In quel tardo pomeriggio del 12 di agosto, alle 18.00, poche ore dopo il massacro di Sant'Anna di Stazzema, il monsignore e segretario comunale di Fiesole recarono un messaggio dei nazisti: o i carabinieri che stanno aiutando la Resistenza si consegnano alle autorità oppure i tedeschi procederanno a trucidare dieci civili innocenti.
Fulvio Sbarretti, Alberto La Rocca e Vittorio Marandola, carabinieri poco più che ventenni, non esitarono un solo istante e decisero di offrirsi in cambio della vita dei civili. Potevano fuggire, c’era già un passaggio pronto per farli andare via e unirsi alla Resistenza. Ma scelsero di consegnarsi ai tedeschi.
Prima di farlo, tornarono in caserma e indossarono l’uniforme dell’Arma.
Alle 20.30 vennero tutti e tre fucilati. Morirono per salvare la vita a degli innocenti.
Furono i Martiri di Fiesole: tre carabinieri, tre italiani, tre servitori dello Stato che come tanti altri decisero di stare dalla parte giusta, dando la vita per il prossimo.
Leonardo Cecchi

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