lunedì 13 luglio 2026

TERRORISMO ROSSO, BARBERA (PRC): "GRAVE LA PARTECIPAZIONE DELL'ITALIA AL VERTICE USA. IL GOVERNO MELONI NON IMPORTI LA CRIMINALIZZAZIONE DEL DISSENSO"

 


"La decisione del governo italiano di partecipare al vertice convocato negli Stati Uniti sul cosiddetto "terrorismo rosso" è grave e politicamente inquietante. Dietro una formula propagandistica e ideologicamente connotata rischia di prendere forma un'operazione internazionale volta a costruire un nuovo nemico interno, confondendo deliberatamente fenomeni criminali, che vanno perseguiti con gli strumenti dello Stato di diritto, con il dissenso politico, i movimenti sociali e l'antifascismo".


"Il governo Meloni deve spiegare al Parlamento e al Paese con quale mandato politico l'Italia parteciperà a questo vertice, quali definizioni verranno utilizzate e quali eventuali iniziative intenda sostenere. Non accetteremo che categorie politiche indefinite come quella di "terrorismo rosso" diventino il cavallo di Troia per estendere la sorveglianza, la repressione o la criminalizzazione nei confronti di chi contesta le politiche dei governi, lotta contro il razzismo, difende i diritti sociali o si riconosce nei valori dell'antifascismo".


"L'Italia è una Repubblica nata dalla Resistenza e fondata su una Costituzione antifascista. Non ha bisogno di importare dagli Stati Uniti campagne ideologiche contro un indistinto nemico di sinistra, né di partecipare alla costruzione di categorie politiche tanto elastiche da poter essere utilizzate contro il conflitto sociale e il dissenso".

"Ogni atto di violenza politica deve essere perseguito sulla base di fatti, responsabilità individuali e norme dello Stato di diritto. Altra cosa è trasformare un'etichetta ideologica in una categoria di sicurezza internazionale. È un terreno pericoloso, sul quale la storia europea dovrebbe imporre la massima prudenza".


"Chiediamo quindi al governo Meloni piena trasparenza sulla partecipazione italiana al vertice promosso da Marco Rubio. La sicurezza non può diventare il pretesto per restringere gli spazi democratici. L'antifascismo, la protesta sociale e l'opposizione politica non sono terrorismo. E l'Italia non deve prestarsi a nessuna operazione che rischi di confonderli".


Giovanni Barbera


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Rifondazione Comunista Roma

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