sabato 22 agosto 2026

Pregliasco

 

🟦"La morte a #Palermo di una bambina di quattro anni, in un quadro di sospetta difterite, impone rispetto, prudenza e attenzione. In attesa che gli accertamenti diagnostici e le autorità sanitarie definiscano con precisione tutti gli elementi del caso, l’episodio richiama l’attenzione su una realtà importante per la sanità pubblica: le malattie infettive rese rare grazie alle vaccinazioni non sono necessariamente scomparse e, quando incontrano persone suscettibili, possono tornare a manifestarsi anche in forme particolarmente gravi. In questa fase è fondamentale evitare sia allarmismi sia minimizzazioni. Un singolo caso non significa automaticamente che sia in corso un’epidemia. E’ necessario completare gli accertamenti microbiologici, ricostruire la possibile catena epidemiologica, individuare i contatti stretti e verificare l’eventuale presenza di ulteriori persone esposte. La rarità della difterite in Italia e negli altri Paesi ad alta copertura vaccinale costituisce uno dei risultati più importanti ottenuti attraverso i programmi di immunizzazione. Proprio il successo delle vaccinazioni può tuttavia determinare una riduzione della percezione del rischio. Quando una malattia non viene più osservata nella vita quotidiana, può diffondersi l’idea che non costituisca più una minaccia e che, di conseguenza, la vaccinazione abbia perso importanza. In realtà, molte malattie sono diventate rare proprio perché la prevenzione vaccinale ne ha fortemente limitato la circolazione e le conseguenze. Per questo motivo è necessario mantenere elevate le coperture vaccinali e continuare a garantire un’efficace sorveglianza epidemiologica".


Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano Statale, past president di Anpas e vicepresidente di Samaritan International, sul caso della bambina di 4 anni morta per difterite.


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