia-senato-092807.shtml?uuid=ABTRoryB
Nessun commento:
Posta un commento