lunedì 6 luglio 2026

Aggressione razzista?

 


Un cittadino ghanese, residente in Italia da circa vent’anni e segretario dell’associazione dei ghanesi di Puglia, è stato prima tamponato e poi colpito alla testa con una bottiglia da un gruppo di giovani nelle campagne di Manfredonia. Un episodio gravissimo che non può essere liquidato come un semplice fatto di cronaca.


Da anni in Italia si alimenta un clima in cui gli stranieri, soprattutto quelli neri, vengono descritti come un problema. Le campagne politiche e la retorica portate avanti da Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci hanno contribuito, secondo molti osservatori, a normalizzare un linguaggio che divide le persone tra “noi” e “loro”.


Quando si trasforma lo straniero nel capro espiatorio di ogni problema, qualcuno finisce per sentirsi autorizzato a insultare, umiliare o aggredire chi considera inferiore.


Le responsabilità penali spettano agli autori dell’aggressione e saranno accertate dalla magistratura. Ma esiste anche una responsabilità politica e culturale di chi ha alimentato per anni paura e ostilità verso il diverso.


La vittima è un lavoratore, un uomo che vive nel nostro Paese da due decenni e impegnato nella sua comunità. Aggredire lui significa colpire i principi di uguaglianza e convivenza che dovrebbero essere alla base di una società democratica.

Soumalia Diawara 

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