martedì 7 luglio 2026

La DIGOS c'era?


 

Ieri sera a Sestri Ponente, a Genova, è andato in scena questo spettacolo raccapricciante.


I manifestanti della cosiddetta “Genova Insicura” hanno aggredito fisicamente e verbalmente due giornalisti di “Secolo XIX” e “la Repubblica”, Davide Pambianchi e Massimiliano Salvo, la cui unica “colpa” è stata quella di documentare quello che stava avvenendo in piazza.


Prima gli insulti, le grida, poi lo schiaffo con cui uno dei manifestati ha gettato via il telefono di uno dei cronisti, mentre a Massimiliano Salvo è stato addirittura rubato mentre tentava di riprendere.


Questo è il momento immediatamente prima dell’aggressione.


E, se guardate bene, alle spalle degli aggressori si possono notare delle braccia tese in saluti fascisti, che nulla c’entrano con la sicurezza, ma che, anzi, confermano una volta di più la matrice unica e sola delle ronde, delle manifestazioni e dei gruppi che raccolgono questa gente.


Siamo al paradosso totale: quelli che scendono in piazza per chiedere più sicurezza sono gli stessi che picchiano e aggrediscono chi racconta e documenta.


E poi sventolano tricolori e intonano - o sarebbe meglio dire stupr** - l’Inno nazionale.


Ecco chi sono e da dove vengono gli amanti delle ronde che vanno in giro a sprangare migranti e minori stranieri.


Questa è la gente che certi miserabili difendono ed elogiano anche sui social.


E hanno fatto benissimo Anpi, Avs e altre sigle a organizzare un contropresidio per non lasciare il quartiere e la Genova Medaglia d’oro Antifascista a questo rigurgito razzista e a questa cloaca fascista.


Solidarietà piena e totale ai colleghi Davide e Massimiliano.

 

Questa non è Genova, non lo diventerà mai. Fatevene una ragione.

Lorenzo Tosa 

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