Oggi 13 giugno, nel corso del dibattimento, sono state ascoltate una addetta del gruppo di aiuto alle vittime e una assistente sociale che hanno confermato il contenuto della denuncia. L'82enne ex petroliere di Mogliano Veneto è accusato di avere abusato di due colf
Potrebbe essere la prova che nella casa furono perpetrate delle violenze sessuali. O, come sostiene la difesa (affidata agli avvocati Enrico Ambrosetti e Stefano Pietrobon) la conferma che quei rapporti erano perfettamente consensuali. La battaglia sui due video, ripresi con il telefonino da una delle vittime e che di cui è stata chiesta la trascrizione, continua ad essere il punto centrale del processo a a Giancarlo Miotto, 82enne ex petroliere di Mogliano titolare della "Miotto Generali Petroli" (nel frattempo fallita), accusato di violenza sessuale nei confronti di due collaboratrici domestiche straniere, una cingalese e una filippina, che avrebbero subito gli abusi tra il 2007 e il 2021 nell'abitazione dell'uomo a Mogliano Veneto.
Oggi 13 giugno il dibattimento è ripreso con la testimonianza dell'operatrice del centro anti violenza a cui una delle vittima venne indirizzata e di una assistente sociale che aveva avuto in carico una delle colf durante il periodo del lockdown. Al di là dei contenuti delle deposizioni, in cui la due hanno ripetuto davanti alla corte le accuse a Miotto come raccontate dalla governante, il punto delle discordia rappresenta la data in cui furono effettuate le due segnalazioni. Ovvero se prima o dopo le riprese filmate con il cellulare. Particolare che dovrebbe essere chiarito nella prossima udienza in programma il 26 settembre.
Ad accusare Miotto ci sono due donne che lavoravano come domestiche presso la casa del petroliere e che alla Procura di Treviso avevano raccontato di abusi sessuali che si sarebbero verificati nella villa dell'uomo. Le colf straniere non si sono però costituite come parte civile: l'81enne le ha infatti risarcite con una somma che, in totale, è di 75 mila euro. Una transazione economica che non equivale a una ammissione di colpa ma che consente all'ex petroliere di chiudere la vicenda dal punto di vista civile, sia per quanto riguarda gli ultimi stipendi (quelli che le lavoratrici sostenevano che Miotto non avesse versato) che per il "risarcimento" dei presunti abusi.
Miotto, stando alla versione di una delle presunte vittime, l'avrebbe molestata in «almeno dieci occasioni» in cui l’avrebbe invitata a seguirlo in una stanza della villa, chiudendo la porta a chiave. E lì l’avrebbe palpeggiata e, «trattenendola con le braccia» l'avrebbe costretta a subire rapporti sessuali. L’altra ha invece denunciato quattro episodi – avvenuti nel settembre del 2020, tre mesi dopo la sua assunzione come domestica nella villa di Mogliano – tutti molto simili a quelli ricostruiti dalla collega.
https://www.trevisotoday.it/cronaca/mogliano-giancarlo-miotto-violenza-sessuale-processo-13-giugno-2025.html
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