"Questa mattina in via Badoero alla Garbatella, insieme a oltre duecento persone tra residenti, attivisti, sindacati e rappresentanti istituzionali, abbiamo partecipato a un presidio pacifico e determinato per manifestare solidarietà a una donna di oltre cento anni colpita da un provvedimento di sfratto. Quello della nostra concittadina centenaria, che ha visto fortunatamente l'esecuzione rinviata nel corso della mattinata, è un caso eclatante ed emblematico che solleva il velo su una drammatica realtà: Roma è diventata la capitale degli sfratti, con diverse migliaia di provvedimenti emessi e di esecuzioni ogni anno.
La città non può continuare a essere ridisegnata sulla base degli interessi dei grandi gruppi speculatori e dei fondi di investimento. C'è un disegno chiaro che tende a trasformare Roma in una città-vetrina a uso e consumo esclusivo dei turisti e dei ricchi. Come Rifondazione Comunista contestiamo radicalmente questo modello e diciamo basta ai signori della rendita che spadroneggiano nei quartieri.
Rivendichiamo una città diversa, dove ci sia una forte regolazione pubblica che tuteli l'interesse di chi vive e lavora sul territorio, e non di chi intende solo speculare sul patrimonio immobiliare.
Stante l'assoluta inutilità del Piano Casa approvato recentemente dal governo – una misura puramente propagandistica, priva di risorse reali per l'edilizia pubblica e totalmente sbilanciata a favore dei privati e delle speculazioni sull'housing sociale – è evidente che le istituzioni locali non possono più restare a guardare o nascondersi dietro ai provvedimenti nazionali.
La Prefettura e il Comune devono attivare subito una cabina di regia per il blocco delle esecuzioni nei casi di manifesta fragilità, e l'amministrazione capitolina deve usare le proprie leve urbanistiche per porre un freno definitivo alla proliferazione selvaggia delle licenze turistiche, investendo nel contempo sul recupero delle migliaia di case popolari lasciate colpevolmente sfitte.
Abbiamo un immediato bisogno di una regolamentazione stringente che riguardi la tutela dei residenti e la gestione degli affitti turistici, meccanismi che oggi determinano l'innalzamento folle dei valori immobiliari e causano l'espulsione sistematica non solo dei ceti popolari, ma anche del ceto medio verso le periferie esterne.
Chiediamo l'apertura immediata di un tavolo di confronto istituzionale che imponga regole chiare e sottragga il diritto alla casa alle sole dinamiche del profitto".
Lo dichiara Giovanni Barbera, Segretario romano e membro della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista.
Giovanni Barbera

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