domenica 23 agosto 2026

Samoa, 2019: quando il "pensiero libero" ha ucciso 83 bambini

 



C'era una volta un'isola del Pacifico, 200.000 anime, palme, oceano turchese, e un'invenzione ottocentesca chiamata vaccino che teneva a bada un mostro chiamato morbillo. Poi arrivò l'anno 2018, e qualcuno decise che la scienza doveva prendersi una pausa.


Atto primo: l'errore che ha aperto la porta all'inferno


Due infermiere, per errore procedurale, mescolano un rilassante muscolare scaduto invece di acqua sterile in due dosi di MMR. Due neonati muoiono nel luglio 2018. Tragedia vera, dolore vero, errore umano vero.


Il governo samoano, invece di dire "abbiamo sbagliato la preparazione, non il vaccino", decide di sospendere l'intero programma vaccinale MMR per nove mesi. Come se, dopo un incidente stradale causato da un meccanico ubriaco, si decidesse di vietare le cinture di sicurezza a tutta la nazione.


Risultato: la copertura vaccinale crolla dall'80-90% al 31%. Un intero esercito di bambini rimane scoperto, disarmato, in attesa che il morbillo bussi alla porta.


Atto secondo: entra in scena il guru del cocco


E qui, cari lettori, entra il nostro primo protagonista: Edwin Tamasese, coltivatore di noci di cocco trasformato in "guaritore tradizionale" da Facebook, senza laurea in medicina ma con illimitata fiducia nei propri poteri taumaturgici.


Tamasese gira per i villaggi dicendo che il vaccino diffonde il morbillo, scienza al contrario, complimenti, e prescrive vitamina C, papaya e carbone attivo come se fossero antibiotici mistici. Ha persino paragonato la campagna vaccinale governativa a una "killing spree", uno sterminio di massa. Ironico, visto chi stava effettivamente sterminando chi.


La sua fama non resta locale: influencer no vax australiani e americani iniziano a mandargli soldi, integratori e applausi virtuali, trasformandolo in un santino della "libertà medica".


Atto terzo: arriva l'ospite d'onore, direttamente da Washington


E qui, signore e signori, il colpo di scena hollywoodiano: nel giugno 2019, mentre Samoa è ancora convalescente dal crollo vaccinale, sbarca sull'isola Robert F. Kennedy Jr., allora presidente di Children's Health Defense, una delle più grandi ONG antivacciniste degli Stati Uniti.


Il viaggio non è una gita di piacere: è organizzato e pagato proprio da Tamasese e dall'influencer no vax Taylor Winterstein. Kennedy incontra funzionari governativi, parla con il ministro della Salute, e invece di dire "vaccinate tutti, subito", alimenta dubbi sulla sicurezza del vaccino in un momento in cui l'isola aveva bisogno di fiducia come di ossigeno.


Il colpo di genio arriva a novembre 2019, nel bel mezzo dell'epidemia già in corso: Kennedy scrive una lettera al primo ministro samoano suggerendo che forse, forse, la colpa non è delle coperture vaccinali ai minimi storici, ma di vaccini difettosi o del fenomeno "shedding", i vaccinati che diffonderebbero il virus, teoria priva di qualsiasi base scientifica. Chiama tutto questo un "esperimento naturale". Un esperimento. Su bambini. Che morivano.


Atto quarto: il conto dei morti


Tra ottobre e dicembre 2019, il morbillo, arrivato probabilmente dalla Nuova Zelanda, trova un'isola con le difese immunitarie di un castello senza portone. Il risultato: 5.707 casi, 83 morti, l'87% bambini sotto i 5 anni. Ospedali saturi, stato di emergenza, squadre mediche internazionali chiamate a soccorrere un sistema sanitario travolto.


Il governo, per fermare l'ecatombe, rende obbligatoria la vaccinazione e chiede alle famiglie non vaccinate di sventolare un drappo rosso fuori casa, come lebbrosi medievali in salsa social sanitaria.


Atto quinto: l'arresto (e il lieto fine per la propaganda)


Il 6 dicembre 2019, con il conteggio dei morti già a 62-63, Tamasese viene arrestato per incitamento contro gli ordini governativi. Il caso verrà archiviato nel 2020 per problemi tecnici sulle prove digitali, non perché avesse ragione, ma perché la burocrazia samoana ha fallito dove il morbillo non ha fallito.


Children's Health Defense lo trasforma subito in martire, "eroe della libertà medica", perseguitato per il crimine di "dare vitamine ai bambini". Peccato che le vitamine non fermino un virus che, quando trova un bambino non vaccinato, non chiede il permesso a nessun guru del cocco.


Epilogo: chi ha vinto, chi ha perso


Nel 2025, durante l'audizione al Senato USA per la nomina a segretario della Sanità, Kennedy dichiara di non avere "nulla a che fare" con l'epidemia samoana. Peccato che email e documenti dell'ambasciata USA e delle Nazioni Unite dell'epoca raccontino una storia diversa sul reale scopo del suo viaggio.


Il senatore Brian Schatz lo accusa pubblicamente di aver "alimentato con le sue bugie" l'epidemia. Il governatore delle Hawaii Josh Green, medico che guidò una missione di soccorso a Samoa, fa lo stesso. La stessa premier samoana Fiame Naomi Mataʻafa si dice sorpresa che un uomo con questo trascorso possa dirigere la sanità pubblica americana.


Morale della favola, cari amici no vax: quando il "pensiero critico" incontra un'epidemia reale, il "pensiero critico" perde 83 a 0. E il punteggio, purtroppo, è contato in bare piccole.


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