domenica 5 luglio 2026

Chi glel'ha data la laurea a questo!

 


Orsini oggi ci spiega che “Gorbaciov era esattamente come Putin”


È la stessa finezza analitica di chi sostiene che il pompiere è “esattamente come l’incendiario” perché entrambi stanno vicino al fuoco.

Gorbaciov è l’uomo che apre il sistema sovietico, riduce la censura, accetta elezioni competitive e lascia crollare l’impero senza usare i carri armati.

Putin è l’uomo che richiude tutto, zittisce media e opposizione e prova a ricostruire l’impero invadendo i vicini. Metterli sullo stesso piano non è geopolitica: è fanfiction filorussa con sottotitoli motivazionali.


E non è neanche la prima volta che Orsini le spara così grosse. Mini elenco delle profezie orsiniane andate a murarsi da sole:


“Putin non ha interesse a invadere l’Ucraina”: due settimane dopo, carri armati su Kiev.


“La Russia non userà l’energia come arma politica contro l’Europa”: tagli del gas e ricatti energetici a raffica.


“Le sanzioni non faranno male alla Russia ma distruggeranno l’Europa”: da una parte economia russa sotto pressione, fuga di cervelli e investimenti, dall’altra UE che barcolla ma regge.


“La guerra durerà pochi mesi, poi l’Occidente si arrenderà”: siamo anni dopo, Putin è impantanato e l’Ucraina è ancora lì a combattere.


Se questo è il track record, forse l’unica cosa “esattamente uguale” fra Gorbaciov e Putin, nella testa di Orsini, è che gli servono come personaggi per tenere vivo il suo canale: oggi uguali, domani opposti, dopodomani vediamo cosa tira di più.


Intanto la sua claque applaude felice: “Che analisi coraggiosa! Nessuno dice queste cose!”.

In effetti c’è un motivo se nessuno le dice: chiunque abbia letto due pagine di storia recente sa che Gorbaciov è ricordato come il leader che ha tolto il piede dal collo all’Europa dell’Est, mentre Putin verrà ricordato come quello che ci ha rimesso gli stivali sopra.


Noi, di fronte alle “profezie” che non ne azzeccano una e alle equivalenze assurde tipo Gorbaciov = Putin, ci limitiamo a un servizio pubblico essenziale:

prendere le frasi, metterle accanto ai fatti e lasciare che il castello di narrativa filorussa crolli da solo. Con un’unica certezza: se c’è una costante nella geopolitica degli ultimi anni, non è la Russia… è Orsini che, puntualmente, sbaglia previsione.


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