giovedì 2 ottobre 2014

«Per Anna Laura provo solo pena». L'intervista a Di Cataldo dopo l'archiviazione

  Il cantante dopo essere stato scagionato dall'accusa di procurato aborto nei confronti della ex compagna: «Finito un incubo»



Anna Laura Millacci

«È finito un incubo». Massimo Di Cataldo si è «risvegliato» dopo quattro mesi questo pomeriggio, quando il gip di Roma ha stabilito che non fu lui a provocare l’aborto di Anna Laura Millacci, l'allora sua compagna che lo denunciò pubblicamente di averla picchiata durante una lite in casa. «Mi sono ritrovato sbattuto in prima pagina come un mostro», racconta adesso. «Io stesso, davanti a quelle foto di lei sanguinante, rimasi colpito. Pensai che si fosse fatta male. Ma forse voleva solo fare male a me».

Per quale motivo, secondo lei?
«Era arrabbiata nei miei confronti, voleva minare la mia credibilità».

Torniamo alla mattina del 18 giugno 2013. Lei è in casa con Anna Laura, sua compagna da 13 anni. Iniziate a litigare. 
«Sì. Da tempo litigavamo perché io non approvavo sue scelte professionali e personali. Affari privati».

Non ci fu colluttazione quella mattina?
«No. Non la sfiorai neanche, né quella mattina né mai. Sono un tipo schietto, ma non ho mai alzato un dito contro una donna». 

Come vi lasciaste?
«Mi invitò ad andarmene e così feci. Da quel momento per me la storia era finita. La rividi altre volte nelle settimane successive. Mi sembrava tranquilla, ma forse si aspettava un mio ritorno».

Poi, la sera del 18 luglio, mentre lei è a ritirare un premio alla carriera in Versilia, Anna Laura pubblica su Facebook alcuni autoscatti con il volto insanguinato, denunciandola per lesioni e procurato aborto. 
«Non avevo mai visto quelle immagini. Rimasi colpito anch'io. Pensai si fosse fatta male. Io non ho mai provocato nessun segno visibile sul suo volto. Ma lei ha aspettato il momento giusto per pubblicare quelle immagini. Quale momento migliore di quello, con me che ritiro un premio e mi appresto a partire in una nuova tournée?». 

Dalle sue parole sembra quasi che sia stata tutta una messinscena. Perché?
«Mi sono fatto un'idea, ma mi riservo di dirla completamente quando tutta questa vicenda sarà finita. Forse lei ha gestito in maniera non del tutto equilibrata la rabbia che provava verso di me». 

Adesso è lei che prova rabbia verso la sua ex compagna.
«No, provo solo pena. L'ho amata. L'ho portata in palmo di mano. Adesso non provo più niente. Credo che abbia mancato di rispetto a me e a tutte le donne che ogni giorno subiscono violenze». 

Il suo avvocato le suggerirà di sporgere querela per calunnia.
«Non so se lo farò. Voglio lasciarmi questa storia alle spalle e pensare solo a mia figlia, che ha tre anni e inizia ad assorbire tutto. Adesso mi scusi, la devo lasciare».

Dove va?
«A suonare alla manifestazione dell'associazione Senza veli sulla lingua. Un'associazione che lotta contro la violenza sulle donne».

http://www.vanityfair.it/news/italia/14/10/01/massimo-di-cataldo-aborto-anna-laura-millacci-archiviato

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