domenica 15 marzo 2026

 

Ho letto questa mattina un articolo di Giulia Sorrentino su Il Giornale e, lo ammetto, alcune cose diventano improvvisamente molto più chiare.


Per settimane ci hanno raccontato che il “NO” al referendum sarebbe una battaglia di principio.

Una battaglia per la democrazia.

Per la Costituzione.

Per la libertà.


Poi guardi chi scende in piazza.


Anarchici.

Sigle della sinistra extraparlamentare.

Centri sociali.

Movimenti pro-Pal.

Predicatori islamici.


E soprattutto uno slogan che dice tutto:

Cacciamo Meloni con il referendum”.


Quindi non è una discussione sulla riforma della giustizia.

Non è un confronto sul merito.

È un regolamento di conti politico.

Il referendum diventa semplicemente un pretesto per colpire il governo.

E la cosa che colpisce di più è un’altra.


Molti di questi movimenti non parlano nemmeno della riforma.

Non spiegano cosa non va.

Non entrano nel merito.


L’unica parola d’ordine è: NO.


No perché lo propone questo governo.

No perché lo propone Meloni.

No a prescindere.


A questo punto una domanda diventa inevitabile.

Se il fronte del NO è guidato da anarchici, centri sociali e predicatori islamisti…

siamo sicuri che abbiano davvero a cuore la riforma della giustizia?

Oppure il vero obiettivo è semplicemente abbattere questo governo con qualsiasi mezzo?


Io la domanda ve la lascio.

Poi ognuno tragga le proprie conclusioni.

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