lunedì 20 luglio 2026

I crimini di Bolzaneto

 


Il 19 luglio comincia il G8 di Genova.

In questa foto una delle immagini simbolo del G8: il primo piano di Marco Mattana, adolescente romano, massacrato di botte dopo il fermo e poi scagionato dalle false accuse che gli furono mosse. Furono numerosissime le persone fermate in quei giorni, e molti di loro vennero portati nella caserma di Bolzaneto.

Gli arrestati, secondo la legge italiana, dovrebbero solo essere immatricolati, visitati e poi portati in sede carceraria. Non fu così.

Vengono accolti dal grido “benvenuti ad Auschwitz”. “Qualcuno dovrà morire”, dicono le guardie. “Put*ana” è l’epiteto rivolto alla donne in stato di fermo, oggetto di incessanti minacce di stupro.

Molti degli arrestati vengono lasciati in piedi per ore e poi messi faccia al muro, con la testa inclinata. Vengono costretti a voltarsi e a fare il saluto romano mentre gli agenti gli urlano sorridenti “guarda ora come sono belli questi comunisti”, cantano canzoncine e inneggiano a Mussolini. Il personale sanitario non è da meno. I fermati vengono visitati spesso completamente nudi, in stanze sovraffollate, trattati come fossero internati di un lager.

E poi ci sono le violenze fisiche. Sigarette spente sui corpi, arti fratturati, dita divaricate fino a scarnificare le ossa, schiaffi, calci, pedate, anche sui genitali.

C’è puzza a Bolzaneto. Puzza di sangue raffermo, di urina figlia della paura, di vomito, di morte.

Almeno 100 reati, secondo la pubblica accusa di uno dei processi per i fatti di Bolzaneto, sono compiuti contro circa 200 fermati da più di 40 agenti di polizia. Alla fine di un lungo iter processuale, che aveva visto in appello 44 condanne, la Cassazione emetterà solo 7 condanne definitive. Il grosso dei reati nel 2013 era già caduto in prescrizione.

Qualcuno ha detto che al G8 di Genova “c’è stata la più grave violazione di diritti umani in un paese democratico dal dopoguerra in poi”. Per noi non è sufficiente.

Quello che è accaduto a Bolzaneto è un crimine contro l’umanità per il quale non c’è mai stata giustizia.


È da poco uscito "Alimonda. Chi ha ucciso Carlo Giuliani?", di Carlo A. Bachschmidt. Lo trovate seguendo il link nel primo commento.

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