domenica 16 agosto 2026

TOKYO VUOLE IMPORRE IL NUMERO CHIUSO PER I MIGRANTI

 

TOKYO VUOLE IMPORRE IL NUMERO CHIUSO PER I MIGRANTI - IL GOVERNO GIAPPONESE, GUIDATO DALLA PREMIER CONSERVATRICE SANAE TAKAICHI, INSISTE SULLA LINEA DI CONTENIMENTO DEI FLUSSI MIGRATORI ALL'INSEGNA DELLA TUTELA DELL'IDENTITÀ NAZIONALE E DELLA COESIONE SOCIALE - SE NE È DISCUSSO NEI GIORNI SCORSI: L’ESECUTIVO VUOLE VALUTARE L'IMPATTO DEMOGRAFICO ED ECONOMICO DELLA PRESENZA STRANIERA E PREPARARE UNA POLITICA MIGRATORIA CHE POTREBBE INCLUDERE, PER LA PRIMA VOLTA, UN TETTO (NUMERICO O PERCENTUALE) ALLA POPOLAZIONE IMMIGRATA - GLI STRANIERI RESIDENTI IN GIAPPONE SONO SALITI A 3,9 MILIONI, PARI AL 3,2% DELLA POPOLAZIONE, MENTRE I GIAPPONESI SONO SCESI A 122,98 MILIONI, COMPLICE LA DENATALITÀ IN CORSO…

giappone immigrati  

IL GIAPPONE AVVIA DIBATTITO SU IMPOSIZIONE TETTO A QUOTA CITTADINI STRANIERI

Premier conservatrice Takaichi valuta limiti e redditi più alti per i residenti

sanae takaichi 81esimo anniversario resa giappone 1

(ANSA) - TOKYO, 16 AGO - Il governo giapponese guidato dalla premier conservatrice Sanae Takaichi insiste sulla linea di contenimento dei flussi migratori all'insegna della tutela dell'identità nazionale e della coesione sociale. Se ne è discusso nei giorni scorsi durante un panel presieduto dal professore dell'Università di Tokyo Hiroshi Ohashi, racconta il giornale Asahi Shimbun, con il compito di valutare l'impatto demografico ed economico della presenza straniera e preparare, entro l'anno fiscale, una politica di base che potrebbe includere per la prima volta un tetto - numerico o percentuale - alla popolazione immigrata.

sanae takaichi

 

L'iniziativa scaturisce da un'intesa della coalizione tra il Partito Liberal-democratico (Ldp) e il Partito dell'Innovazione Giapponese (Ishin), che aveva chiesto un "tetto complessivo" poi ammorbidito, nel testo finale, in una più vaga "gestione quantitativa" per evitare tensioni interne all'Ldp. La ministra Kimi Onoda, titolare della delega per una 'Società di ordinata e armoniosa convivenza con gli stranieri', sostiene la linea più rigorosa, spiega il quotidiano progressista, in contrasto con settori del suo stesso partito sensibili alle pressioni di imprese e aree rurali colpite dalla carenza di manodopera.

 

Secondo il ministero degli Interni, gli stranieri residenti sono saliti a 3,9 milioni, pari al 3,2% della popolazione, mentre i giapponesi sono scesi a 122,98 milioni, complice il lungo processo di denatalità in corso. Una proiezione del 2023 stima che la quota straniera possa toccare il 10% entro il 2070, soglia associata altrove a tensioni sociali.

SANAE TAKAICHI

 

Nel frattempo l'Agenzia per l'immigrazione ha varato una netta revisione dei requisiti per ottenere la residenza permanente. Dal primo ottobre il reddito familiare dovrà essere superiore alla media giapponese e le proiezioni pensionistiche equivalenti a 30 anni di contributi, per impedire l'accesso ai sussidi pubblici. La stessa tassa per la domanda di residenza salirà di venti volte, da 10.000 a 200.000 yen (1.100 euro). Le nuove regole, secondo gli osservatori, rischiano di scoraggiare i lavoratori stranieri in un Paese già segnato da una crisi demografica senza precedenti e la cronica carenza di manodopera.

 

Per il governo Takaichi - che durante la corsa alla leadership dell'Ldp aveva invocato cautela verso flussi "culturalmente troppo distanti", tuttavia, la priorità resterà preservare l'equilibrio sociale e l'identità nazionale di fronte a una presenza straniera in costante crescita.

 

Nessun commento:

Posta un commento