sabato 14 marzo 2026

Sotto la luce




Scatto una foto

mentre il giorno si appoggia

sui vetri della finestra.


La città respira piano

un autobus rosso passa

come un pesce lento,

una tazza di caffè

manda in aria il suo piccolo fumo caldo.


La fotografia nasce così,

senza cerimonia,

con una luce un po’ incerta

che cade sulle cose

come polvere d’oro stanca.


Poi la trasformo.

Un dito scivola sullo schermo

e la luce cambia stagione:

il cielo diventa miele,

i muri prendono il colore

delle albicocche mature,

l’aria si riempie

di un tramonto inventato.


Le strade sembrano ricordare

un’estate lontana.

La pelle si fa acqua calma,

gli occhi si accendono

come due piccole lune.


La fotografia diventa

più morbida,

più promessa,

più sogno.

Intanto scorrono i cuori

sullo schermo,

rossi e rapidi

come stormi digitali.


Eppure sotto quella luce perfetta

rimane qualcosa

che non si lascia cambiare.

Sta nell’ombra che attraversa il volto,

nel riflesso storto della finestra,

nel gesto casuale

con cui il mondo è entrato nell’immagine.


È lì che vive l’anima.

Non nella perfezione,

ma nel respiro della realtà

quando ancora non sa

di essere guardata.


L’anima rimane

dove la luce sbaglia strada,

dove il vento spettina

le geometrie del giorno.

I filtri vestono il mondo

con abiti di festa,

gli regalano tramonti rapidi,

sogni immediati.


Ma l’anima

cammina più lentamente.

Resta nella fotografia iniziale,

quella imperfetta,

quella in cui il giorno

si è lasciato sorprendere.


E ogni volta che guardo l’immagine

sotto la pelle luminosa dei colori

sento ancora battere

quel piccolo cuore segreto

in cui la realtà

per un attimo

si è ricordata

di essere viva.


Roberta Pantaloni

Facebook 

Nessun commento:

Posta un commento