domenica 23 agosto 2026

“LA DOMANDA DECISIVA NON SARÀ CHI VINCERÀ LE MIDTERM, MA COSA FARÀ IL POTERE SE PERDERÀ”

 

“LA DOMANDA DECISIVA NON SARÀ CHI VINCERÀ LE MIDTERM, MA COSA FARÀ IL POTERE SE PERDERÀ” – L’AMBASCIATORE ETTORE SEQUI: “I RIFERIMENTI ALLE PROSSIME PRESIDENZIALI SONO PER TRUMP UNO STRUMENTO DI POTERE: RINVIANO LA SUCCESSIONE, MASSIMIZZANO LA LEALTÀ DEI COLLABORATORI E CONGELANO GLI EREDI. FINCHÉ RESTA VIRTUALMENTE CANDIDATO, NESSUN SUCCESSORE PUÒ EMANCIPARSI. SOPRATTUTTO, SPOSTANO IL CONFINE DEL POLITICAMENTE ACCETTABILE: IL LIMITE COSTITUZIONALE PUÒ DIVENTARE NEGOZIABILE” – “IL 2028 POTREBBE METTERE ALLA PROVA UNA CERTEZZA DELLA POTENZA AMERICANA: LE AMMINISTRAZIONI CAMBIANO, LA REPUBBLICA RESTA. SE QUESTA CERTEZZA VACILLA, CAMBIA IL CALCOLO STRATEGICO DI ALLEATI, AVVERSARI E MERCATI. E LA DOMANDA VA OLTRE TRUMP: PUÒ L'AMERICA RESTARE UNA SUPERPOTENZA DEMOCRATICA SE IL MONDO DUBITA DELLA SUA CAPACITÀ DI CAMBIARE PACIFICAMENTE CHI GOVERNA?”

donald trump ettore sequi  

così trump erode la democrazia usa

Ettore Sequi per “La Stampa”

 

ETTORE SEQUI

Mentre negli Usa è in corso la campagna per le elezioni di midterm, Trump continua a evocare una possibile terza candidatura alle presidenziali del 2028. Il XXII Emendamento vieta un terzo mandato e modificarlo richiederebbe una revisione costituzionale quasi impraticabile.

 

Il problema è anche il principio dell'alternanza. Una democrazia è solida non perché chi governa può vincere, ma perché può perdere e, se perde, deve lasciare il potere.

Il XXII Emendamento nasce da questa lezione.

donald trump e i gadget per il 2028

 

Roosevelt fu eletto quattro volte, durante la Grande Depressione e la seconda guerra mondiale. Dopo di lui il limite dei due mandati divenne costituzionale: nessun presidente è indispensabile alla Repubblica. Il rischio più serio è una democrazia che continua a votare ma diventa meno contendibile.

 

L'erosione comincia spesso dalle regole: circoscrizioni, requisiti di voto, procedure, certificazione dei risultati. Il primo passo verso l'autocrazia non è abolire le elezioni. È rendere più difficile perderle. Il precedente del 2020, quando Trump contestò la sconfitta, rende il rischio concreto. La domanda è quale sistema elettorale arriverà al 2028, con quali regole e contrappesi. Il pericolo è un voto formalmente libero ma un'alternanza sempre più difficile.

 

DONALD TRUMP - DITTATORE - THE ATLANTIC

Le midterm del 2026 saranno un test cruciale: misureranno il consenso di Trump; diranno se il Partito Repubblicano resta un partito di governo o diventa il partito di Trump; mostreranno se il sistema americano sa rispettare un risultato contrario alla Casa Bianca.

 

La domanda decisiva non sarà chi vincerà, ma cosa farà il potere se perderà.

 

Nel frattempo, i riferimenti alle prossime presidenziali sono per Trump uno strumento di potere: rinviano la successione, massimizzano la lealtà dei collaboratori e congelano gli eredi. Finché resta virtualmente candidato, nessun successore può emanciparsi.

Soprattutto, spostano il confine del politicamente accettabile: il limite costituzionale può diventare negoziabile.

 

trump 2028 foto postata da donald trump su truth

Le implicazioni sono anche geopolitiche. La potenza americana non è solo forza militare, dollaro, tecnologia ed economia. È anche prevedibilità istituzionale. Gli alleati possono adattarsi a un'America più isolazionista o più interventista; molto più difficile è adattarsi a un'America nella quale non sia chiaro come e quando il potere cambia mano. La prevedibilità è una forma di potenza.

 

Per partner e alleati una successione incerta spinge a costruire capacità proprie poiché l'autonomia strategica diventa un'assicurazione contro l'imprevedibilità americana.

Se Washington mettesse in discussione il limite dei due mandati, perderebbe credibilità nel contrapporre ai regimi autoritari il potere democraticamente alternabile. Pechino e Mosca ne trarrebbero vantaggio e potrebbero sostenere che anche negli Usa il potere personale può diventare permanente.

 

Pechino non ha bisogno di un'America autoritaria: le basta un'America assorbita dalla propria guerra politica interna, dove ogni successione possa diventare una crisi istituzionale. [...]

 

ETTORE SEQUI

Una superpotenza ha bisogno di forza, ma anche di continuità istituzionale. Gli alleati devono poter prevedere la successione; gli avversari la stabilità del sistema.

 

Per questo il 2028 è cruciale: non solo perché Trump possa candidarsi, ma perché potrebbe mettere alla prova una certezza della potenza americana: le Amministrazioni cambiano, la Repubblica resta.

 

Se questa certezza vacilla, cambia il calcolo strategico di alleati, avversari e mercati. E la domanda va oltre Trump: può l'America restare una superpotenza democratica se il mondo dubita della sua capacità di cambiare pacificamente chi governa?

 https://www.dagospia.com/politica/ettore-sequi-domanda-decisiva-non-sara-vincera-midterm-fara-potere-se-484474

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