venerdì 21 agosto 2026

La sintesi di Ignazio...

 


«La meraviglia è che mai il centrodestra è riuscito a fare quello che invece riusciva alla sinistra, cioè litigare veramente. Non c’è mai stata un’occasione in cui il centrodestra non abbia saputo fare sintesi».


Per la prima volta mi trovo veramente d’accordo con Ignazio La Russa, anche se non condivido la meraviglia (al più mi meraviglio che lui lo faccia): a destra, alla fine, si mettono sempre d’accordo. Anzi fanno una “sintesi”, dice lui, usando una parola alquanto sobria rispetto ad altre ben più attinenti al caso di specie, ma che lascio altresì all’immaginazione del lettore. 


Ciò premesso, mi chiedo però quale sia allora la ragione che sta spingendo tutta la destra a cambiare legge elettorale per dare “stabilità al Paese”. Perché mentre La Russa ci illumina sulla grande destrezza del suo schieramento nel riuscire “a fare sintesi”, e quindi mettersi sempre d’accordo (…), presupposti fondamentali per dare stabilità, torna a ossessionarci con la legge elettorale.


Se siete così bravi, così ragionevoli e strutturati, perché fare una legge elettorale per rendere stabile un qualcosa che avete già stabilizzato?


Mi viene allora un dubbio: sarà mica che, dato che a voi “fare sintesi” piace proprio tanto, volete una legge elettorale che vi aiuti a sintetizzare ogni angolo, anfratto, spazietto del Paese su cui non avete ancora prodotto questa essenzialità che vi contraddistingue, indebolendo la controparte politica? I tentativi di destrutturare la magistratura li avete già fatti, inclusa – se non soprattutto – la Corte dei Conti, che è sotto attacco.


Nutro quindi tale sospetto che, in onestà, mi preoccupa anche. 

Perché a forza di riassunti e sintesi, si rischia di rimanere con ben poco nel Paese.

Leonardo Cecchi 

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