Le chiesero i nomi dei suoi compagni, degli altri partigiani. E Irma Bandiera non disse niente.
Decisero allora di torturarla per farla parlare. Lo fecero per sei giorni consecutivi, ma lei ancora non parlò. Arrivati a quel punto, i nazifascisti l'accecarono. Ma anche lì, Irma non diede loro neanche un nome.
Dopo tutto questo, dopo le torture a cui Irma rispose sempre con il silenzio, ebbero un'idea: la trascinarono fuori casa dei suoi genitori, devastata, dolorante a causa delle torture. La scagliarono sul marciapiede e uno dei torturatori le disse: “Ne vale la pena? Dacci qualche nome, e potrai entrare in casa. Dietro questa finestra ci sono tua madre e tuo padre”.
Un’ultima volta, Irma Bandiera non proferì una parola.
Quel 14 agosto 1944, l’ammazzarono lì davanti, a Meloncello di Bologna, con dei colpi di pistola, davanti a casa dei suoi genitori.
Alle donne e agli uomini come Irma Bandiera, che hanno dato la vita per combattere l’invasore e per la libertà, anche quest'anno, come sempre, come sempre il ricordo di tutto il Paese.
Leonardo Cecchi

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