Alcuni, che non sono i più svegli della cucciolata ma che hanno una errata percezione delle proprie capacità mentali, derivanti da un fatale corto circuito tra la loro ignoranza e la loro stupidità, vengono sotto i miei post e scrivono "quello contro il melanoma non è un vaccino".
Prima di tutto, è un vaccino perché funziona esattamente come i vaccini: stimola il sistema immunitario contro un antigene ed è il sistema immunitario del paziente ad agire, e non il farmaco. Già basta questo a qualificarlo come tale.
Secondo, ci sono molti vaccini che vengono usati anche una volta che l'infezione è avvenuta. Per esempio, se un paziente viene morso da un cane che ha la rabbia, l'infezione è istantanea. Però nonostante questo noi gli somministriamo il vaccino per un mese. Lo stesso si fa, con tempi e modi diversi, anche dopo un'infezione da virus dell'epatite A, epatite B, varicella, morbillo e si faceva pure con il vaiolo. Insomma, i vaccini servono tipicamente per prevenire, ma in diversi casi si usano anche per curare un'infezione che e' già avvenuta con modalità che noi chiamiamo "post-esposizione"
Ora io capisco che per voi questi sono concetti sconosciuti, perché i vaccini non li avete mai studiati, mentre io li studio da 40 anni.
Però è precisamente il motivo per cui non è opportuno che veniate a fare lezione di virologia a un professore ordinario di virologia, cosa che peraltro nel mondo reale sarebbe impossibile, perché io sarei in cattedra e voi, se foste ammessi alla mia università - ma pochi ci entrerebbero - nei banchi ad ascoltare in silenzio.
Detto in parole povere, questo è un vaccino, e voi siete dei somari.
Per chi non è somaro, e vuole parlare di scienza in modo costruttivo, vi aspetto sul mio substack. E' un altro mondo rispetto a questo manicomio.
burioni.substack.com
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