La famiglia Arduino, residente a Torino, era una famiglia di lavoratori. Il padre Gaspare, classe 1901, lavorava alle acciaierie FIAT. Le figlie Vera e Libera, rispettivamente nate nel 1926 e nel 1929, iniziarono a loro volta a lavorare appena terminate le scuole elementari; la grande in una fabbrica di dolciumi e la piccola in un’altra azienda metalmeccanica. Ma oltre al lavoro nella loro vita c’era anche l’antifascismo: il padre faceva parte dei nuclei del PCI che operavano in clandestinità e ben presto le figlie vennero coinvolte nelle sue attività.
Nel 1943 le azioni di resistenza “sotterranea” iniziarono a farsi sempre più intense e a riemergere in superficie. Gaspare entra a far parte delle Squadre d’Azione Patriottica, Vera diventa staffetta e Libera assiste le famiglie dei partigiani morti o catturati.
Gli Arduino entrano nel mirino delle Brigate nere: la sera del 12 marzo 1945 un gruppo, capitanato da uno studente di medicina, Aldo De Chiffre, si presenta a casa loro chiedendo di andare sui monti per combattere i nazifascisti. Il padre, ingenuamente, acconsente a dare loro assistenza: in quel momento i fascisti estraggono le armi e fanno prigioniero Gaspare, le sue due figlie e alcuni amici presenti in quel momento nell’abitazione. Vengono risparmiati la moglie e gli altri due figli, ancora bambini. Bruna, che al tempo aveva tredici anni, riporterà con queste parole quei terribili momenti:
“Ricordo che uno dei fascisti prima uscire di casa si rivolse alla mia mamma dicendole: "Signora non urli, stia calma che noi non facciamo del male"… Non li ho mai più visti. Mia madre li ha cercati per tutta la notte nelle caserme di Torino pensando fossero stati arrestati, invece quella stessa notte vennero uccisi per strada e scaricati in diversi punti della città. Una cugina ci avvisò che i loro corpi erano all’Istituto di medicina legale”.
Gaspare era stato fucilato la sera stessa. Vera e Libera, invece, passarono due giorni in mano alle brigate nere e, il 13 marzo, vennero trucidate a loro volta vicino al canale della Pellerina. Neanche i loro funerali furono esenti dalla repressione fascista: la funzione venne infatti interrotta dalle Brigate nere che irruppero sparando in aria e arrestarono un centinaio di persone.
Raccontiamo la storia delle sorelle Arduino in Partigiani Contro. Info nel primo commento.

Nessun commento:
Posta un commento