Avete presente lo studio del BMJ Public Health sull’eccesso di mortalità? Quello trasformato dalla claque no vax nel Santo Graal assoluto; la pergamena sacra da agitare in live, nei canali Telegram, nei video con la musichetta apocalittica e sotto ogni post di un medico.
“Ecco la prova: vaccini e lockdown hanno fatto più morti del Covid; il mainstream tace; condividete prima che censurino tutto.”
Ecco, no.
Il BMJ lo ha ritirato per disinformazione sulle possibili cause della mortalità in eccesso e per il limitato lavoro originale degli autori; dopo un’indagine lunga, noiosa e molto meno elettrizzante di una diretta Facebook, ma infinitamente più utile.
Lo studio non aveva mai dimostrato un nesso causale tra vaccini, lockdown e morti; non analizzava le cause e non stabiliva responsabilità. Il BMJ lo aveva già chiarito nel 2024, pubblicando un’espressione di preoccupazione perché il paper veniva raccontato in modo completamente distorto.
Ma la claque no vax era già partita a sirene spiegate, eccitati come Donzelli quando parlano i suoi.
“Il BMJ ci dà ragione.”
Piccolo problema: il BMJ è una rivista; la scienza è un metodo. E il metodo non fa le live con la felpa nera, la faccia grave e la freccia rossa che indica una riga evidenziata; controlla, riceve critiche, confronta dati, apre indagini, registra gli errori e, se necessario, ritira.
Il Princess Máxima Center ha analizzato la vicenda e non ha trovato frodi, dati inventati o plagio; ha però concluso che le spiegazioni sulle morti in eccesso non riflettevano il consenso scientifico, erano selettive e fin troppo concentrate sui presunti danni dei vaccini.
Traduzione dal burocratese: avete trovato un paper confuso, lo avete trattato come una tavola ricevuta sul Sinai e gli avete fatto fare il giro del mondo come dildo scientifico internazionale.
Peter McCullough, guru delle autopsie selezionate, influencer della controinformazione, canali Telegram, video YouTube, post Facebook scritti dalla centrale operativa di Zia Pina: tutti a usare quel titolo per mettere in scena la solita liturgia.
“Io sono sveglio, furbo, guerriero della luce; gli altri sono schiavi, pecore, pluridosati, beeeee🐑.”
Sappiamo che è difficile incrinare questo credo, soprattutto per via del vostro impermeabile effetto Dunning Kruger; quella meravigliosa corazza mentale che vi protegge da qualsiasi cosa possa somigliare a una verifica.
Un titolo che vi piace diventa Vangelo; una smentita diventa censura; una critica metodologica diventa complotto; una rettifica diventa l’ultima prova che “stavano arrivando troppo vicini alla verità.”
È un sistema a prova di realtà; comodo come una coperta di pile ad agosto e ugualmente traspirante.
Le fonti verificate, quelle che tanto deridete, fanno una cosa che voi non fate mai: pubblicano, ricevono obiezioni, verificano, ammettono i problemi e correggono.
Il vostro piccolo universo, invece, prende un dato, lo strizza finché non esce scritto “vaccino assassino”; poi butta via studio, contesto, metodo e conclusioni, tenendosi il titolo come un santino spiegazzato.
Ora aspettiamo di vedere quanti rettificheranno video, post, dirette e articoli costruiti su questo studio.
Scommettiamo pochissimi; perché per il complottista medio una ricerca ritirata non è un errore da riconoscere, è il dildo scientifico internazionale che, anche sgonfio e ritirato dal commercio, continua a vibrare nella sua fantasia.
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