giovedì 28 marzo 2024

PUR DI SOPRAVVIVERE SALVINI ALZA IL TIRO DELLE SUE SPARATE E ORA MIRA DIRETTAMENTE AL COLLE

 

PUR DI SOPRAVVIVERE SALVINI ALZA IL TIRO DELLE SUE SPARATE E ORA MIRA DIRETTAMENTE AL COLLE – IL CAPITONE, INCURANTE DELLE PAROLE DI APPREZZAMENTO DI MATTARELLA SULL’ISTITUTO DI PIOLTELLO CHE CHIUDE PER RISPETTARE LA FINE DEL RAMADAN, VA ALL’ATTACCO: "È UN SEGNALE DI CEDIMENTO E ARRETRAMENTO. OCCORRE LA RECIPROCITÀ, NON CREDO CHE IN NESSUN PAESE ISLAMICO CHIUDANO PER LA SANTA PASQUA O PER IL SANTO NATALE” – POI CHIEDE UN TETTO DEL 20% AGLI STRANIERI NELLE CLASSI. IL PD INSORGE: “MELONI SPIEGHI COSA VA DICENDO IL SUO VICEPREMIER”

 

Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

mattarella salvini mattarella salvini

«Occorre la reciprocità, non credo che in nessun Paese islamico chiudano per la Santa Pasqua o per il Santo Natale». Matteo Salvini non ha dubbi. All’Istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello, nel Milanese, decidere la chiusura della scuola per rispetto del Ramadam è stato «un pessimo segnale».

 

Incurante delle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in una lettera alla vicepreside Maria Rendani aveva espresso apprezzamento per «il lavoro che il corpo docente e gli organi di istituto svolgono», il vicepremier e ministro va all’attacco senza mezzi termini.

 

«È un segnale di cedimento e arretramento chiudere per il Ramadan» spiega durante Porta a porta su Rai 1. «È giusto spiegare ai bambini di ogni etnia e religione quanto è bello conoscersi, però siamo in Italia». Ergo, in assenza di reciprocità, non si possono cambiare le regole per andare incontro a chi, per ragioni religiose, ha riti diversi da quelli occidentali.

 

mattarella salvini mattarella salvini

Il Pd reagisce immediatamente con la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi: «Non vorremmo che queste dichiarazioni del vicepremier abbiamo altre finalità e rappresentino un attacco al presidente della Repubblica, nelle cui mani il ministro Salvini ha giurato. Meloni ci spieghi cosa va dicendo il suo vicepremier». 

 

(...)

Ma il leader della Lega rilancia e invita a correre ai ripari: «Bisogna mettere un tetto agli alunni stranieri in ogni classe. Un 20% di bambini stranieri in una classe è anche stimolante perché conosci lingue e culture. Ma quando gli italiani sono il 20% dei bambini in classe, come fa una maestra a spiegare?».

Salvini Mattarella Zampetti Salvini Mattarella Zampetti salvini mattarella salvini mattarella

 

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/pur-sopravvivere-salvini-alza-tiro-sue-sparate-ora-mira-389629.htm

 

 

 

 

Bossi71

 

“EGONU HA FATTO BENE A DENUNCIARE VANNACCI"

 

“EGONU HA FATTO BENE A DENUNCIARE VANNACCI" - LORENZO BERNARDI, ELETTO PALLAVOLISTA DEL XX SECOLO, TORNA IN NAZIONALE COME ASSISTENTE DI VELASCO CHE GUIDA L’ITALVOLLEY DONNE: "LE DIFFERENZE COL MONDO MASCHILE? CON LE DONNE MAGGIORE CORRETTEZZA, MENO INSULTI E PIÙ VOGLIA DI IMPARARE – IL RAZZISMO? È UNA PIAGA SOCIALE. IO SONO CONVINTO CHE IN CASI DI INSULTI LA PARTITA VADA SOSPESA, BISOGNA DARE UN SEGNALE FORTE”

 

Niccolò Zancan per “la Stampa” - Estratti

 

lorenzo bernardi lorenzo bernardi

Lorenzo Bernardi, incominciamo con una domanda poco simpatica. Dicono di lei: persona chiusa, al limite della freddezza. È vero?

«Sono nato in Trentino. Sono una persona riservata. C'è modo e modo di manifestare le proprie emozioni. Magari rido poco, ma mi diverto dentro».

 

Lei è stato uno dei giocatori più vincenti della storia del volley, come allenatore è tornato a vincere appena è passato al femminile. Che mondo ha trovato?

«È lo stesso sport, ma cambiano le dinamiche umane. Sono diversi i modi di rapportarsi, ma restano identici gli obiettivi. Da parte delle mie giocatrici ho trovato maggiore disponibilità a mettersi in discussione, a provare cose nuove. Penso che la pallavolo femminile possa migliorare molto e che sia destinata a superare quella maschile. Del resto quasi il 70 per cento dei tesserati della federazione italiana è fatto di donne».

lorenzo bernardi lorenzo bernardi

 

Un'altra differenza fra i due mondi?

«Con le donne maggiore correttezza, meno insulti. Un clima di maggiore sportività».

 

Come ha affrontato il cambiamento?

«Studiando molto. Preparandomi e leggendo. Chiedendo consiglio a Julio Velasco, esplorando il mondo della Nazionale femminile. Io quando decido di affrontare una sfida non sono uno che butta i dadi».

 

Con chi si è consultato?

«Con mia moglie e con i miei figli. Sono loro che portano il peso delle mie gioie e delle mie delusioni, anche quello dei miei traslochi. A Piacenza, l'ultima squadra maschile, sono stato esonerato con una telefonata la mattina del 31 dicembre: delusione grande. Ci siamo confrontati in famiglia. Ma loro sanno che se mi metto in testa una cosa alla fine la faccio».

 

Dopo cinque mesi alla guida della Igor Novara ha vinto una coppa europea. Cosa ha provato?

paola egonu paola egonu

«È stata una grande soddisfazione».

 

Essere stato giudicato il miglior giocatore di pallavolo del ventesimo secolo, quanto le serve adesso per allenare?

«Io credo tanto. Per esempio: serve a non irrigidirsi di fronte a un errore banale. Perché io rivedo i miei sbagli, mi ricordo dei miei errori. Quando le mie giocatrici si arrabbiano per una sconfitta, penso alla mia sconfitta olimpica. Aver provato certe dinamiche sulla mia pelle, mi serve adesso per capire le emozioni che provano loro».

 

Il razzismo è ovunque. Anche nel mondo del volley: a Ravenna insulti dei tifosi contro il centrale nigeriano Martins Arasomwan. Voi parlate di queste cose?

«Sì, capita di parlarne. È una piaga sociale. Io sono convinto che in casi del genere la partita vada sospesa, bisogna dare un segnale forte. Deve essere una regola chiara. Una decisione presa dall'arbitro, non lasciata alle iniziative individuali. Lo sport è il contrario del razzismo. È incontro, è conoscenza».

 

paola egonu paola egonu

Paola Egonu è vittima di razzismo. Paola Egonu ha denunciato il generale Vannacci per quella frase tremenda nel suo libro: «I tratti somatici non rappresentano l'italianità». Cosa ne pensa?

«Che ha fatto bene a denunciare tutto quello che la faceva stare male, ha fatto bene a fare valere le proprie ragioni. E penso anche che se uno scrive certe frasi su un libro e poi ottiene molta visibilità, di quelle frasi deve assumersi la responsabilità».

julio velasco julio velasco

 

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A proposito di Nazionale. Perché Velasco è Velasco?

«Per la straordinaria capacità di focalizzare la squadra: tutti uniti, con un unico obiettivo, senza dispersioni di energie. Lui è un maestro nel formare un gruppo».

 

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https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/ldquo-egonu-ha-fatto-bene-denunciare-vannacci-quot-lorenzo-bernardi-389544.htm

 

 

 

 

Previti71

 

"MI HANNO DETTO: 'FIGLI GAY QUI NON LI VOGLIAMO, VATTENE'"

 

FIGLIO OMO, PADRE OMINICCHIO - LA STORIA DI UN 18ENNE IN PROVINCIA DI PISA, CHE È STATO CACCIATO DI CASA DAI GENITORI DOPO AVER CONFESSATO DI ESSERE OMOSESSUALE: "MI HANNO DETTO: 'FIGLI GAY QUI NON LI VOGLIAMO, VATTENE'" - IL GIOVANE E' STATO ACCOLTO DA UNA SUA PROFESSORESSA, CHE LO OSPITERA' IN CASA FINO ALLA MATURITÀ...

 

Estratto dell'articolo di Andrea Vivaldi per www.repubblica.it

 

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Ha raccontato di essere stato mandato via di casa. Gli avrebbero detto: «Figli gay qui non li vogliamo». E così, dopo un periodo di discussioni in un clima sempre più teso, il ragazzo, 18enne e italiano, ha dovuto abbandonare l’appartamento in cui abitava con la famiglia in provincia di Pisa. Dopo la confessione sul suo orientamento sessuale, ha spiegato in seguito lui stesso, il rapporto con la famiglia è andato in pezzi. Fino alla richiesta di allontanarsi.

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Da solo e senza soldi, ha girato tra conoscenti per avere una sistemazione temporanea. Finché non ha trovato un supporto prima in uno sportello locale specializzato contro le discriminazioni, e poi da parte dei professori della sua scuola. Uno di loro ha deciso direttamente di ospitarlo a casa.[…] ha messo a disposizione una stanza dove lui potrà rimanere fino alla maturità, così che possa portare a termine le superiori. […]

 

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ha contattato il centro Voice di Pontedera, uno sportello di ascolto che supporta chi viene discriminato per orientamento sessuale e genere. […] «Mi hanno detto di andarmene perché tra i figli non andavo bene» ha riferito, più o meno in questi termini, il giovane agli operatori dello sportello, spiegando che ci sarebbe stata una diversità di trattamento rispetto alla sorella, etero. «Mi hanno detto: niente figli gay, vattene» ha raccontato il ragazzo, come descritto da Il Tirreno che ha riportato ieri la notizia. […] Il giovane ha spiegato che un’altra persona era a conoscenza della situazione: una sua professoressa. Così gli esperti del centro si sono messi in contatto con lei. Nel frattempo è stato attivato un sostegno psicologico e informati i servizi sociali.

 

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Quest’ultimi, dicono dal centro, hanno parlato direttamente con la famiglia del ragazzo, cercando di capire se ci fossero dei margini per ricucire lo strappo. Ma probabilmente non hanno trovato le condizioni. La famiglia era stata invitata anche allo sportello per un confronto, ma non è andata. Così è scattata la prima telefonata alla professoressa. Tramite passaparola, è stato informato della situazione anche un secondo docente che a quel punto si è offerto di dare una mano. […]

omosessuale omosessuale

 

«Il ragazzo è stato molto contento che sia stata trovata una soluzione, all’inizio non sapeva dove andare - spiega Emiliano Accardi, coordinatore di Voice -. Quello del docente è stato un gesto non scontato e importante. Il nostro centro intanto continua a offrire il servizio psicologico. Abbiamo un gruppo di esperti, anche per gli aiuti legali e per questioni inerenti il lavoro». […]

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/figlio-omo-padre-ominicchio-nbsp-storia-18enne-provincia-389533.htm

Blaserna71

 

Ragazzo cade in mare dalla nave da crociera e muore a 23 anni. L'ultimo messaggio alla moglie: «Sto male»

 


Sophia Mcphee ha visto il suo giovane marito per l'ultima volta giovedì 14 marzo, prima che lui si dirigesse a casa della famiglia per poi imbarcarsi il giorno seguente

Ragazzo cade in mare dalla nave da crociera e muore a 23 anni. L'ultimo messaggio alla moglie: «Sto male»


Dramma in una nave da crociera, dove per un ragazzo di 23 anni una vacanza senza pensieri ha avuto come epilogo un tragico destino. La vittima è il britannico Liam Jones, studente di Servizio sociale e politiche sociali, che si era imbarcato il 15 marzo da Southampton su una nave MSC che ha toccato Germania, Francia, Belgio e Paesi Bassi, per un totale di 7 giorni. Il giorno dopo la partenza, però, il ragazzo è caduto in mare. La polizia ha cominciato a indagare solo dopo l'attracco della nave nel porto inglese, il 23 marzo, ha scritto l'Independent.

Il 23enne, prima di morire, ha lasciato un ultimo messaggio quasi profetico alla moglie di 20 anni Sophia Mcphee, avvisandola che «si stava sentendo molto male». La ragazza ha dichiarato al Daily Record: «Mi sento così persa. È semplicemente... sparito. Non lo rivedrò mai più. Sono devastata. Ho così tante domande e non sto ricevendo alcuna risposta in merito a quello che è successo», ha raccontato. Sophia Mcphee ha visto il suo giovane marito per l'ultima volta giovedì 14 marzo, prima che lui si dirigesse a casa della famiglia per poi imbarcarsi il giorno seguente.

La verità dalle telecamere

«Sua sorella - ha continuato la giovane vedova - mi ha contattata per la prima volta domenica. 

Mi ha detto che c'era stato un incidente e che Liam "non sarebbe tornato". Poi ha aggiunto di aver visto le telecamere a circuito chiuso, dalle quali era chiaro che Liam era finito in mare. Da allora non ho più avuto contatti con nessuno», ha concluso la ragazza.

La scomparsa del passeggero è stata confermata da MSC e la polizia dell'Hampshire ha avviato le indagini una volta che la nave è rientrata nel Regno Unito il 23 marzo.

https://www.leggo.it/esteri/news/ragazzo_morto_crociera_messaggio_moglie_liam_jones_msc_oggi_26_3_2024-8021080.html?refresh_ce

Blaserna71

 

 

È morta Gabriella Sturani, ex di Vasco e madre di suo figlio

 


Il post su Instagram con il messaggio al figlio: "Mamma sarà sempre viva nei nostri ricordi più belli' 

Morta Gabriella Sturani, ex di Vasco e madre di suo figlio - RIPRODUZIONE RISERVATA 

È morta a 56 anni Gabriella Sturani, ex di Vasco Rossi e madre di uno dei suoi figli, Lorenzo.

"Non avrei mai pensato che la Gabriella se ne sarebbe andata prima di me - ha scritto il cantante su Instagram - .

Caro Lorenzo tua mamma sarà sempre VIVA nei nostri ricordi più belli. Ti abbraccio forte... Ti sono vicino... E ti voglio bene", scrive il rocker sui social. A lei Vasco dedicò la canzone 'Gabri' nel 1993. 

(ANSA)

Briatore71

 

Virus sinciziale, gli esperti: «In Italia 28mila ricoveri e 3.500 morti l'anno, ma i dati sono sottostimati». Ospedali sotto stress

 


L'infezione da Rsv è relativamente frequente in ogni fascia di età. Il virus, secondo gli specialisti, che mette a dura prova diversi ospedali pediatrici

Virus sinciziale, gli esperti: «In Italia 28mila ricoveri e 3.500 morti l'anno, ma i dati sono sottostimati». Ospedali sotto stress


Il virus respiratorio sinciziale, spesso sottovalutato, nonostante se ne parli da decenni. Ogni anno in Italia si stima che l'Rsv provochi «28mila ricoveri e 3.500 decessi, di cui 1.800 tra over 60». A rivelarlo sono gli esperti intervenuti all'evento "Non è come sembra", promosso dall'associazione nazionale pazienti Respiriamo Insieme-Aps, in collaborazione con Edra Spa. «Tuttavia, i dati rischiano di essere sottostimati – hanno evidenziato gli specialisti – a causa di segni e sintomi simili a quelli dell'influenza, che portano a una diagnosi non corretta oppure a non riconoscere tempestivamente un'infezione da Rsv».

Come prevenire il virus respiratorio sinciziale

Nel corso dell'incontro – si legge in una nota – Francesco Vaia, direttore generale Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, ha annunciato una circolare per le Regioni «per sottolineare quali sono le azioni per prevenire il virus Rsv, comprese quelle di immunizzazione. È fondamentale – ha ribadito – che nella nostra vita, accanto ad una sana alimentazione e all'attività sportiva, entri anche il Calendario della salute, che inizia dall'allattamento al seno e prosegue per tutta la vita, includendo anche gli screening e le vaccinazioni. La prevenzione, a partire dagli stili di vita, è centrale e strategica per il ministero della Salute».

L'allarme degli esperti

«Il virus respiratorio sinciziale – hanno ricordato gli esperti – rappresenta una delle principali cause di ospedalizzazione per neonati e bambini sotto i 12 mesi, ai quali può causare infezione acuta delle basse vie respiratorie e lo sviluppo di bronchiolite o polmonite. Un virus che mette a dura prova diversi ospedali pediatrici. L'infezione da Rsv è relativamente frequente in ogni fascia di età, ma mentre negli adulti sani si risolve spesso con un semplice raffreddore, può rivelarsi particolarmente pericolosa per i bambini, specialmente durante il primo anno di vita: ogni anno questo virus causa globalmente oltre 118mila decessi in età pediatrica».

«I dati sono sottostimati»

«Un recente studio retrospettivo del professor Pierachille Santus, condotto su 717 pazienti curati al pronto soccorso dell'ospedale universitario Sacco di Milano nell'autunno-inverno 2022-2023, con sintomi simil-influenzali o insufficienza respiratoria acuta – ha spiegato Simona Barbaglia, presidente di Respiriamo Insieme – ha evidenziato come i pazienti con Rsv avevano la più alta incidenza di insufficienza respiratoria acuta (62,7%) e di malattia grave (70,5%). 

Lo studio dimostra come l'infezione da Rsv sia associata a mortalità e morbilità significative, e questo è inaccettabile in un Paese che può vantare un sistema di welfare sanitario come il nostro. Le istituzioni si devono rendere conto che ricerca e innovazione avanzano. La scienza ci sta mettendo a disposizione armi innovative contro l'Rsv: queste armi vanno messe in campo per difendere i pazienti più fragili».

«Il carico di malattia sulla popolazione adulta è sicuramente sottostimato rispetto a quella pediatrica per cui abbiamo dei dati consolidati – ha puntualizzato Emanuele Nicastri, segretario della Società italiana di malattie infettive e tropicali –. Parliamo in Europa di circa 3milioni di sindromi respiratorie acute attribuibili all'Rsv, poco meno di mezzo milioni di ricoveri e circa 30mila decessi legati a questa patologia. Dallo scorso anno abbiamo a disposizione almeno due vaccini per la popolazione adulta e con comorbidità. Ci auguriamo che possano essere utilizzati insieme alle altre vaccinazioni del paziente adulto, con o senza comorbidità».

Cos'è il virus respiratorio sinciziale

Il virus respiratorio sinciziale è una causa molto comune di infezione dell’apparato respiratorio, in particolare nei bambini. Quasi tutti i bambini contraggono l’infezione nei primi quattro anni di vita e molti nel primo anno. L’infezione non rende completamente immuni, pertanto la reinfezione è comune, anche se in genere è meno grave. I focolai avvengono generalmente nei mesi invernali e all’inizio della primavera. 

La prima infezione spesso deriva da una malattia dell’apparato respiratorio superiore, accompagnata da congestione e febbre all’apparato respiratorio inferiore, il che causa molto frequentemente bronchiolite e talvolta polmonite con tosse e difficoltà respiratoria.

Il matapneumovirus umano (hMPV) è un virus simile, ma indipendente, ha la medesima stagionalità del VRS ma è meno contagioso.

https://www.leggo.it/italia/cronache/virus_sinciziale_morti_casi_allarme_cos_e_ultimissime_oggi_27_03_2024-8021403.html

Dalema71

 

 

"In un certo senso, forse, sono immortale"

 


Se combinassimo i meriti del giocatore, quelli dell'allenatore e il "segno" lasciato sul gioco stesso credo che non sia un azzardo definire Johan Cruyff "l'uomo più influente della storia del calcio".

Per me lo è sicuramente.

Giocatore, allenatore, organizzatore e "filosofo del calcio".

In ognuna di queste figure è stato geniale e rivoluzionario. 

Il suo libro l'ho letto, riletto ed è tuttora sul mio comodino.

Manchi tantissimo al calcio Johan.

Anche se, a distanza di 8 anni da quel 24 marzo 2016, posso darti la certezza che avevi ragione quando dicevi:


"In un certo senso, forse, sono immortale"

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