Sta girando da giorni un messaggio attribuito a "Michele Battista" sull’OMS. Dice che l’80% dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è in mano a privati e fondazioni a scopo di lucro, che i 194 Paesi membri contano come il "2 di picche" e che fino a ieri Bill Gates era il maggior azionista.
Andiamo con ordine e vediamo cosa è vero, cosa è esagerato e cosa è proprio falso.
Primo punto: l’OMS è di proprietà di privati?
No. L’OMS non ha azionisti e non si può "detenere". È un’agenzia delle Nazioni Unite fondata nel 1948. A comandare è l’Assemblea Mondiale della Sanità, dove siedono i 194 Paesi membri. Ogni Paese ha un voto, dalle Isole Marshall agli Stati Uniti.
Quello che è vero è che l’OMS è povera di soldi "liberi". Solo circa il 15% del suo bilancio arriva dai contributi obbligatori che ogni Stato deve pagare in base al PIL. Tutto il resto, più dell’85%, arriva come contributi volontari. E qui casca l’asino.
Secondo punto: chi sono questi "privati"?
Quando si dice "80% ai privati" si fa confusione. Quei soldi volontari non arrivano tutti da aziende o fondazioni. La fetta più grande la mettono gli stessi Stati.
Nel biennio 2022-2023 il primo donatore dell’OMS sono stati gli Stati Uniti con quasi 960 milioni di dollari, pari al 15,6% del budget. Al secondo posto c’è la Bill & Melinda Gates Foundation con 826 milioni, cioè il 12,7%. Poi troviamo GAVI, la Germania, l’Unione Europea, il Regno Unito.
Quindi non è "tutto privato". È un mix di governi, Unione Europea, ONU, Banca Mondiale e alcune grandi fondazioni. Le aziende farmaceutiche a scopo di lucro non risultano tra i principali finanziatori diretti.
Terzo punto: Bill Gates è il "padrone" dell’OMS?
No, perché non esistono azioni da comprare. Però è vero che la Fondazione Gates è il donatore privato più grande e il secondo in assoluto. Dal 2000 al 2024 ha versato all’OMS 5,5 miliardi di dollari in 640 donazioni separate.
Il problema che denunciano anche studi pubblicati sul BMJ Global Health non è che "comanda Gates". È che quei soldi arrivano già etichettati. Oltre l’80% delle donazioni Gates all’OMS è andato a malattie infettive. Quasi il 60% solo per la Polio. Più della metà per vaccini e programmi vaccinali.
Risultato: malattie croniche, salute mentale, rafforzamento dei sistemi sanitari e prevenzione restano sottofinanziati, anche se per l’OMS dovrebbero essere prioritari. In pratica chi paga decide cosa finanziare.
Quarto punto: i Paesi membri contano poco?
Purtroppo sì, ma per un altro motivo. Contano poco perché pagano poco in modo libero. Con solo il 15% di fondi non vincolati, l’OMS ha pochissima flessibilità per rispondere a un’emergenza o spostare risorse dove servono davvero. Dipende dai soldi che arrivano già destinati a un progetto. Questo crea uno squilibrio: le malattie "di moda" tra i grandi donatori sono iper-finanziate, le altre no.
Quindi, tirando le somme:
La frase "l’80% è in mano ai privati a scopo di lucro" è falsa. L’80% è volontario, ma viene per la maggior parte da Stati e organizzazioni internazionali.
La frase "Bill Gates è il maggior azionista" è falsa. Non è azionista, è il secondo donatore. Se gli USA uscissero davvero dall’OMS nel 2026, allora la Gates diventerebbe il primo donatore in assoluto.
La frase "i Paesi contano come il 2 di picche" è cinica ma descrive un problema reale: con così pochi soldi liberi, l’Assemblea Mondiale decide poco sulle priorità.
Il vero nodo non è il complotto. È la dipendenza dell’OMS dai soldi con il laccio. Finché un’organizzazione che dovrebbe guidare la salute globale dovrà elemosinare fondi già destinati, le sue priorità non saranno mai del tutto sue.
Se vuoi verificare: tutti i dati sul bilancio sono pubblici sul sito http://who.int nel documento "Programme Budget 2024-2025" e lo studio sulle donazioni Gates è su BMJ Global Health 2024.
Fenix

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