giovedì 9 luglio 2026

Putin dovrà spingere la macchina blindata

 


La situazione sta sfuggendo di mano: code lunghissime alle pompe, risse tra automobilisti e anche i politici restano a piedi. Putin impone il blocco dell'export di diesel e l'avvio delle importazioni di prodotti petroliferi. Nessuna raffineria è al sicuro: droni ucraini colpiscono un impianto a 1400 km dal confine. Gli undici maggiori siti sono stati colpiti 200 volte da Kiev


/di Claudio Paudice/


Alla fine la decisione tanto attesa è arrivata. La Russia impone il divieto totale alle esportazioni di gasolio per i produttori russi. Il presidente Vladimir Putin ha esitato a lungo prima di introdurre il bando all'export per le conseguenze che avrebbe avuto sulle entrate fiscali derivanti dalla vendita di idrocarburi. Ma l'ultimo attacco ucraino contro una raffineria a 1400 chilometri dal confine deve aver indotto il Cremlino ad agire. Perché le carenze di carburante sono diventate una realtà, come lo sono le lunghe code ai distributori russi dove auto e tir si intasano pur di riuscire a fare il pieno, tra risse sempre più frequenti tra gli automobilisti. Carenze sul mercato dovute "anche" agli attacchi ucraini alle sue raffinerie, ha riconosciuto il vice primo ministro Aleksandr Novak, citato dall'agenzia Interfax, durante una riunione del governo presieduta dallo stesso Putin e dedicata all'emergenza carburanti. Novak ha detto che questo mese la Russia, che è il secondo produttore mondiale di petrolio, comincerà ad importare carburanti da altri Paesi.


Il divieto all'esportazione di diesel rimarrà in vigore fino al 31 luglio, come quello già in vigore sull'export della benzina. Fino al 30 novembre, invece, è in vigore il divieto di esportare carburante per aerei a reazione. "È ovvio - ha detto Putin durante la riunione di governo - che il nemico cerca di danneggiare l'economia. Ma la cosa più importante è che cerca di creare un clima di nervosismo nella società. Noi tutti capiamo che questo obiettivo non è realizzabile". Secondo il capo del Cremlino, "la resilienza del sistema energetico russo è molto alta, una delle più alte al mondo".  Il divieto di esportazioni di diesel era già in vigore dal gennaio scorso per i commercianti di prodotti petroliferi ma da ora si applica anche ai produttori, ha precisato il governo in un comunicato. Il divieto, aggiunge l'esecutivo, non vale per il diesel esportato in base ad accordi internazionali tra il  governo russo e quelli di altri Paesi.


Dopo i pesanti attacchi lanciati dalla Russia su Kiev nelle scorse notti, droni ucraini hanno colpito una raffineria a Ufa, nel Bashkortostan, a più di 1.400 chilometri dal confine. Sul sito si è sviluppato un incendio, secondo fonti aperte raccolte dagli ucraini. A Ufa si trova un polo di infrastrutture per il trattamento del petrolio, fra cui Bashneft-Unpz, Bashneft-Novoil e Bashneft Ufaneftekhim, che fanno parte di Rosneft. Non è chiaro quale sia il sito colpito questa mattina dalle forze di Kiev. Molte di queste raffinerie forniscono prodotti al comparto militare. Non solo: nella baia di Taganrog, nel Mare di Azov, sono state danneggiate in un bombardamento ucraino due petroliere


Un dato però ha allarmato il Cremlino: ognuna delle 11 principali raffinerie in Russia è stata colpita dalle forze ucraine. Dall'inizio dell'anno, i siti per il trattamento del petrolio sono stati colpiti quasi 200 volte. Nessuna raffineria è al sicuro. Di conseguenza non lo sono nemmeno le forniture domestiche. Perciò Mosca inizierà a importare carburante, e sta lavorando per concordare possibili "tariffe ferroviarie scontate al fine di creare le necessarie condizioni economiche", ha dichiarato Novak. "Inizieremo anche a importare prodotti petroliferi a luglio e aumenteremo la produzione per includere prodotti petroliferi con una classe ecologica inferiore. Abbiamo prorogato di un altro anno l'esenzione dai dazi doganali su prodotti petroliferi e additivi. Inoltre, abbiamo discusso con RZD la possibilità di sconti sulle tariffe del trasporto ferroviario, al fine di creare condizioni economiche favorevoli per le importazioni di carburante", queste le sue parole riportate da Interfax. 


La situazione in effetti inizia a degenerare. Ai distributori di benzina in tutto il Paese, nelle lunghe code visibili da settimane, vengono denunciate risse fra gli automobilisti a volte in attesa per ore. Dallo scorso gennaio, il prezzo della benzina ai distributori è aumentato dell'11,6 per cento.  Problemi sono stati registrati nelle regioni di Irkutsk San Pietroburgo, Kaliningrad, Kaluga, Krasnodar, Sverdlovsk Tatarstan, Izhevsk, Chita, Cheboksary. Secondo Novak la corsa alle pompe di carburante dettata dal panico ha innescato un incremento della domanda del 30%. Il governatore della regione di Vologda, Georgy Filimonov, ha raccontato sul suo canale Telegram di essere rimasto senza benzina mentre era alla guida e di aver "fatto esperienza in prima persona della crisi dei carburanti". E di essere stato costretto a fermare un'auto della polizia per farsi dare un passaggio. Paradossale per un Paese che è sempre stato visto, sotto il profilo della complessità e della diversificazione della sua economia, come una gigantesca "pompa di benzina". 


https://www.huffingtonpost.it/economia/2026/07/08/news/sorpresa_ce_carenza_di_carburante_in_russia_putin_vieta_lexport_di_diesel-22318635/

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