Era il 2012 quando il regista di documentari Max Fisher girò per il canale britannico "Channel 4" un filmato di circa 45 minuti chiamato "The Wrestlers: Fighting With My Family".
Il documentario filmava un momento nella vita della famiglia Bevis, un nucleo familiare compatto ed aticipico, tutti dediti ad una unica, grande passione: il pro wrestling.
Memori della storica fama della lotta libera brittanica, ora ben lontana dai fasti del passato, i Bevis hanno organizzato nel loro piccolo una promotion dove diversi ragazzi e tutti i membri della stessa famiglia fanno parte del variegato roster.
Ma mentre i due "patriarchi", il padre Ricky "Knight" Bevis e la madre "Sweet Saraya" Julia Hamer, pur continuando a lottare, sono consapevoli che il loro tempo migliore è ormai passato, i figli cercano una via più fulgida e lucente dove esporre il proprio talento, che all'epoca significava una sola cosa: la WWE.
La vicenda, infatti, si focalizza principalmente sui due rampolli di casa Bevis più giovani: Zak, il maschio, una vita intera a sognare di far parte dello stesso spettacolo che seguiva assiduamente ogni lunedì sera in televisione, e sua sorella Saraya, decisamente meno focalizzata su questo aspetto ma anche lei interessata alla nobile arte della disciplina.
L'occasione arriva alla 02 Arena di Londra, dove la WWE tiene uno dei suoi show per il tour europeo ed anche una sessione di tryout, ovvero alcuni provini per aspiranti nuove stelle della promotion. Zak e Raya sanno bene che nel 99.9% dei casi si tratterà di un fallimento, poiché molto raramente e specie in suolo non americano la WWE si interessa di wrestler non appartenenti al loro continente.
I due comunque ci provano, ed il risultato spiazza tutti: l'agente della WWE chiede a Raya di fare un passo avanti al termine dei tryout, manda tutti a casa (fratello compreso) e dice alla giovanissima ragazza, appena 18 anni, che presto le manderanno un contratto per essere assunta nel loro territorio di sviluppo, la FCW in Florida.
Raya aveva colpito in quello stretto 0.01%.
È un momento seminale, nel documentario e nella vita della famiglia Bevis: sebbene siano tutti contenti per la giovane principessa di casa, quel giorno segna indelebilmente una frattura nella loro serenità.
Zak, il più interessato, sarà amaramente scottato dalla delusione. Ci riproverà tempo dopo, dovendo fare anche i conti con un infortunio, ma la risposta è sempre quella: molto bravo, molto pulito nei movimenti ma senza il fisico adatto.
Raya raggiungerà la Florida in lacrime: si dovrà separare dalla sua amata famiglia ed imbarcarsi nel "sogno americano". Le sue eccezionali doti sul ring unite ad una bellezza semplice ma magnetica ed unica, la trasformeranno in Paige, la prima campionessa femminile di nXt e successivamente stella di prima grandezza della women's division.
Ma ci si dimentica di un fattore importante: Raya ha solo 20 anni quando il successo e la fama la travolge come uno tsunami. Impreparata, vedrà quello spettacolo come un bambino in un negozio di caramelle e si fiderà di persone che la porteranno a fare errori poi pagati a caro prezzo.
Una serie di filmati privati, girati durante il periodo in cui frequentava il wrestler Brad Maddox, vengono rubati e messi online. Nel giro di pochi giorni, la sua intimità diviene oggetto dell'opinione pubblica, e quando un filmato esce su internet è assolutamente impossibile cancellarlo per sempre.
Come se non bastasse, un tremendo infortunio al collo la costringerà a ritirarsi - almeno all'inizio - dal quadrato, seguito da un'altra relazione non andata a buon fine con il luchador Alberto El Patron, che porterà in dote cause e affermazione al veleno da ambo le parti una volta finita.
Saraya sarà così sovrastata da quel tornado di emozioni e dolore da avere istinti ed idee pericolose, ma c'è un punto fondamentale, presente in quel documentario in ognuno dei suoi 45 minuti, che la tiene in vita: la sua famiglia.
La madre Julia - che nel documentario piange come una fontana alla partenza della figlia verso gli States - il padre Ricky ed i suoi fratelli sono sempre stati accanto a lei, nel momento di massimo splendore così come nell'oscurità più buia. Una forza, la famiglia, in grado di essere luce all'interno di un tunnel tetro.
Oggi, Raya è attualmente ferma ai box: la famiglia continua ancora nella sua attività e suo fratello non è mai riuscito ad approdare in WWE (ma lo farà in AEW). Ma adesso riesce a gestire le sue emozioni con una maturità più forte e, grazie ad amici e fan calorosi, ha accettato la convivenza con quella parte di sé che purtroppo è rimasta esposta per sempre al pubblico ludibrio.
Da parte mia e di tutti i veri fan di wrestling, ci auguriamo di sentire ancora una volta quel grido di battaglia, seguito dalla sua musica e dal suo iconico ingresso, per entrare in quel ring che - come dice lei stessa - "è la sua casa".
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