ERA ORA: VOGLIONO SFIDUCIARE GIANNI INFANTINO! A SALISBURGO IL PRESIDENTE DELLA UEFA, CEFERIN, HA INCONTRATO NASSER AL KHELAIFI (PATRON DEL PSG E A CAPO DELL’ASSOCIAZIONE DEI CLUB EUROPEI) E PATRICE MOTSEPE (PRESIDENTE DELLA CONFEDERAZIONE AFRICANA), PER ORGANIZZARE IL “GOLPE” CONTRO GIANNI INFANTINO - L’OBIETTIVO È RACCOGLIERE LE 43 FIRME NECESSARIE PER UNA MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO IL CAPOCCIONE DELLA FIFA: SI VALUTA ANCHE IL BOICOTTAGGIO DELLE COMPETIZIONI FIFA E UNA RIFORMA CON PRESIDENZA A ROTAZIONE TRA I CONTINENTI – L’APPOGGIO DI MOTSEPE È UN SEGNALE IMPORTANTE, VISTO CHE L’AFRICA È UNO DEGLI STORICI SERBATOI ELETTORALI DI “GIANNI BE GOOD” – MA AL CAMERIERE IN CHIEF DI TRUMP RESTANO ANCORA DEGLI IMPORTANTI ALLEATI...
Estratto dell’articolo di Gennaro Scala per www.corriere.it
nasser al khelaifi aleksander ceferin
La sfiducia è praticamente sul tavolo. Le 43 firme necessarie vengono cercate tra le federazioni. E a Salisburgo, mentre il Psg e l’Aston Villa si contendevano la Supercoppa europea, il calcio mondiale ha celebrato un altro tipo di partita: il primo vero summit in presenza per preparare la destituzione di Gianni Infantino.
Non più soltanto una protesta contro il progetto di aprire ai capitali privati una quota dei diritti della Coppa del Mondo. Non più soltanto una richiesta di trasparenza. Adesso c’è un progetto per il dopo.
GIANNI INFANTINO COME IL MARCHESE DEL GRILLO - MEME
Il presidente Uefa Aleksander Ceferin ha riunito attorno a sé Nasser Al-Khelaifi, presidente del Psg e dell’Eca, l’associazione dei club europei, e Patrice Motsepe, presidente della Caf. […]
Al-Khelaifi rappresentava i grandi club. Motsepe rappresentava l’Africa, storico serbatoio elettorale di Infantino. La sua presenza, dopo anni di solida alleanza con il presidente Fifa, è stata il segnale più importante.
Solo che, contemporaneamente, dall’altra parte del mondo calcistico arrivava una risposta. Sei federazioni arabe — Marocco, Qatar, Egitto, Mauritania, Libano e Sudan — hanno dichiarato «pieno sostegno» e «fiducia» a Infantino. Quattro dei firmatari siedono nel Consiglio Fifa: il qatariota Hamad bin Khalifa Al Thani, l’egiziano Hany Abo Rida, il marocchino Fouzi Lekjaa e il mauritano Ahmed Yahya. Con loro Hashem Haidar, presidente della federcalcio libanese, e Moatasem Gafar, numero uno del Sudan.
gianni infantino patrice motsepe
Il loro messaggio è stato netto: apprezzamento per gli «sforzi continui» di Infantino nel far crescere il calcio mondiale.
Il paradosso è che il fronte arabo ha anche aperto una frattura nel fronte asiatico. Il Qatar ha contestato pubblicamente l’Afc, che lunedì aveva firmato insieme a Uefa e Concacaf una durissima dichiarazione contro Infantino.
Hamad bin Khalifa Al Thani, che è membro dell’AFC e del Consiglio FIFA, ha scritto al presidente della confederazione asiatica, lo sceicco Salman bin Ibrahim Al Khalifa, sostenendo che né lui né la federazione qatariota erano stati consultati prima della pubblicazione della lettera.
[…] E ancora: nessun preavviso, nessuna bozza, nessuna possibilità di contribuire al testo. Una rivolta dentro la rivolta: l’Afc accusa Infantino, ma una parte dell’Asia accusa l’Afc di aver parlato senza rappresentarla.
gianni infantino nasser al khelaifi
A Salisburgo, intanto, la coalizione anti-Infantino ha messo a punto le prossime mosse. La prima è politica: raccogliere le 43 adesioni necessarie per una mozione di sfiducia e tentare di portare il presidente davanti a un voto d’emergenza prima delle elezioni di marzo. La seconda è istituzionale: preparare una nuova architettura della Fifa. La terza è sportiva: minacciare il boicottaggio delle competizioni Fifa se Infantino non dovesse ritirare la candidatura.
La bozza del nuovo modello contiene un’idea che, se mai diventasse realtà, sarebbe una rivoluzione: la presidenza a rotazione continentale. Quattro anni, senza rinnovo consecutivo; poi il turno passa a un’altra confederazione. Europa, Sudamerica, Asia, Africa, Nord e Centro America, Oceania. […]
E un consiglio collegiale più forte, capace di sottrarre al presidente una parte del potere esecutivo ed economico. È la risposta al peccato originale che i nemici di Infantino individuano nel sistema Fifa: 211 federazioni, un voto ciascuna.
L’Europa ha i grandi club, i grandi campionati e gran parte dei ricavi, ma non ha un peso elettorale proporzionato. Una piccola federazione caraibica o africana vale quanto la Germania o il Brasile. Chi sa costruire consenso tra i piccoli può dunque governare il gigante. Infantino lo ha fatto dal 2016. […]
Il nome di Victor Montagliani, presidente della Concacaf, continua a circolare come possibile candidato anti-Infantino. A giugno aveva detto che la sua priorità era la rielezione alla guida della confederazione nordamericana e centroamericana. Ma al congresso Fifa di Vancouver aveva lasciato una frase che oggi sembra un programma: «La leadership non è questione di potere».
gianni infantino
INFANTINO
infantino trump
gianni infantino con cappellino usa alla prima riunione del board of peace foto lapresse
gianni infantino alla riunione del board of peace foto lapresse
https://www.dagospia.com/sport/era-ora-vogliono-sfiduciare-gianni-infantino-salisburgo-presidente-uefa-483795

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