La scelta della startup di AI generativa si inserisce nel solco delle nuove disposizioni dell'AI Act europeo
L'introduzione delle filigrane digitali nei testi generati dall'intelligenza artificiale
ha scatenato un acceso dibattito tra gli utenti. Per rispondere alle
perplessità emerse in rete, Anthropic ha pubblicato un intervento sul
proprio blog ufficiale per illustrare il funzionamento e le ragioni che
hanno guidato l'implementazione del watermark sui contenuti prodotti da Claude.
La scelta della startup di AI generativa si inserisce nel solco delle
nuove disposizioni dell'AI Act europeo, volte a garantire la massima
trasparenza e la tracciabilità della produzione automatizzata.
Il watermark
La tecnologia sviluppata da Anthropic agisce direttamente nella fase di composizione della risposta. Nel momento in cui il modello seleziona la sequenza di parole, intreccia all'interno del discorso una struttura ricorrente: un pattern impercettibile alla lettura umana, ma perfettamente identificabile da software di analisi dedicati.Questa impronta digitale consente di verificare l'origine sintetica del documento senza alterare la fluidità o la qualità della fruizione da parte dell'utente.
Le strategie per rimuoverlo
Alla base delle lamentele spesso c'è proprio il fatto che il watermark è aggirabile dagli utenti più esperti, complicando la vita di quelli che hanno meno dimestichezza con lo strumento. Tra i metodi per evitare il watermark c'è quello di passare il testo da un altro chatbot concorrente, oppure di riscriverlo, ipotizzano diversi utenti sui social. Sono punti affrontati più o meno direttamente da Anthropic, che spiega che il watermark viene intrecciato al testo quando il modello sceglie le parole da utilizzare, creando un pattern non visibile ma decodificabile. Anthropic ha precisato che Claude non sarà l'unico chatbot AI a generare testi con watermark: «Altri grandi sviluppatori di modelli hanno firmato il medesimo Code of Practice e implementeranno i propri watermark». Passare il testo da un altro chatbot potrebbe quindi non essere efficace. Rimuovere il watermark è possibile con una riscrittura quasi completa del testo generato da Claude, ma a quel punto vale la pena chiedersi se si parli ancora di un prodotto generato dall'Ai, sottolinea la stessa azienda.Come funziona
Ma come funziona il watermark? Non si tratta, spiegano dall'azienda, di caratterizzare il testo con i meccanismi che di solito denotano l'utilizzo di Ai (come l'uso di trattini lunghi o i costrutti rafforzativi 'non è X, è Y').
Il watermark di Anthropic sarebbe invece molto più sottile, ispirato all'approccio SynthID-Text delineato dal team di Google DeepMind nel 2024. Tra le preoccupazioni degli utenti c'è quella di ritrovarsi con un watermark anche se utilizzano Claude solo per correggere testi, per fare un esempio. Secondo Anthropic questo dipenderà da quanto sarà lungo il testo stesso, o quanto pesantemente Claude lo abbia modificato. Se la maggior parte delle parole rimangono scritte dall'autore originale, Claude non ne avrà abbastanza con cui creare il pattern alla base del watermark.
Dove non si applica
Tra gli aggiornamenti importanti: Antrhopic prevede di rilasciare un'API per il rilevamento dei watermark, e pensa che il watermark per chi usa Claude nel coding sarà meno applicabile rispetto a testi normali, perchè c'è la necessità di generare codice informatico funzionante, prima ancora che riconoscibile. Detto questo, una filigrana anche in questo caso potrebbe essere applicata: «Nelle aree in cui vi è una scelta arbitraria tra parole o termini specifici all'interno del codice, come nei commenti, il watermark può essere utilizzato», ha affermato Anthropic. «Ma, per definizione, avrà un effetto trascurabile sul codice effettivamente prodotto»..
https://www.leggo.it/tecnologia/news/16_agosto_2026_anthropic_watermark_traccia_invisibile_testi_ia_come_rimuovere-9709626.html?refresh_ce

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