giovedì 2 ottobre 2014

Jobs act, Bersani: leale nel voto finale, so cos’è la ditta

Bersani: lealtà nel voto finale, so cosa è la ditta
Dopo la spaccatura in direzione Pd sul Jobs act, con la minoranza divisa tra astenuti e contrari, l’ex segretario Bersani assicura oggi che nel voto finale sulla delega lavoro «certamente non mancherà la lealtà verso il partito e il governo». E aggiunge:
«Che sia ben chiaro che quando voto non ho bisogno di farmi spiegare dai neofiti cosa è una “ditta”». Poi spiega: «Mi aspetto che il governo presenti l'emendamento» al Jobs act «e che poi a seconda del testo si presenteranno dei subemendamenti».
Taddei: non ancora chiaro se arriverà un emendamento
Il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, ha sottolineato ai microfoni di Radio Montecarlo che «non è ancora chiaro» se ci sarà un nuovo emendamento del Governo sulla delega. «La cosa importante però è che oggi la riforma del mercato del lavoro è più vicina, una riforma più complessiva che coinvolge gli ammortizzatori sociali, la formazione, i contratti. Insomma, tutto quello di cui c'è bisogno».
Poletti: «Stiamo ragionando. Ancora nessuna decisione»
«Stiamo ancora ragionando su quello che c'è da fare. Ascoltiamo la discussione e poi decideremo», aveva detto stamane anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al termine dei lavori dell'Aula del Senato di questa mattina.Renzi si è detto ottimista che alla fine dei conti non ci saranno «franchi tiratori» del Pd e non si aprirà una questione di tenuta della maggioranza, e le parole di Bersani sembrano dargli ragione. Ma la richiesta ai senatori di uniformarsi alla decisione della schiacciante maggioranza direzione da sola, spiegano a Palazzo Madama, potrebbe non bastare. Cruciale sarà il testo dell'emendamento o dell’impegno che il governo si appresterebbe a presentare, in linea con il documento approvato in direzione. Sulla base di quel testo la minoranza dem deciderà se ritirare le proprie proposte di modifica e soprattutto i singoli senatori decideranno come votare.
Bellanova: si valuta se emendamento o odg su reinegra 
Qualche elemento in più sulla strategia del Governo lo ha fornito il sottosegretario Bellanova che ha illustrato così le opzioni alle quali sta lavorando il Governo: «Si sta valutando se presentare un emendamento o affrontare un altro percorso: un ordine del giorno o una dichiarazione rispetto al lavoro successivo». E ha spiegato: «Nell'ordine del giorno approvato in direzione dal Pd non è prevista la reintegra per tutti i licenziamenti disciplinari ma per alcune fattispecie. Se ci sono fatti gravissimi perché insussistenti è una questione di civiltà giuridica garantire anche la reintegra».
Lupi (Ncd): no a mediazioni al ribassso 
Intanto però Ncd promette battaglia. «La cosa che farà Ncd è di non arretrare: per tanti anni l'Italia ha detto che avrebbe fatto la riforma del Lavoro e dell'articolo 18 ma poi le mediazioni al ribasso hanno portato a fare dei danni. L'unica cosa che qui non si farà sono le mediazioni al ribasso», ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Mentre il relatore al ddl delega sul Jobs act Maurizio Sacconi, al termine dei lavori dell'Aula di questa mattina, ha precisato: «Non è detto che l'emendamento del governo sul Jobs act venga presentato, perché la delega contiene criteri precisi ma anche sufficientemente ampi per cui si potrà dettagliare in seguito».
Brunetta (Fi): se confermata retromarcia Renzi, Fi vota no 
Attacca anche Forza Italia. «Noi avevamo detto ok a Renzi rispetto alle sue affermazioni di superamento dell'art. 18, ma se Renzi, per tenere insieme il suo partito, fa marcia indietro noi non potremo fare altro che votare contro e denunciare questo imbroglio» afferma Renato Brunetta a Skytg24, con riferimento all’ordine del giorno approvato in Direzione dal Pd che estende l’ipotesi reintegro anche ai licenziamenti per motivi disciplinari senza giusta causa. E si chiede che cosa farà Ncd: «Sacconi non potrà non dimettersi».
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-01/jobs-act-via-discussione-generale-il-voto-fiducia-senato-092807.shtml?uuid=ABTRoryB

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