Il Pacifico si sta scaldando come non succedeva da decenni, e questo potrebbe cambiare il meteo di mezzo mondo, Italia compresa. Gli scienziati stanno osservando con attenzione il rafforzamento di El Niño, il fenomeno climatico che nasce nell'oceano ma può avere effetti anche a migliaia di chilometri di distanza, grazie alla complessa interazione tra oceano e atmosfera.
Cosa sta succedendo nel Pacifico
Nella zona equatoriale orientale del Pacifico l'acqua di mare è più calda della media di oltre 2 gradi. Ma il dato più importante riguarda gli strati più profondi dell'oceano: secondo il Climate Prediction Center del National Weather Service, l'ente meteo degli Stati Uniti, nel corso di luglio il riscaldamento ha interessato in modo significativo anche le acque profonde, con anomalie che in alcuni punti hanno toccato i +10°C rispetto alla norma.
Un altro segnale arriva dal termoclino, cioè la fascia d'acqua che separa gli strati caldi in superficie da quelli freddi più in basso: in questa fase si trova più in profondità del solito. Per gli esperti significa che sotto la superficie del mare si sta accumulando una quantità considerevole di calore, il "carburante" che alimenta il sistema oceano-atmosfera di El Niño.
Il Pacifico si sta scaldando come non succedeva da decenni, e questo potrebbe cambiare il meteo di mezzo mondo, Italia compresa. Gli scienziati stanno osservando con attenzione il rafforzamento di El Niño, il fenomeno climatico che nasce nell'oceano ma può avere effetti anche a migliaia di chilometri di distanza, grazie alla complessa interazione tra oceano e atmosfera.
Cosa sta succedendo nel Pacifico
Nella zona equatoriale orientale del Pacifico l'acqua di mare è più calda della media di oltre 2 gradi. Ma il dato più importante riguarda gli strati più profondi dell'oceano: secondo il Climate Prediction Center del National Weather Service, l'ente meteo degli Stati Uniti, nel corso di luglio il riscaldamento ha interessato in modo significativo anche le acque profonde, con anomalie che in alcuni punti hanno toccato i +10°C rispetto alla norma.
Un altro segnale arriva dal termoclino, cioè la fascia d'acqua che separa gli strati caldi in superficie da quelli freddi più in basso: in questa fase si trova più in profondità del solito. Per gli esperti significa che sotto la superficie del mare si sta accumulando una quantità considerevole di calore, il "carburante" che alimenta il sistema oceano-atmosfera di El Niño.
Cosa rischia l'Italia
L'Europa non è tra le aree più direttamente colpite da El Niño, ma può comunque risentire dei cambiamenti nella circolazione atmosferica globale. Il fenomeno tende infatti a favorire la persistenza di anticicloni subtropicali robusti e duraturi anche sul continente, con possibili ripercussioni sulla stagione estiva. Per l'Italia questo può tradursi in una maggiore probabilità di caldo intenso e afa persistente. Il problema è che questi periodi molto caldi possono essere seguiti, anche a breve distanza, da fenomeni di forte instabilità come nubifragi e precipitazioni violente. È la cosiddetta "schizofrenia climatica": giornate torride che si alternano improvvisamente a temporali intensi nella stessa zona.
https://www.leggo.it/schede/18_agosto_2026_el_nino_autunno_caldo_effetti_italia-cosa_rischia_l_italia-3-9712797.html

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