Il nostro sistema di controllo aereo è infatti, in queste ore, in massima allerta in quanto l'ipotesi che i terroristi pensino di utilizzare i velivoli per un nuovo 11 settembre “non è affatto campata per aria”, come spiega un funzionario dell'antiterrorismo. D'altronde, ricorda l'uomo, la nostra Capitale è a poco più di un'ora di volo dalle coste libiche e sarebbe «irresponsabile non predisporre piani nel caso in cui qualcuno stesse pianificando un attentato eclatante».
L'allerta, per quanto poco diffusa, è alta e il rischio reale. Tanto più che tutti i centri civili e militari che monitorano i cieli del Nord Africa e del Medio Oriente hanno ricevuto istruzioni perché prestino la “massima attenzione” nei confronti dei velivoli di cui non sia possibile un'immediata identificazione. Identiche istruzioni sono state diramate ai comandi delle navi militari in navigazione nel Mediterraneo meridionale
http://www.articolotre.com/2014/08/terrorismo-in-allerta-anche-gli-007-italiani-rischio-reale-di-attentati-eclatanti/
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