Il 19 giugno sul giornale della Scuola Centrale del Partito Comunista cinese, Cai Fang - membro dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali e consulente della Banca Centrale - ha lanciato la proposta.
I 3 punti chiave della proposta:
1. Dal "salario minimo" al "salario vitale" `shenghuo gongzi`
Non più "quanto l’azienda può pagare", ma "quanto serve per vivere con dignità".
Oggi a Shanghai il minimo è 2.740 yuan/mese, il più alto del paese.
2. Reddito di base universale
Un reddito che spetterebbe a tutti, a prescindere dal fatto che lavori o no.
3. Pensione di base non contributiva + Responsabilità sociale delle imprese
Pensione per tutti gli anziani anche senza contributi, e più oneri alle aziende.
Perché ora?
Cai Fang dice che con l’automazione e l’IA "il rischio tecnologico ha smesso di essere prevedibile" e il welfare mirato non sa più chi proteggere.
Cosa c’è già?
Già esiste il Dibao dal 1999: è un "reddito minimo garantito" ma solo per chi è sotto la soglia di povertà. Non è universale. A Pechino ad esempio è 900 RMB al mese.
Salari in Cina 2025:
Media: 129.441 CNY/anno ≈ 16.300€
Per ora sono solo proposte di un economista molto influente. Non è ancora una legge.
Fenix

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