giovedì 13 agosto 2026

VERITÀ SULLE BUGIE DI GALEAZZO BIGNAMI

  

 

CREDO SIA IMPORTANTISSIMO METTERE IN FILA ALCUNE DATE RELATIVAMENTE A RIMPASTI DI GOVERNO E SOPRATTUTTO CHI SOSTITUI' CHI, CON RELATIVI CAMBIAMENTI AI VERTICI DELLO STATO QUANDO SCALFARO ERA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NEL PERIODO DELLE STRAGI PER POTER VALUTARE LE PAROLE DELL'ONOREVOLE GALEAZZO BIGNAMI CHE IMPUTA A SCALFARO LA CANCELLAZIONE DI 330 REGIMI DI 41 BIS.


POI VERIFICARE LA CONTEMPORANEATA' DI DATE CON IL "COLLOQUIO" TRA IL COLONNELLO MARIO MORI E VITO CIANCIMINO EX SINDACO MAFIOSO DI PALERMO PER QUANTO RIGUARDA IL "PAPELLO" FORNITO DA RIINA PER FERMARE LE STRAGI. 

Quindi, mettiamo tutto in fila:
23 maggio 1992 — Capaci
28 giugno 1992 — Scotti viene sostituito da Mancino all'Interno
19 luglio 1992 — strage via D'Amelio
10 febbraio 1993 — Martelli si dimette
12 febbraio 1993 — Conso alla Giustizia
21 febbraio 1993 — altro rimpasto del Governo Amato
28 aprile 1993 — Ciampi sostituisce Amato a Palazzo Chigi
5 giugno 1993 — Nicolò Amato viene sostituito da Capriotti al DAP
novembre 1993 — Conso non rinnova circa 330 41-bis

Importantissime per tali fatti sono state le deposizioni dell'ex Ministro Martelli, al processo cosiddetto "Aemilia":

Martelli fa capire che e' stato sostituito da Conso per arrivare alla revoca del 41-bis.

Quello che emerge dalla deposizione di Martelli
Nel processo Aemilia dove Martelli fu sentito come testimone e parlò soprattutto degli avvenimenti del 1992-93 e dei contatti tra apparati dello Stato e Vito Ciancimino.

Secondo il resoconto della sua deposizione, Martelli riferì che il ROS guidato da Mario Mori aveva avviato il contatto con Ciancimino per cercare di comprendere cosa volesse Cosa Nostra e se fosse possibile fermare la stagione stragista. 

Martelli collegò questo quadro anche alla successiva decisione del ministro Giovanni Conso di non prorogare centinaia di provvedimenti di 41-bis nel novembre 1993. Il numero comunemente indicato è circa 330. 

Un altro elemento riferito da Martelli è particolarmente importante.
Martelli raccontò che Liliana Ferraro, allora dirigente del ministero della Giustizia, aveva avuto un colloquio con Paolo Borsellino e gli aveva riferito dell'iniziativa dei carabinieri e dei contatti con Ciancimino. Secondo il resoconto della deposizione, Borsellino rimase fortemente colpito dalla notizia. 

QUINDI:
Martelli si dimise il 10 febbraio 1993; 
Il 12 febbraio Giovanni Conso gli subentrò alla Giustizia;
Pertanto la sequenza cronologica è:
10 febbraio 1993 → dimissioni di Martelli
12 febbraio 1993 → Conso diventa ministro della Giustizia
estate-autunno 1993 → prosegue la stagione delle stragi
novembre 1993 → Conso decide di non rinnovare circa 330 provvedimenti di 41-bis.

QUINDI MARTELLI AL PROCESSO AEMILIA FA INTENDERE CHIARAMENTE DEL PERCHE' FU SOSTITUITO DA MINISTRO ALLA GIUSTIZIA:

 "mi tolsero perché non ero disposto a trattare / perché ero contrario a concessioni alla mafia". 

VERGOGNOSE RISULTEREBBERO QUINDI LE DICHIARAZIONI DI GALEAZZO BIGNAMI IN CONSIDERAZIO DELLE SUCCESSIVE DICHIARAZIONI DEL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA GASPARE SPATUZZA:

L'incontro tra Gaspare Spatuzza e Giuseppe Graviano avvenne, secondo il racconto di Spatuzza, al bar Doney di via Veneto a Roma il 21 gennaio 1994. 

Spatuzza descrisse Graviano come particolarmente euforico. 

Graviano gli disse che “avevamo chiuso tutto” e che avevano ottenuto ciò che cercavano;
parlò della “serietà” delle persone che avevano portato avanti la cosa, contrapponendole ai socialisti che, secondo il racconto di Graviano, avevano ricevuto voti da Cosa Nostra senza poi mantenere gli impegni;
fece il nome di Berlusconi;
Spatuzza gli chiese se fosse “quello di Canale 5” e Graviano rispose affermativamente;
aggiunse il nome di Marcello Dell'Utri, definendolo un “nostro compaesano”;
quindi Graviano avrebbe detto, secondo Spatuzza, che grazie a quelle persone “ci eravamo messi il Paese nelle mani”, e Spatuzza precisò davanti ai magistrati: “Per Paese intendo l'Italia.”

Ma c'è un elemento molto importante che spesso viene omesso.
Le stragi non erano ancora finite in quel momento
Secondo Spatuzza, nonostante Graviano sostenesse che l'obiettivo fosse stato raggiunto, ordinò comunque di realizzare l'attentato allo Stadio Olimpico.
Gli avrebbe detto che bisognava fare ancora un attentato ai carabinieri perché occorreva dare “il colpo di grazia” allo Stato. L'obiettivo era un pullman di carabinieri in servizio allo stadio. 

L'attentato all'Olimpico, previsto nel gennaio 1994, fallì perché l'autobomba non esplose come previsto. Ed è proprio su questo punto che Spatuzza, anni dopo, spiegò il collegamento con la fine della stagione stragista.
Nel processo sulla trattativa Stato-mafia, nel 2014, gli venne chiesto perché dopo quell'attentato fossero cessate le stragi. La sua risposta fu sostanzialmente:
“Dopo il fallito attentato all'Olimpico finirono le stragi perché avevamo chiuso tutto.”.

ALLA LUCE DI TUTTO CIO' PENSO CHE L'ON. GALEAZZO BIGNAMI, DOVREBBE SOLO FARE SILENZIO IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE, ANCORA OGGI, FORZA ITALIA IL PARTITO FONDATO DA BERLUSCONI E DELL'UTRI E' PARTE INTEGRANTE DEL SUO GOVERNO.

Edmund Dantes 

 

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