lunedì 16 marzo 2026

Mica sono mafiosi...

 


Aldo Mattia, parlamentare di Fratelli d'Italia, ha detto testualmente ai dirigenti e simpatizzanti meloniani di Genzano di Lucania: "Avete gli argomenti per discutere ma se non dovesse servire, utilizzate anche il solito sistema clientelare: 'non ci credi? Behm fammi questo favore. Perché tu sei mio cugino, perché io ti ho fatto questo favore...".


Non è uno scivolone, non è una battuta fuori contesto. È un deputato della Repubblica che spiega, con calma e convinzione, come raccogliere voti: attraverso favori, obblighi personali, ricatti amicali. Il vecchio schema del "io gratto la tua schiena, tu gratti la mia" ma applicato a un referendum costituzionale.


E la ciliegina? La motivazione: "Perché dobbiamo vincere questa battaglia".


Quindi il fine giustifica i mezzi. Anche quando il mezzo è esattamente il problema che la politica italiana finge di combattere da trent'anni.


Il bello è che questo stesso partito si presenta come quello del cambiamento, della serietà, della "nazione prima di tutto". Poi manda i suoi deputati in Basilicata a spiegare come usare la rete clientelare per orientare il voto su una riforma della giustizia.


Come se non bastasse, poi, arrivano gli insulti sessisti all'avversaria leader del PD, Elly Schlein: "è brutta e comunista". Siamo a questo livello.


La domanda è semplice: chi ha votato per riformare la politica, e si ritrova con questo, cosa prova?


Perché l'indignazione non basta. Serve memoria. Lunga. E un briciolo di dignità.

Cathy La Torre

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