L'ultima frontiera dei trattamenti di bellezza fa discutere: per combattere l'invecchiamento del viso si usa il tessuto adiposo donato da persone decedute
Dimenticate il filler tradizionale e i miracoli dell'Ozempic. Negli Stati Uniti la nuova frontiera della chirurgia estetica ha superato ogni tabù e sta facendo discutere il mondo intero: si tratta delle iniezioni di grasso prelevato dai cadaveri. Uno scenario da film horror che è diventato l'ultimo trend per avere labbra turgide e zigomi rimodellati.
L'alternativa al botox
Come spiega la CNN, la procedura, che sta guadagnando sempre più popolarità tra cliniche e pazienti, si basa sull'utilizzo di tessuto adiposo allogenico, cioè proveniente da donatori deceduti. Prima dell'impiego, il grasso viene opportunamente sterilizzato e trattato, in modo da diventare iniettabile. Il trattamento rappresenta un'alternativa al lipofilling, che prevedeva l'uso di grasso proveniente dal paziente stesso e richiedeva dunque un vero intervento chirurgico, o al botox.
Il rimedio alla "Ozempic Face"
Ma perché questa tecnica sta spopolando proprio adesso? La risposta sta in un altro tormentone estetico globale: l'Ozempic. Nato originariamente come farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2, questo medicinale è diventato virale per la sua capacità di far perdere peso in tempi record. Il dimagrimento ultra-rapido, tuttavia, porta con sé un pesante effetto collaterale estetico: lo svuotamento improvviso dei tessuti del viso.
Come spiegano gli specialisti della Harvard Medical School, la rapida perdita di tessuto adiposo crea rughe profonde e un aspetto fortemente scavato e invecchiato. A Hollywood e nel mondo dei vip il fenomeno è così diffuso da aver dato vita a un nuovo termine: la "Ozempic face".
Per contrastare questo crollo del volume del viso e restituire pienezza a guance e zigomi, la chirurgia ha trovato una nuova risposta proprio nelle iniezioni di grasso.
Il dibattito tra gli esperti
La comparsa sul mercato di questo trattamento ha subito diviso la comunità scientifica, accendendo perplessità sia sul piano medico che su quello etico. Da una parte, i chirurghi che lo propongono ne difendono l'efficacia, sottolineando la comodità di avere un filler biologico "pronto all'uso" che eviti al paziente il fastidio, il dolore e le complicanze di un intervento chirurgico vero e proprio. Dall'altra, numerosi medici sollevano dubbi sia sulla reale durata a lungo termine del materiale iniettato - che rischia di essere riassorbito rapidamente dall'organismo - sia sulle possibili reazioni immunitarie o di rigetto del corpo di fronte a un tessuto proveniente da un'altra persona. Mentre il dibattito resta aperto, il trend continua a crescere sempre di più oltreoceano.
https://www.leggo.it/benessere/19_luglio_2026_ritocchi_grasso_cadaveri_nuovo_botox_ozempic_cosa_e-9660588.html

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