sabato 20 giugno 2026

Sono carabinieri o mafiosi?

 


Oggi la Cassazione ha scritto la parola fine sull’uccisione di Stefano Cucchi e sull’annientamento morale e fisico della mia famiglia che ne è conseguito. 

Queste lacrime le dedico ai Generali Alessandro Casarsa e Vittorio Tomasone. 


Il primo, nel momento in cui le versavo, era diventato niente di meno che il comandante dei Corazzieri del Quirinale. Il secondo era in pole position per la carica di Comandante Generale dell’Arma. 


Casarsa ha scritto la causa di morte di Stefano ancor prima che venisse effettuata l’autopsia con parole esatte che verranno riportate poi dai medici legali di un processo che il pm Musarò ebbe a definire kafkiano. I testimoni erano i responsabili del suo omicidio mentre gli imputati erano i suoi testimoni.


Tomasone, nel giorno in cui comunicò a tutta la stampa nazionale la telefonata di condoglianze a mia madre non mancò di aggiungere falsamente, dall’alto della sua autorevolezza, che però Stefano Cucchi era un tossicodipendente, anoressico, sieropositivo. 

Tomasone ci ha condannati a vita alle infamie degli haters della carta stampata e del web. 


Casarsa ha costretto la mia famiglia a consumarsi la vita in 16 anni di udienze. 


Per il primo le agenzie di stampa oggi riportano: “Chiara volontà di impedire di ricondurre responsabilità a carabinieri” e “Dai carabinieri falso per coprire responsabilità”.


Per il secondo rimangono le scuse verbalizzate nel processo sulle domande del mio avvocato per aver detto quelle parole false ai giornalisti. 

Tutto qui. 


Ciao mamma e ciao papà. 

Ciao Stefano

Ilaria Cucchi

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