IL SOLITO, INCORREGGIBILE MOURINHO – LO "SPECIAL ONE", DI NUOVO ALLA GUIDA DEL REAL MADRID, SNOBBA LA STELLINA DEL BARCELLONA, LAMINE YAMAL: “È UN CAMPIONE, MA A NOI NON SERVE. NON LO VORREI AVERE. NOI ABBIAMO UNA ROSA DI ALTISSIMO LIVELLO. NON FAREI POSTO A NESSUN ALTRO” – LA FRECCIATA A RODRI, CHE HA SCELTO IL BARCELLONA E RIFIUTATO LA PROPOSTA DEI BLANCOS: “L’HO CHIAMATO, AVEVA DEI DUBBI. IL REAL MADRID NON PUÒ PERMETTERSI GIOCATORI CHE CI PENSANO DUE VOLTE” – “DA QUANDO SONO ANDATO VIA, 13 ANNI FA, SONO UN'ALTRA PERSONA, SONO PIÙ MATURO, MENO EMOTIVO. MA HO LO STESSO DNA…”
Estratto dell’articolo di Simone Zizzari per www.corrieredellosport.it
"Il Barcellona è una grande squadra, Lamine Yamal un campione, ma a noi non serve. Non lo vorrei avere". Josè Mourinho è carico. Lo Special One, alla sua nuova avventura alla guida del Real Madrid, parla così dei rivali di sempre: la Liga è già entrata nel vivo, i blancos giocano sabato contro l'Espanyol e José in una intervista a 'El Chiringuito' esalta il Real che ha rivoluzionato la rosa e si è affidata ancora al tecnico portoghese per tornare a vincere.
Ha lodato il lavoro di Flick al Barcellona e ha manifestato grande stima per Yamal: "Mi piace, mi piace. Ottimo lavoro: Flick, Deco e, ovviamente, i giocatori. Mi piace tutto quello che stanno facendo - sottolinea Mourinho -. Yamal? Non vorrei averlo. È senza dubbio un giovane con margini di crescita incredibili.
Non è da tutti essere campione d'Europa e del mondo a 19 anni, ma noi abbiamo una rosa di altissimo livello. Al momento non farei posto a nessun altro. Questi sono i miei ragazzi, e i miei ragazzi sono i migliori".
Il tecnico del Real Madrid ha poi parlato della gestione della pressione, soprattutto dopo l'arrivo della stella Diomande: "Io sono arrivato senza chiedere niente, dopo aver analizzato a fondo la rosa ed essere consapevole di ciò che avrei voluto vedere accadere. Mi sono informato e volevo arrivare sapendo molto, ma comportandomi come se non sapessi nulla.
Guarda i primi giocatori che abbiamo ingaggiato: Dumfries, Konaté – con tutto il rispetto per due grandi giocatori – non sono il tipo di acquisti che entusiasmano la gente e infiammano i social media, ma ne avevamo bisogno. Abbiamo sempre seguito questa strada; senza chiedere nulla, le cose sono andate lisce.
Diomande è un'ala veloce e aggressiva che può giocare su entrambe le fasce, non è facile da trovare un giocatore così. Inoltre è giovane, ha un potenziale incredibile per molti anni a venire. Non vedo quando costa un giocatore, analizzo il profilo del giocatore e cosa può portare alla mia squadra".
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Il ritorno al Real Madrid è stato piuttosto naturale: "Prima c'erano le voci, poi c'è stato un contatto. Quando il Real Madrid mi ha chiamato, ha avuto su di me l'impatto che voglio che abbiano i giocatori quando vengono contattati per la prima volta dal Real Madrid. Non ho avuto alcun dubbio, volevo andare e basta.
Perché lascio un bel ricordo nei club dove sono stato? Quando ho lasciato il Real Madrid per andare al Chelsea per la seconda volta, non stavo andando al Chelsea ma al Manchester United. Poi però il Chelsea mi ha contattato e il proprietario mi ha detto: 'Dopo tanti anni e tanti allenatori, sei il migliore e ti voglio qui'.
Boom, mi ha convinto all'istante. La prima volta che sono andato al Real Madrid avevo la sensazione di essere andato lì perché avevo vinto triplete con l'Inter. Ora torno senza aver vinto nulla, torno perché mi conoscono, torno perché sanno cosa posso dare, non torno perché ho vinto il triplete, torno perché mi conoscono. È qualcosa di più profondo, e sono molto felice di questo".
Lo Special One ha parlato di come è oggi rispetto al José di tanti anni fa: "Da quando sono andato via, 13 anni fa, oggi sono un'altra persona. Ho lo stesso dna, non posso nascondermi o cercare di essere qualcosa che non sono. Sono molto più maturo, meno emotivo e più controllato.
Come sempre, imparo dai miei errori. Ma non rimpiango questo o quello, perché penso che rimpiangere qualcosa che è successo nella vita non serva a nulla. Imparare dalle esperienze, sì. Se sono più noioso? No, non direi. Credo che alla fine il dna vinca sempre".
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Bellissime le parole che Mourinho ha rivolto a Mbappé: "È un giocatore semplicemente incredibile. A volte mi fa ridere durante gli allenamenti perché è semplicemente troppo bravo. È di un altro livello. Non sta a me giudicare o analizzare quello che ha fatto la scorsa stagione.
Una stagione strana, complicata per tutti. Alla fine, è sempre la stessa storia. Arbeloa e Xabi si sono presi la colpa. Dico sempre che vincere o perdere dipende da più fattori. L'ho detto a tutti il mio primo giorno a Valdebebas, non solo ai giocatori: non accetto colpe o applausi per una sola persona.
Non è il mio stile. Molti hanno commesso errori l'anno scorso, non solo gli allenatori o i giocatori. Quando mi parlate di Mbappé, preferisco pensare a quello che Kylian può essere ora. Un ragazzo che sarebbe potuto arrivare il 14 agosto e si è presentato il 12 già mi dice qualcosa.
Il motivo per cui vuole presentarsi il 12 è perché vuole giocare contro lo Schalke in condizioni decenti. Poi si allenerà come tutti gli altri, con lo stesso impegno, la stessa voglia di migliorare e in allenamenti duri. Mbappé e Bellingham sono stati fischiati al Bernabéu. Dobbiamo tutti lavorare di più come una squadra. Ma i numeri sono incredibili. Quello che hanno fatto entrambi ai Mondiali è stato straordinario. Il Bellingham ha disputato un Mondiale incredibile, ma Mbappé ha fatto la storia".
Chiosa su Rodri che ha preferito andare al Barcellona piuttosto che sposare il progetto del Real Madrid: "Ho parlato con lui un paio di volte e il Real Madrid gli ha fatto un'ottima offerta. Rodri aveva dei dubbi, ha esitato... e i dubbi di Rodrigo hanno generato dubbi anche in me. È un giocatore straordinario ed è stato molto professionale con noi, non ho nulla di negativo da dire.
Ma il Real Madrid è un club di tale calibro che non può permettersi giocatori che ci pensano due volte. Lo contatti e il giocatore ti chiede: "Quando devo andare?". Questo è il concetto. Rodri è stato molto professionale con noi; gli auguro il meglio. Non troppo, ovviamente. Se il suo passaggio al Barcellona viene vista come una loro vittoria nei nostri confronti? Le vittorie si conquistano sul campo, non sul mercato.
Guarda Vinicius, lui si è innamorato del Real Madrid. L'unica cosa che gli ho detto è stata: "Vini, dove vuoi andare? Sei stato solo in Brasile e conosci solo il Real Madrid. Non andartene. Non ne vale la pena".
Vini è un altro motore che è un piacere vedere all'opera. Abbiamo molta qualità. La vicenda tra lui e Prestianni? La risposta è molto semplice: Prestianni era un mio giocatore, punto e basta, senza discussioni. Se Prestianni è un mio giocatore... possono arrivare altri 20 giocatori, io sarò sempre dalla sua parte, è semplice.
Penso che Vini lo sappia ormai, sa da che parte sto e sa che può contare su di me. L'altro giorno, quando non gli è stato concesso un rigore netto come al Bernabéu, ero già a centrocampo a lottare per lui, sa che ci sarò per lui".
jose mourinho - real madrid
rodri - barcellona
https://www.dagospia.com/sport/solito-incorreggibile-mourinho-yamal-e-campione-non-serve-non-vorrei-484340









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