LE DISCUSSIONI DEI PADRI ARRIVANO AI FIGLI – STEFANIA CRAXI SCRIVE A DAGOSPIA PER RISPONDERE A GIULIO NAPOLITANO SUI FINANZIAMENTI SOVIETICI AL PCI, EVOCATI DA BETTINO CRAXI DURANTE IL PROCESSO ENIMONT: “NAPOLITANO CITA UN LIBRO DI GIANNI CERVETTI PER RICORDARCI CHE I RUBINETTI DI MOSCA AL PARTITO COMUNISTA SI CHIUDONO ALLA FINE DEGLI ANNI SETTANTA, MA EVIDENTEMENTE GLI SFUGGE CIÒ CHE LE ACQUISIZIONI STORIOGRAFICHE SUCCESSIVE HANNO MESSO IN RISALTO, OVVERO CHE IL FONDO UFFICIALE DI ASSISTENZA DEL PCUS AI “PARTITI FRATELLI” FOSSE SOLO UNO DEGLI AFFLUENTI CHE DALL’EST EUROPA TROVAVA SBOCCO A BOTTEGHE OSCURE. TUTTO QUESTO, SENZA APRIRE IN ALCUN MODO IL CAPITOLO DELLE SOVVENZIONI “INDIRETTE”, L’UNIVERSO DI FACILITAZIONI COMMERCIALI ALL’INTERNO DEL QUALE SI…”
Riceviamo e pubblichiamo:
Il professor Giulio Napolitano definisce «sgangherate, non vere, strumentali e provocatorie» le parole pronunciate da Bettino Craxi nel 1993 in occasione di un’udienza del processo Enimont, riferendosi nello specifico al passaggio in cui il leader socialista chiama in causa l’allora presidente della Camera, Giorgio Napolitano, sulla questione del finanziamento illegale che da un versante militare nemico dell’Italia, cioè l’Unione Sovietica, affluiva nelle casse del Pci.
interrogatorio di bettino craxi al processo cusani - 19 settembre 1993
Il professor Napolitano cita un libro di Gianni Cervetti per ricordarci che i rubinetti di Mosca si chiudono alla fine degli anni Settanta, ma evidentemente gli sfugge ciò che le acquisizioni storiografiche successive hanno messo in risalto, ovvero che il Fondo ufficiale di assistenza del Pcus ai “partiti fratelli” fosse solo uno degli affluenti che dall’Est Europa trovava sbocco a Botteghe Oscure.
I lavori di Victor Zaslavsky, al proposito, sono illuminanti. E basterebbe poi leggere le carte dell’istruttoria del procuratore generale di Russia Valentin Stepankov basata sui documenti raccolti negli Archivi moscoviti dopo il fallito golpe del 1991, trasmessa attraverso rogatoria anche ai magistrati italiani, per smentire l’affermazione secondo cui il flusso finanziario verso il Pci si interrompa dieci anni prima della caduta del Muro di Berlino.
Tutto questo, senza aprire in alcun modo il capitolo delle sovvenzioni “indirette”, l’universo di facilitazioni commerciali all’interno del quale si articolavano i rapporti delle ditte di import-export legate al Pci, che proseguirono fino al collasso e alla dissoluzione dell’Urss nel dicembre del 1991. A quell’epoca, Giorgio Napolitano era ancora responsabile della Sezione esteri di Botteghe Oscure. Ma, evidentemente, lui poteva non sapere.
giorgio napolitano enrico berlinguer
enrico berlinguer giorgio napolitano
giulio napolitano foto mezzelani gmt37
https://www.dagospia.com/politica/stefania-craxi-scrive-dagospia-per-rispondere-giulio-napolitano-sui-483773

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