giovedì 2 ottobre 2014

Joshua, il «nerd» 17enne che fa tremare Pechino

  Non può bere alcolici o guidare, ma è diventato il leader della protesta dei giovani di Hong Kong



Joshua, il «nerd» 17enne che fa tremare Pechino

L'uomo che sta mettendo in imbarazzo i massimi dirigenti della nazione più popolosa del mondo non può guidare. A norma di legge non può neanche comprare alcolici. Joshua Wong Chi-Fung ha solo 17 anni. E nonostante non possa firmarsi da solo il libretto delle giustificazioni, è diventato l'incubo di Pechino, scintilla, carburante e volto della protesta di centinaia di migliaia di giovani di Hong Kong contro il gigante asiatico ribattezzata col nome di «Rivoluzione degli ombrelli».

Non fateglielo notare, però: «I movimenti di protesta non devono identificarsi in una sola persona», ribatterà subito. «Basta che si identifichino in un principio». Questo scricciolo con gli occhiali da nerd di principi ne ha abbracciati molti. Sin dall'infanzia, quando seguiva il padre nei sobborghi più degradati di Hong Kong per assistere i senzatetto e i bisognosi.  

A 15 anni decise di aiutare gli altri da sé e fondò con altri studenti il gruppo chiamato «Scholarism». L'occasione della battaglia arrivò quando Pechino tentò di imporre nelle scuole di Hong Kong la «sua» educazione patriottica, al posto della tradizionale educazione civica, a base di testi intitolati al «Modello cinese». Wong gridò al «lavaggio del cervello» e nel settembre 2012 mobilitò 120 mila studenti in piazza.

La protesta fu la prova generale dello scontro iniziato cinque giorni fa. Il 26 settembre Joshua è sceso in piazza assieme a 12 amici per protestare contro le nuove imposizioni della Cina, che vorrà decidere da sé i candidati che potranno presentarsi alle prime elezioni a suffragio universale che si terranno tra due anni a Hong Kong. 

Joshua è stato arrestato. Nei due giorni in cui è stato in cella, centinaia di migliaia di ragazzi si sono riversati per le strade dando vita a una delle più grandi proteste di massa della regione. Uscito fuori di prigione, Joshua non ha voluto parlare del suo periodo di detenzione: «Sono affari personali», ha detto. Da Pechino viene descritto come un «estremista». Dalle redazioni dei giornali filo-cinesi di Hong Kong viene definito un «infiltrato della Cia». Lui rinforca gli occhiali e si prepara alle nuove proteste. Tra 12 giorni compirà 18 anni. 

http://www.vanityfair.it/news/mondo/14/10/01/chi-joshua-wong-hong-kong-rivoluzione-ombrelli

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