sabato 21 marzo 2026

BEATIFICAZIONE LAMPO

 


È morto Umberto Bossi e subito si è aperto il solito festival dell’incenso: beatificazione lampo, santino omaggio, e perfino definizioni istituzionali che sembrano uscite da un universo parallelo. Nel frattempo, la realtà resta lì, ostinata come una macchia di sugo sulla camicia: la sua storia politica è piena di razzismo e condanne, e non serve lucidarla per farla sembrare altro.


Altro che statista: Bossi ha portato nel dibattito pubblico l’odio confezionato come folklore. Prima contro i meridionali, trasformati in bersaglio nazionale; poi contro gli stranieri, con una legge sull’immigrazione che per anni è stata indicata da organismi europei come un concentrato di discriminazioni. Non proprio un curriculum da manuale Cencelli della democrazia.


In Parlamento ha introdotto la canottiera come dress code, il dito medio come punteggiatura e il cappio come accessorio d’arredo. Ha trasformato l’insulto in argomento politico e lo ha venduto come “autenticità”. Risultato: un’eredità tossica che ancora oggi aleggia nei comizi come un deodorante scaduto.


Non era ribellione popolare: era una strategia chirurgica per abbassare l’asticella del dicibile, normalizzare l’odio e costruire identità politiche basate sull’esclusione. E infatti oggi basta accendere un microfono per vedere gli effetti collaterali.


Poi ci sono le condanne, che non sono opinioni ma atti giudiziari: finanziamento illecito, appropriazione indebita, truffa aggravata allo Stato, con tanto di 49 milioni di euro da restituire. La prescrizione ha salvato la persona, non la reputazione. E l’elenco non finisce lì.


Dipingerlo come un “padre nobile” è un esercizio di fantasia che nemmeno la narrativa fantasy oserebbe. Per chi ha subito per anni le conseguenze culturali e politiche di certe campagne, suona come una barzelletta raccontata male.


La morte non riscrive la storia. E la storia racconta un uomo che ha costruito la propria fortuna politica su odio, menzogna e truffa. Il minimo sindacale è ricordarlo senza trucco e senza filtri.


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