lunedì 13 luglio 2026

Giuseppe Barboni

 


Quando la violenza diventa propaganda


A San Benedetto del Tronto un cittadino iracheno, in evidente stato di alterazione e con problemi psichiatrici, è stato aggredito da un militante di Futuro Nazionale. Si trattava di una persona innocua. Non si è limitato a immobilizzarlo: lo ha colpito ripetutamente, scaraventandolo a terra e contro un palo. Poi ha pubblicato il video sui social, rivendicando il gesto come un’impresa eroica.


La parte più grave non è solo l’aggressione, ma la mentalità squadrista di chi si sente autorizzato a sostituirsi allo Stato, trasformando un pestaggio in uno spettacolo.


In uno Stato di diritto esistono le forze dell’ordine. Se una persona rappresenta un pericolo, intervengono gli operatori competenti, non chi decide di fare il giustiziere.


Quando la vittima è uno straniero con evidenti fragilità psichiche, per qualcuno la violenza diventa motivo di orgoglio.


La legge vale per tutti oppure non vale per nessuno. Legittimare lo squadrismo significa sostituire lo Stato di diritto con la legge del più forte. E quando si accetta questo principio, la prossima vittima può essere chiunque.

Soumalia Diawara

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