Il 7 Novembre 1994, durante la puntata di Raw, Vince McMahon (allora solo il "commentatore" della federazione, per noi appassionati non ancora dotati di internet e quindi non consapevoli del suo reale ruolo di boss della World Wrestling Federation) annunciò in diretta televisiva che il wrestler "Macho Man" Macho Man Randy Savage non era più parte del roster della compagnia.
Fu un gesto alquanto inusuale: McMahon sembrò davvero dispiaciuto del suo passaggio alla rivale WCW e fece un saluto di cuore a colui che, solo una settimana prima, lavorava per lui ed era al suo fianco al tavolo di commento.
Cosa era successo? Come mai McMahon, solitamente molto sprezzante nei confronti di chi aveva lasciato la sua federazione (persino Hulk Hogan non ricevette un saluto così!), si era preoccupato di salutare il wrestler in diretta Tv, quasi con le lacrime agli occhi?
Il rapporto tra McMahon e Savage era sempre stato dei migliori: Randy era stato il primo wrestler scelto per diventare il "nuovo" Hulk Hogan, nel 1988, il primo su cui veramente, nonostante fisico e personalità completamente differenti, aveva puntato.
Ma nel 1991 McMahon cominciò a pensare che la parabola del wrestler come lottatore a tempo pieno fosse ormai sul finire.
Dopo la scottante sconfitta contro The Ultimate Warrior a WrestleMania 7 che - in termini di storyline - lo vide perdere la sua carriera, Macho Man cominciò a prendere posto dietro il tavolo di commento, ed il chairman della WWF si rese conto che la sua voce graffiante ed il suo modo di intrattenere il pubblico potevano essere ottimi in una transizione dal quadrato al microfono a bordo ring.
Così, dopo un ultimo giro titolato nel 1992, presto Savage si sedette al tavolo di commento per la maggior parte delle volte, a fianco di McMahon. I due avevano una ottima alchimia, non forse come quella con Jesse Ventura ma sufficiente per attirare nuovi fan al prodotto WWF dell'epoca.
Ma questo ruolo cominciò presto ad andare stretto a Savage.
Sembra che i due cominciarono a discutere della cosa, Macho Man non si sentiva ancora pronto per appendere gli scarponcini al chiodo, mentre McMahon, ormai lanciato verso la "New Generation" di Bret Hart e Shawn Michaels non ne voleva sapere di riportarlo a lottare in pianta stabile.
Così, come riportato da una vecchia intervista fatta a IGN nel 2000, Savage contattò Eric Bischoff, che già aveva strappato Hulk Hogan alla rivale, chiedendo se era disponibile un posto ad Atlanta, e Bischoff fu ben felice di aggiungere al suo roster un nome così prestigioso.
L'idea per Savage era comunque un giorno di tornare dietro il tavolo di commento, ma solo dopo aver esaurito le ultime energie da spendere sul quadrato di combattimento.
Ma non vedremo mai più Savage in quel ruolo.
Tra Savage e McMahon calò un silenzio abissale ed i legami tra i due si deteriorarono per sempre: sembra che fu una sorta di "promessa" fatta da Savage, all'indomani del passaggio di Hulk Hogan alla WCW, in cui promise al chairman della WWF che mai e poi mai lo avrebbe tradito per la federazione rivale.
Promessa - ovviamente - non mantenuta, che avrebbe installato una "damnatio memoriae" per la compagnia di Stamford.
Tra gli addetti ai lavori girò persino la voce che ci fosse stato un flirt (e forse persino qualcosa di più) tra il due volte campione WWF e la figlia del capo, Stephanie. Ma francamente ho sempre trovato questa voce come una delle tante leggende che spesso circolano negli spogliatoi delle federazioni di wrestling e niente più.
La situazione cominciò a cambiare solo molti anni dopo, nel 2010, quando la WWE iniziò a ricostruire nuovi rapporti con tutte quelle stelle con cui aveva rotto da anni ogni forma di collaborazione, grazie anche alle abili qualità di intermediatore del genero di McMahon, il wrestler Paul "Triple H" Levesque.
Hunter era riuscito a riportare "a casa" per la Hall of Fame famosi contestatori di McMahon come Bruno Sammartino e The Ultimate Warrior, ed il nome di Savage cominciò a diventare sempre più vicino ad un ritorno tra le mura di Stamford.
Pare vi fu persino una telefonata amichevole tra il boss e Savage, intenzionati entrambi a seppellire l'ascia di guerra e riportare il marchio di Macho Man là dove la fortuna lo aveva accolto.
Ma purtroppo il destino ci ha privato di quello che - senza ombra di dubbio - sarebbe stato uno dei discorsi più memorabili mai sentiti nella Hall of Fame.
Randy Poffo ci ha lasciati il 20 Maggio 2011 e quel discorso è stato poi fatto dal fratello Lanny Poffo a.k.a The Genius.
La WWE continuerà a tenere vivo il suo nome, nelle sigle, nei commenti live ed è persino possibile vederlo durante i segmenti pubblicitari della "Slim Jim".
Ma la sua carica, il suo carisma, quello che usciva "live" nelle sue interviste, rimane ormai solo una memoria negli immensi archivi storici della WWE.
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